VLAHOVIC, CINQUANTA MILIONI SUBITO DALLA JUVE. MA DECIDE TUTTO ROCCO. IN BALLO LUCCA E ROVELLA. BERARDI, SI ALZA L’OFFERTA. IKONÉ, ATTENTI ALL’ATALANTA. ITALIANO, UN PATTO PER LA CHAMPIONS. IL PRESIDENTE TORNA PER L’EMPOLI

25.11.2021 11:10 di Enzo Bucchioni Twitter:    vedi letture
VLAHOVIC, CINQUANTA MILIONI SUBITO DALLA JUVE. MA DECIDE TUTTO ROCCO. IN BALLO LUCCA E ROVELLA. BERARDI, SI ALZA L’OFFERTA. IKONÉ, ATTENTI ALL’ATALANTA. ITALIANO, UN PATTO PER LA CHAMPIONS. IL PRESIDENTE TORNA PER L’EMPOLI

La Juventus bastonata in Champions dal Chelsea e in grande ritardo in campionato vuol provare a prendere Vlahovic già a gennaio per cercare di risolvere almeno il problema del gol. I bianconeri avrebbero messo sul piatto della Viola una cinquantina di milioni.

Bastano? Cosa deciderà la Fiorentina? La risposta è complessa, il tema scottante perché lo sappiamo, molto del mercato viola passerà da qui, dal futuro di Dusan. La risposta definitiva, ovvio, toccherà a Commisso e questo sarà il primo dei tanti argomenti da affrontare già da sabato prossimo, appena il presidente avrà rimesso piede a Firenze.

Gli interrogativi che aspettano una risposta sono tanti, ma prima c’è una pregiudiziale da affrontare: dopo Chiesa si può vendere un altro giocatore importante alla Juventus?

Se si pensa al calcio solo come a un business la logica economica imporrebbe di vendere al maggiore offerente, senza guardare la maglia di chi compra. Basta che paghi e paghi bene. Pecunia non olet, dicevano i latini.

Vendere Vlahovic alla Juventus potrebbe però anche avere significati più profondi, dalla rivalità storica fra i due club, al diverso modo di intendere il calcio, all’arroganza del potere, al rispetto per i tifosi. Si tratta di decidere fra il pragmatismo e il romanticismo. Due mondi molto lontani.

In questo caso però credo contino più la concretezza e la praticità. Per come s’è messa la situazione, per lo scarso margine di manovra rimasto alla Fiorentina, per i regolamenti sbagliati che danno troppo potere ai procuratori e ai giocatori che non vogliono rinnovare il contratto, credo sia logica soltanto una cosa: cercare di portare a casa il massimo possibile. La cessione di Vlahovic deve fruttare tanti soldi da reinvestire per avere alla fine una Fiorentina complessivamente più forte anche senza un fuoriclasse come il serbo. E se il massimo possibile si chiama Juventus pazienza, a volte, alla Montanelli, è meglio turarsi il naso e andare avanti.

Con il rischio, fra l’altro, che poi alla Juventus il giocatore possa andare lo stesso magari a parametro zero fra un anno e mezzo o a una cifra minore l’estate prossima. C’è anche da stare attenti, appunto, a una ipotesi sgradevole da “becchi e bastonati”.   

La situazione, credo, andrà analizzata fino in fondo con grandissima attenzione prima di dire “alla Juventus non ci andrà mai”.

Ci sono alternative? Ci sono squadre straniere disposte a pagare uguale o di più? E il giocatore all’estero ci vuole andare o rifiuterà il trasferimento preferendo la Vecchia Signora come si teme da tanto tempo? E poi, Vlahovic vuole andar via a gennaio o no? Vedete quanti interrogativi…

Intanto, parlando di cifre, cinquanta milioni a gennaio potrebbero essere anche pochi. La Fiorentina ne vuole settanta e attorno a questi soldi si potrebbe scatenare un’asta visto che anche il City, il Tottenham, l’Atletico, ma anche il Bayern da tempo corteggiano il ragazzo.

Ma se la Juventus dovesse insistere e Vlahovic fosse d’accordo, visto il momento difficile dei bianconeri e la necessità di trovare giocatori forti da subito per non far naufragare la stagione, alzare la posta è logico. Tirare la corda pure.

Da Torino raccontano che la Juventus avrebbe pure la possibilità di inserire in una eventuale trattativa i nomi di due giovani interessanti, l’attaccante Lucca del Pisa del quale abbiamo parlato spesso e sul quale i bianconeri ci sono da tempo (il ds pisano è il fratello di Chiellini), ma anche il centrocampista Rovella, un 2001, già comprato l’anno scorso dalla Juve per 18 milioni e lasciato al Genoa in prestito.

Non basta. C’è anche un’altra domanda da fare e da farsi: conviene vendere Vlahovic a gennaio o vista la classifica è meglio tenerlo comunque fino a giugno per provare a tornare in Europa?

Io rispondo che vendendo in inverno dipende poi dai giocatori che la Fiorentina sarà in grado di comprare. Se cedendo Vlahovic a gennaio vuol dire andare subito a reinvestire il ricavato su gente come Berardi, Borja Mayoral o Ikone, credo che la competitività della Fiorentina possa restare invariata o quasi.

Vendere a gennaio potrebbe portare, ipotizziamo, una cifra fra i cinquanta e i settanta milioni da reinvestire subito.

In estate, a un anno dalla scadenza del contratto, è possibile che quelle cifre non le sborsi nessuno e il valore si attesti attorno a trenta milioni proprio perché dal febbraio del 2023 può firmare a zero.

