VIA AGLI ALLENAMENTI IN GRUPPO. TORNANO LE PARTITELLE. CAMPIONATO: QUARANTENA RIDOTTA. I 5 CAMBI NON PIACCIONO A TUTTI. ADDIO AD UN GALANTUOMO: GIGI SIMONI

23.05.2020 00:01 di Mario Tenerani   Vedi letture
© foto di Giacomo Falsini
VIA AGLI ALLENAMENTI IN GRUPPO. TORNANO LE PARTITELLE. CAMPIONATO: QUARANTENA RIDOTTA. I 5 CAMBI NON PIACCIONO A TUTTI. ADDIO AD UN GALANTUOMO: GIGI SIMONI

Piccoli passi verso il ritorno al pallone che rotola. Tutto da verificare, sia chiaro, il 28 maggio sarà il giorno del dentro o fuori, ma anche Spadafora, lo spauracchio del calcio italiano, sembra aver cambiato il tenore delle proprie dichiarazioni: “Faremo in modo - ha detto il Ministro - che il giorno dell’incontro si possa decidere in merito alla possibilità di riprendere e quando”. 

E via col resto: allenamenti a regime, con possibilità di effettuare partitelle, esercizi in gruppo con o senza pallone. Ovviamente rispettando tutte le prescrizioni in termini di esami molecolari (tamponi ogni 4 giorni) e sierologici (all’inizio degli allenamenti di gruppo e dopo due settimane). 

Pensando a ciò che accadeva solo fino a poche ore fa, immaginare una seduta collettiva con tanto di partitella sembra una conquista assoluta. E’ il profumo delle cose ritrovate. Da oggi anche la Fiorentina riassaporerà questo retrogusto delizioso. 

Si respira anche aria di novità rispetto ad una possibile e non auspicabile quarantena da osservare a campionato iniziato. Sarebbe stato raggiunto, infatti, l’accordo tra i medici della Serie A e il Comitato Tecnico Scientifico: in caso di nuovo contagio durante il campionato, la quarantena per l’intera squadra sarà di 7 giorni e non di 14. Una via di mezzo tra il modello della Bundesliga (che prevede l’isolamento del solo giocatore interessato) e quello del protocollo diramato ufficialmente ora per gli allenamenti (che prevede due settimane di isolamento fiduciario per l’intero gruppo squadra). Tutto questo dovrà essere validato dopo il summit del 28 maggio tra Governo e calcio italiano. Anche questo rappresenterebbe una fuga in avanti verso il traguardo della normalità. 

Tra le varie modalità della nuova stagione 2019-20 ci sarà la formula delle 5 sostituzioni, norma approvata solo per questo segmento particolare di campionato, ma dopo si tornerà all’antico. Non tutti, pensiamo agli allenatori, si mostrano soddisfatti. Si muovono pensieri contrari. Tra i sussurri e i malumori c’è chi parla di gara falsata. I 5 cambi favorirebbero i club pesanti, quelli dalle panchine d’oro. Un conto sono 3 uomini nuovi in campo, un altro 5, cioè la metà di una squadra se pensiamo ai giocatori di movimento. Significa cambiare radicalmente una partita. La ragione della regola starebbe nel dare più possibilità ai tecnici perché si dovrà giocare a temperature alte, con una preparazione fisica non perfetta dopo un lungo periodo di inattività. I calciatori potrebbero incontrare difficoltà e servirebbe avere una certa turnazione. C’è del vero anche in questo ragionamento, ma comprendiamo chi la panchina ce l’ha corta o piena di ragazzi, rispetto a chi butta dentro campioni da 4 milioni netti a stagione. 

Ci ha lasciati Gigi Simoni, un galantuomo vero. Merce rara nel mondo del calcio. Emiliano di Crevalcore aveva messo radici in Toscana da tanti anni, per questioni d’amore. La sua Monica lo aveva stregato e convinto a trasferirsi qui. 

Ex viola da ragazzo, in anni meravigliosi dal ’55 al ’59 e non c’è da aggiungere altro. Buon calciatore e ottimo allenatore con 7 promozioni dalla B alla serie A e una dalla C alla B. Ha vinto una Coppa Uefa nel ’98 con l’Inter del Fenomeno e di altri grandi interpreti. Ma sempre in quel periodo un arbitro di Livorno gli fece saltare il sistema nervoso contribuendo a fargli perdere l’unico scudetto della sua vita. Per la prima e unica volta di una lunga e ricca carriera, le telecamere inquadrarono la rabbia di un uomo per bene ferito nella sua dignità. Che sorpresa vederlo con il volto stravolto dalla collera. Era scatenato povero Gigi durante quel Juventus-Inter quando Ronaldo fu abbattuto da Iuliano. Era rigore per il pianeta, non per il direttore di gara. Eppure, nonostante un torto macroscopico, le parole che uscirono dalla bocca di Gigi furono in linea con il suo stile: “Si vergogni”, urlò a Ceccarini. 

Ciao Gigi, ti abbiamo voluto bene e in cielo troverai molti dei tuoi idoli del ’56 viola.