VERSO LA SALVEZZA CON TRANQUILLITÀ: PUÒ INIZIARE LA PROGRAMMAZIONE. VLAHOVIC, UN RINNOVO DA FARE SUBITO. PRANDELLI: VALUTAZIONE PROFONDA

22.02.2021 09:52 di Mario Tenerani   Vedi letture
VERSO LA SALVEZZA CON TRANQUILLITÀ: PUÒ INIZIARE LA PROGRAMMAZIONE. VLAHOVIC, UN RINNOVO DA FARE SUBITO. PRANDELLI: VALUTAZIONE PROFONDA
FirenzeViola.it
© foto di Giacomo Falsini

Non parliamo di svolta perché ormai la stagione è segnata ed ha ragione Prandelli quando ricorda che la tranquillità si ottiene con fatica, ma è innegabile che la vittoria sullo Spezia abbia consegnato larghi margini di sicurezza rispetto alla zona retrocessione. Sono 10 punti sul Cagliari e mancano 15 turni al termine con 45 punti in palio. Il Cagliari ne dovrebbe fare 25… Detto che tutto è possibile nel calcio, la statistica però racconta che solo una volta è accaduto (il Bologna nel 2005 quando alla 23esima giornata aveva 10 punti di vantaggio sulla terzultima), ma è stata appunto una eccezione. I numeri, dunque, danno un grande sollievo ai viola.  

La trasferta di Udine resta delicata e la Fiorentina non può alzare la testa, ma pedalare duramente fino a quando anche la matematica assegnerà la serenità definitiva. Stabilito ciò, quando l’ansia diminuisce il lavoro ne guadagna: Prandelli potrà gestire meglio questo periodo, calibrando le risorse e provando di tanto in tanto anche qualche cambiamento di menù tattico. Con poca ansia lavora bene anche la società. 

La squadra dei dirigenti allenata dal presidente Commisso, sta per scendere in campo. La stagione ventura comincia adesso perché è ora che inizia la programmazione. Partendo della idee, poche e chiare. Considerando gli errori appena commessi, da scansare come la peste. Già rimettersi in moto con questo punto di partenza aiuta perché il bagaglio delle conoscenze acquisite migliora la condizione di tutti. Nel calcio come nella vita vince chi sbaglia meno, non si scorgono infatti all’orizzonte dirigenti infallibili.

Si parla molto del ruolo di diesse, ma a dir la verità non si captano segnali di cambiamento all’interno del club viola. Pradè è al suo posto e sta lavorando per il futuro. Anche in questo caso tutto può accadere, ma se stiamo alle sensazioni Pradè dovrebbe restare e non essere allontanato, come nella precedente gestione, mentre stava trattando un calciatore da portare a Firenze… Diciamo che il rapporto con l’allora presidente esecutivo era diverso e peggiore rispetto a quello che ha adesso Pradè con il direttore Barone e il patron Commisso. Se resterà, dunque, nel suo ufficio, la prima pratica da affrontare e risolvere sarà quella dell’allenatore. 

Prandelli ha poco meno di 3 mesi davanti per convincere il club viola a confermargli la fiducia. Ma se ciò non si verificasse sarebbe comunque un addio o un arrivederci all’insegna della separazione consensuale e serena. La società deve mettere sul piatto l’opzione Prandelli valutandola a fondo, con tutte le sfumature del caso, e poi decidere. Cesare sta facendo un buon lavoro al netto delle difficoltà e sarebbe curioso vederlo all’opera con un organico rinforzato. Il passato insegna che quando è stato dotato di una squadra competitiva i risultati sono arrivati subito. Contestualmente, però, il club deve valutare le alternative che si presentano sullo scenario. Trovare un allenatore che faccia al caso del nuovo corso viola è possibile, quello che è vietato è sbagliarlo. Decisivo, poi, che la scelta del tecnico nasca da una concertazione delle parti con un verdetto condiviso all’unanimità, giusto per evitare equivoci che andrebbero a inquinare la bontà dell’operazione. 

Sciolto il rebus allenatore, i manager di Commisso penseranno al mercato. Non è pensabile in una sola sessione colmare le lacune della squadra né il disavanzo in termini di punti tra la posizione dei viola e quella dell’Europa. Ma da qualche parte bisogna cominciare, senza fretta e schizofrenia: la politica giusta dovrebbe essere quella di pochi calciatori, pochissimi, ma molto buoni. Un paio di pezzi pregiati e sul resto vale la pena aggiustarsi con quello che si ha già in casa, aspettando un’altra finestra di mercato. Gli investimenti sui giocatori vanno concentrati e non dispersi in tante soluzioni. 

Intanto, però, la dirigenza dovrebbe affrontare e risolvere la questione Vlahovic: il serbo, classe 2000, nella sua leva calcistica è tra i più in vista d’Europa. Parliamo di un centravanti under 23, quindi ancora in fase di maturazione, ma i corteggiatori non mancano e non sono mancati nella scorsa estate quando la Roma si era spinta fino a 30 milioni pur di averlo a titolo definitivo. Vlahovic va in scadenza nel 2023, di tempo ce n’è, vero, però sappiamo anche come nel calcio le situazioni spinose vadano risolte in fretta per non incappare in incidenti di percorso. Allungare il contratto del serbo e adeguarlo a cifre più consone alla sua crescita, non deve rappresentare un problema. Tanto se Vlahovic resterà a Firenze, la Fiorentina sarà protetta da un legame così lungo. Se deciderà, invece, di cederlo con i proventi del cartellino riprenderà sicuramente le spese dello stipendio. Nell’uno e nell’altro caso il vantaggio sarà della società considerando la giovane età del calciatore. Pagare di più un ragazzo di grande prospettiva rappresenta un investimento, mentre pagare tanto un parametro zero in là con gli anni è solo una rimessa anche se il calciatore dal punto di vista tecnico può rappresentare un valore. E ora Udine perché prima si chiude la pratica salvezza…