Alla complessità della situazione e alle decisioni che comunque hanno sempre un pro e un contro abbastanza netti, si potrebbe anche aggiungere la variante Rocco. Chi lo dice che l’orgoglio del presidente non possa inchiodare Vlahovic a Firenze fino a fine contratto come ha fatto il Milan con Donnarumma?

Oppure qualcuno sostiene che lo stesso Rocco potrebbe anche rilanciare offrendo fino a sette milioni per il rinnovo. Lo abbiamo già riportato, ma se Dusan non ha voluto firmare per cinque milioni non crediamo sia questa la eventuale strada per convincerlo a restare. Che il serbo abbia deciso di andare, per altro, lo ha già detto Rocco nel suo comunicato di 40 giorni fa che annunciava la rottura col giocatore.

Come detto, il presidente sarà in Italia già sabato prossimo, con largo anticipo sulle prime ipotesi, e l’obiettivo è essere in tribuna al Castellani per vedere il derby con l’Empoli.

Sarà lui a dettare la linea, ma nel frattempo i manager stanno mettendo a fuoco tutte le situazioni e preparano il terreno per possibili acquisti e cessioni che vanno oltre Vlahovic.

Come vi abbiamo riferito da tempo, indipendentemente dal futuro del serbo, la Fiorentina ha deciso di comprare un centroavanti e un esterno d’attacco. E questi due giocatori arriveranno.

Per il centroavanti l’attenzione massima è sempre per Borja Mayoral che vuole restare in Italia e ha detto sì alla Fiorentina, la trattativa è ripresa dopo uno stop di una decina di giorni e potrebbe chiudersi nel giro di poco con un obbligo di riscatto a giugno. Sullo sfondo restano Scamacca e qualche idea straniera con l’argentino Alvarez soluzione più complessa.

Per l’esterno offensivo l’obiettivo principale era e resta Berardi. I soliti noti che non perdono un colpo hanno subito abboccato alle parole del Dg del Sassuolo Carnevali del tipo “non vendiamo a gennaio” oppure “l’offerta della Fiorentina è inadeguata”, dando per chiusa la vicenda. Non è così, sono solo parole usate sapientemente, come nebbia. Ammettere mai, depistare sempre è normale nelle trattative. Poi è vero che la distanza fra offerta e richiesta è ancora alta, ma il canale con il Sassuolo è aperto. Non è poco. Non ultimo è risaputo che il giocatore vuole la Fiorentina e un accordo di massima c’è già. Insomma se da venti più bonus a trentacinque la distanza è tanta, si continua a trattare e pure il discorso Sottil è in piedi.

E poi Berardi, ricordiamolo, è il primo nome nella lista di Italiano, il nazionale più completo nel ruolo, quello che può fare la differenza e alzare le speranze europee. E’ vero che ha 27 anni e anche prendendolo a 25-30 milioni sarebbe un investimento grosso, ma uno così può garantire il ruolo ad alto livello per almeno quattro anni. Facendo la differenza.

Ikone è un’altra cosa, piace dall’estate scorsa. E’ giovane (23 anni) e molto forte, salta l’uomo, ricorda Mbappè nelle movenze, ma sa fare anche la fase difensiva. Ideale per il 4-3-3. Il Lille chiede una ventina di milioni, la Fiorentina c‘è fortemente e sui diciotto qualcuno dice che si starebbe chiudendo. Se non dovesse arrivare a gennaio si potrà comunque fare a giugno. La concorrenza è forte anche qui con l’Atalanta e il Milan rivali insidiosi, ma la Fiorentina si è mossa prima e se dovesse davvero arrivare, dopo il normale periodo di ambientamento, questo ragazzo nel futuro potrebbe diventare un crack. Comunque anche se tutto dovesse restare come oggi, un quinto esterno Italiano lo avrà a costo di andare a prendere profili di meno appeal come Gyasi o Farias, comunque buone alternative, funzionali per il gioco viola. Sondati pure Orsolini e Deulofeu, come sappiamo.

Il ventaglio delle ipotesi è più o meno questo, magari c’è anche qualche nome “coperto” che non è ancora balzato alla ribalta, ma l’importante è andare a coprire i due buchi in organico e questo si farà. Italiano sta facendo un miracolo, a maggior ragione la crescita di questa squadra va accompagnata e supportata.

A proposito di Italiano, fra i tanti rinnovi dei giocatori ancora da discutere, metterei anche quello dell’allenatore che ha un biennale con opzione per altri due anni. Siccome il lavoro del tecnico non è sfuggito a nessuno e già nella primavera scorsa società grosse (anche il Napoli) lo avevano nel mirino, forse sarebbe meglio far valere prima possibile l’opzione per i due anni successivi, fino al 2024.

Un modo per mettere un timbro su un progetto calcistico molto interessante, dare continuità e lanciare un segnale ben preciso a tutti, dallo spogliatoio al mondo del calcio.

Sabato a Empoli sarà una bella sfida fra due squadre che amano giocare sempre, con una precisa mentalità e organizzazione. Non sarà facile, servirà la miglior Fiorentina, le stesse determinazione e concentrazione viste contro il Milan. Tornano Milenkovic e Quarta e nel giro delle rotazioni potrebbe riposare Bonaventura per Castrovilli e probabilmente ci sarà Nico, ma a destra. Oggi come oggi non si può togliere questo Saponara, fra l’altro grande ex. E poi, ricordiamolo, la Fiorentina rigioca martedì prossimo contro la Samp.