VERO, VERACE E VINCENTE: GATTUSO È LA PRIMA TAPPA DEL RINASCIMENTO VIOLA. ROCCO E RINO, I CALABRESI VIOLA E IL SEGNALE CHE RIACCENDE L’ENTUSIASMO

26.05.2021 11:00 di Leonardo Bardazzi   vedi letture
VERO, VERACE E VINCENTE: GATTUSO È LA PRIMA TAPPA DEL RINASCIMENTO VIOLA. ROCCO E RINO, I CALABRESI VIOLA E IL SEGNALE CHE RIACCENDE L’ENTUSIASMO

Con Rino il Rinascimento viola può finalmente cominciare. Con Rino Commisso fa la sua prima scelta da presidente della Fiorentina, senza vincoli, senza lacci, senza guardare in faccia nessuno e prendendosi una bella rivincita dopo le recenti delusioni. 

L’arrivo di Gattuso è la garanzia di voler far le cose sul serio, di puntare in alto affidandosi a un uomo che ha vinto tutto da giocatore e che si è messo in testa di ripetersi da allenatore, ma soprattutto è la notizia che riaccende Firenze, proprio nel momento in cui gli stadi stanno finalmente per riaprire. Ci voleva uno così. E immagino già la bolgia in Fiesole, la fila ai tornelli, la corsa agli abbonamenti appena il Governo darà il via libera. Al Franchi ci sarà di nuovo il pienone, di speranze e di tifosi, la tristezza dei 40 punti lascerà il punto al ritrovato entusiasmo, alla voglia di vivere la rinascita tanto attesa. Fidandosi di Rocco e Rino, i calabresi viola. L’arrivo del nuovo allenatore a proposito è una vittoria del presidente, perché Gattuso era la prima scelta, più di Sarri, che pure sarebbe stato un gran colpo, e più di chiunque altro, perché, sono parole di Commisso, “Gennaro ci aiuterà nella nostra crescita”. La strada resta lunga, recuperare 20 punti e passa dalla zona Europa sarà durissima e illudersi è pericoloso, ma intanto il primo passo è fatto.

Gattuso piace alla gente perché è vero, senza peli sulla lingua, senza compromessi. La fama e il successo non l’hanno cambiato di una virgola, la fatica resta il suo credo. Coi calciatori sa creare alchimia, sa come entrargli nella testa e farli rendere al massimo, e tutto questo perché alla base di tutto mette il rispetto. Con il campione come con l'ultimo dei collaboratori. Da questo punto di vista è l’uomo perfetto per Firenze, il condottiero ideale per accendere una piazza che sa come diventare valore aggiunto. 

Rino però piace soprattutto perché ha scelto la Fiorentina, anche avendo altre opzioni importanti. Avevamo detto che sarebbe stato fondamentale portare in viola gente che non vedeva il Franchi come una tappa di passaggio, ma semmai come una splendida opportunità per scrivere pagine importanti di calcio. Riportare la Fiorentina dove merita è una sfida che Gattuso ha fatto sua, grazie al pressing di Commisso e alle garanzie che sarà fatto di tutto per accontentarlo. Con lui arriverà tutto il suo numeroso staff (compreso l’ex portiere viola Valero Fiori, che forse toglierà il posto a Rosalen Lopez) e con il suo carisma e la sua credibilità potrebbero sposare la causa anche giocatori importanti. Serviva un allenatore di livello per iniziare un percorso: ora la Fiorentina ce l’ha. Da qui inizia un’estate di sogni e lavoro duro. Perché con Rino non si scherza. La prima telefonata, c’è da crederlo, Gattuso la farà a Vlahovic, il primo da trattenere per pensare in grande.

Dusan per altro è perfetto per Rino, perché ha fame e non si accontenta mai. Commisso già aveva in testa di tenerlo anche senza rinnovo, con uno così in panchina, sarà più facile convincerlo a scommettere ancora sul viola. Con calma poi si penserà a Ribery, forse anche a Milenkovic. Di certo a Gattuso piacciono Castrovilli e Amrabat, che già voleva al Napoli, senza dimenticare Bonaventura, sempre prezioso nel suo Milan grazie alla duttilità unità alla classe e magari perfino Callejon, esterno puro che nel pensiero di Rino potrebbe far comodo.

La base di partenza sarà la difesa a quattro e il tentativo di costruire un centrocampo più tecnico capace di comandare la partita e non solo di contenere il gioco avversario. L’ex campione del mondo, pupillo di Lippi in azzurro e Ancelotti in rossonero, da allenatore infatti somiglia poco al Ringhio che mordeva le caviglie: alle sue squadre chiede coraggio, il suo Napoli era costruito per vincere divertendo e il progetto è riuscito solo in parte soprattutto per via dei troppi infortuni di quest’anno. Il resto lo scopriremo con calma. C’è tutto il tempo per pensare e costruire una Fiorentina ambiziosa e dalla mentalità finalmente vincente. Il futuro è appena cominciato. E ha la faccia grintosa e verace di Gennaro Gattuso, l’altro viola di Calabria.