VITTORIA PESANTE E MERITATA. STRADA LUNGA, MA SI INTRAVEDE UNA SQUADRA. VLAHOVIC, QUINTO GOL IN SEI PARTITE. CALLEJON, UN ASSIST DEGNO DI LUI. PAVOLETTI RESTA UN’IDEA, TORREIRA DI PIÙ

11.01.2021 11:05 di Mario Tenerani   Vedi letture
VITTORIA PESANTE E MERITATA. STRADA LUNGA, MA SI INTRAVEDE UNA SQUADRA. VLAHOVIC, QUINTO GOL IN SEI PARTITE. CALLEJON, UN ASSIST DEGNO DI LUI. PAVOLETTI RESTA UN’IDEA, TORREIRA DI PIÙ
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© foto di Giacomo Falsini

Prandelli ha festeggiato nel migliore dei modi la sua panchina numero 200 in A con i viola. Le vittorie di Cesare, con quella di ieri sera salgono a 98 in totale, tanto per spiegare che nella storia della Fiorentina il tecnico di Orzinuovi non sarà mai uno di passaggio. Nel suo precedente quinquennio Cesare aveva sempre battuto il Cagliari a Firenze, si è confermato. 

Sono 3 punti pesanti, ottenuti con fatica e i soliti limiti, ma nel secondo tempo si è intravista una squadra. Questa è forse la notizia principale. Nessuno è autorizzato a pensare che la Fiorentina abbia risolto tutto però il cammino ha il passo giusto. Ci sono momenti che devi cogliere nel calcio, la Fiorentina ha annusato l’aria e ha portato a casa quello che le serviva. 

I viola sono tornati a vincere in casa, evento che non si verificava dal 25 ottobre (3-2 all’Udinese), grazie al gol segnato da Vlahovic, su servizio splendido di Callejon. Lo spagnolo ha prodotto un assist degno del suo lignaggio. Un passaggio col marchio Napoli dei tempi aurei, un pallone che gira dietro i difensori come il suo maestro Sarri gli ha insegnato sino allo sfinimento. Callejon sta mostrando a tanti cosa significhi la professionalità: ha atteso il proprio turno, ingoiando panchine e mettendosi a disposizione anche nell’essere utilizzato in ruoli non proprio confacenti alle sue caratteristiche. Col Cagliari ha giocato sotto punta, una sorta di trequarti con licenza di ampiezza e ha fatto un movimento splendido nell’azione promossa da Quarta e poi rifinita in gol da Vlahovic. Callejon è il calcio, l’età c’entra poco. Può essere utile alla causa, va solo sfruttato per quello che lui può dare. 

Vlahovic è in serie positiva: ha segnato, infatti, il quinto gol nelle ultime 6 gare (di cui 3 su rigore): in tutto con i viola ne ha già timbrati 6 (con la Serbia ha realizzato anche in Nations League). E poi a lui il Cagliari porta bene: le prime 2 reti in A della sua carriera le fece proprio ai sardi nel novembre 2019 quando la Fiorentina perse purtroppo 5-2 alla Sardegna Arena. Dusan è acerbo perché a 20 anni non potrebbe essere altrimenti, ma con sacrificio e impegno sta crescendo partita dopo partita. Contro i sardi ha fatto un gol da centravanti vero. In altre occasioni non si era proprio lanciato oppure ci aveva provato arrivando col mezzo secondo di ritardo. Invece stavolta ci ha creduto, ha fatto il movimento corretto, ha creduto nel suggerimento di Callejon e ha beffato Godin, difensore di fama internazionale con esperienza robusta. Gol così possono avere effetti taumaturgici. 

Il Cagliari aveva e ha problemi più grandi dei viola: nelle ultime 10 gare ne ha perse 6 e ne ha pareggiate 4. I sardi in 17 partite hanno beccato 34 gol, sono la terzultima difesa del campionato. Questo per spiegare che quella di ieri era una buona occasione per la Fiorentina e i viola hanno saputo sfruttarla. Adesso Prandelli ha 18 punti in classifica, più 6 sulla salvezza, mentre alle spalle ci sono 8 squadre. Niente per cui esaltarsi, ma la situazione è leggermente migliorata. Non è poco. 

In attesa di conoscere le condizioni di Pezzella, salutiamo una buona prova di Quarta, sistemato al centro della difesa viola. Un errore soltanto, ma che poteva costare caro, però Simeone ha sbagliato il gol. Quarta sembra essersi integrato bene nella Fiorentina, è da considerarsi un titolare aggiunto. E’ stato acquistato anche in previsione di cessioni estive: Milenkovic o Pezzella. 

Il voto più alto, come spesso capita in questa stagione, va a Dragowski. Ha la qualità di fare le parate determinanti nei momenti topici della partita: il rigore neutralizzato a Joao Pedro (è il secondo stagionale dopo quello parato a Kessie a San Siro) sullo zero a zero e l’intervento da applausi su Marin quando i viola erano in vantaggio. Polacco uguale certezza. 

Tra due giorni l’avversario dei viola sarà l’Inter in Coppa Italia, in palio i quarti di finale. La Fiorentina giocherà con la forza dei nervi distesi: da una gara così gli uomini di Prandelli hanno solo da guadagnare e nulla da perdere. Se passerà il turno Conte sarà normale, se andranno avanti i viola sarà una notizia, non solo per Firenze, ma per tutto il calcio italiano. In anni diversi da questo la Coppa Italia dovrebbe essere l’obiettivo primario per la Fiorentina, ma in un’annata così difficile e pericolosa, è necessario indicare come priorità il campionato. Ma state sicuri: Prandelli imposterà una gara per rendere la vita molto dura a l’Inter. La bellezza poi del calcio sta proprio nel rendere possibile ciò che ai più sembra impossibile. E’ già accaduto una volta poche settimane fa a Torino… 

Sono giorni di mercato. Per adesso la Fiorentina sotto riflettori per le partenze più che per gli arrivi: hanno fatto le valigie Cutrone, Saponara e ieri Lirola. Duncan è in rampa di lancio, incerti anche Kouame e Pulgar. La società sta facendo una riflessione profonda su queste richieste perché probabilmente qualcuno potrebbe anche rimanere a Firenze e dimostrare quel valore che interessa ad altri club. Ma la preda è un attaccante. Pavoletti che ieri sera è entrato nel finale è tornato a volare nei radar viola, ma non c’è solo lui. Le punte sono monitorate con grande attenzione dalla Fiorentina, è l’eterno problema irrisolto. La società si guarda attorno anche per il centrocampo dove Torreira è il protagonista assoluto dei sogni da realizzare. Ma anche in questo caso la rosa si allarga. Come al solito saranno gli ultimi giorni di gennaio a movimentare le operazioni. Va sempre così.