UNO SCONTRO DIRETTO DA NON FALLIRE. L’ESEMPIO DEL CAMPIONE: FRANCK VUOL ESSERCI IN TUTTI I MODI. LIROLA VIA, MERCATO IN RITARDO: URGE ACCELERARE

10.01.2021 11:05 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
UNO SCONTRO DIRETTO DA NON FALLIRE. L’ESEMPIO DEL CAMPIONE: FRANCK VUOL ESSERCI IN TUTTI I MODI. LIROLA VIA, MERCATO IN RITARDO: URGE ACCELERARE

Ci sarebbe voluto il pubblico. L’aiuto della Fiesole è sempre importantissimo, ma in una domenica così sarebbe stato determinante. Stavolta invece la Fiorentina dovrà trovare dentro sé stessa la forza per scuotersi e ritrovare la vittoria che al Franchi manca dal 25 ottobre. Di sicuro, contro il Cagliari è uno scontro diretto da non fallire. Tanto più che dopo la vittoria del Genoa (per fortuna il Milan di Pioli ha fermato il Toro), la classifica è diventata ancora più corta e scivolosa. I rossoblu di Di Francesco arrivano qui in grande difficoltà, arrivano da 3 sconfitte di fila e non vincono dal 7 novembre, ma in campo metteranno gente come Joao Pedro, Nainggolan e l’ex Simeone, che già l’anno passato colpì duro la sua vecchia squadra e che insieme a Sottil avrà motivazioni aggiuntive per lasciare il segno. I rischi insomma ci sono, ma la Fiorentina non ha alternative: dovrà fare una partita coraggiosa, a rischio di spendere le residue energie di un periodo super intenso. 

Il pari servirebbe a poco, la sconfitta sarebbe una mezza tragedia. Serve vincere, senza se e senza ma. E quindi servirà fare una partita a testa alta, lasciando da parte, almeno per una volta, gli impacci e le timidezze che sono riemerse anche dopo il trionfo di Torino. Prandelli prepara sorprese e nel frattempo aspetta Re Franck. Il francese farà l’ultimo provino stamani, ma già ieri ha lavorato il doppio degli altri, si è allenato a parte e nel tardo pomeriggio ha fatto terapie. Vuol esserci insomma, perché la stagione sarà quel che sarà, ma lui, da trascinatore qual è, non vuol lasciare soli i compagni nel momento del bisogno. La Fiorentina comunque non vuol rischiare nulla, già contro la Lazio Ribery sarebbe dovuto star fuori e invece finì per giocare menomato, con il rischio altissimo di farsi male sul serio. Un errore simile non sarà ripetuto, ma come detto la volontà del fuoriclasse viola e quella di tutto lo staff, è rimetterlo in piedi per giocare al fianco di Vlahovic. Averlo sarebbe una bella scossa per la squadra, perché Franck avrà pure quasi 38 anni, sarà anche acciaccato, ma resta l’unica vera luce del gioco viola. Non a caso Prandelli anche ieri si è affrettato a dire che Vlahovic in coppia con Kouame non lo vede proprio, mentre Eysseric (al di là delle parole di circostanza dell’allenatore) non è all’altezza del compito. A disposizione ci sarebbe anche Callejon, ma qui il discorso ormai è arcinoto: la seconda punta non è il suo ruolo, per riproporlo come si deve ci vorrebbe un modulo nuovo, più offensivo e meno legato al passato. Cosa però che Prandelli, almeno per il momento, non è intenzionato a proporre. Tutto su Franck dunque, nella speranza che il ginocchio tenga e non freni il genio del numero 7. Non ci sarà neppure Castrovilli, un altro dei pochissimi che in questa Fiorentina si prende responsabilità ed è in grado di saltar l’uomo. Toccherà a Bonaventura sostituirlo, a patto che anche lui si tolga la polvere dalle spalle e inizi a fare giocate degne del suo curriculum. 

Orgoglio ed energia, dalla domenica viola ci aspettiamo tutto questo, magari unito a un pizzico di coraggio e a quel mix di compattezza e concentrazione che prima di Roma aveva permesso alla squadra di non subire gol per due partite di fila. Le reti subite dalla Lazio infatti gridano vendetta: sul primo, Acerbi crossa da solo, il piccolo Lazzari sovrasta Biraghi e Pezzella si fa anticipare nel cuore dell’area. Sul secondo invece, Drago va a vuoto, mentre Immobile (non uno qualunque) calcia senza alcuna marcatura. Se davvero si vuol uscire dalle sabbie mobili in fretta, certi regali non sono ammissibili. 

Nei prossimi giorni, una mano a questa tentennante Fiorentina dovrà darla anche il mercato. Anzi, a dirla tutta doveva già averla data, visto che la sessione di gennaio è già aperta da quasi una settimana, ma di acquisti ancora non se ne vede neppure l’ombra. Con Lirola al Marsiglia nel frattempo continua il taglio degli scontenti: il timido Pol, esaltato dal gioco offensivo del Sassuolo, qui è sembrato la controfigura di sé stesso. Un problema di personalità più che di limiti tecnici, tanto che anche ieri Prandelli ha ribadito “la testa non si compra”, come a dire che difetti di personalità, in piazze dove la pressione si fa sentire, rischiano di diventare autentici macigni. E così il terzino destro atteso per anni e anni è già alla porta: la sfida adesso è sostituirlo al meglio. Serve la punta, serve qualità, serve un uomo che sappia dribblare e proporre gioco (il sogno sarebbe il Papu, ma siamo ai limiti dell’impossibile), ma a questo punto, soprattutto se il 3-5-2 dovesse restare il punto di riferimento, serve anche un esterno che abbia gamba e sappia proporsi con qualità e continuità in attacco. Si parla di Malcuit e di Conti, ma forse servirebbe un giocatore pronto subito, non reduce da mesi di panchina e infortuni, ma semmai in grado di diventare immediatamente un valore aggiunto. Decisivo, in questo senso, sarà Commisso. Che nei prossimi giorni sarà a Firenze e dovrà dare, in prima persona, l’accelerata che serve. Qualcosa di meglio intanto ce l’aspettiamo dalla Fiorentina che giocherà oggi. Di prandelliano infatti questa squadra ha ancora troppo poco. Cesare è entrato in punta di piedi, ha provato a cambiare qualcosa ma poi è tornato sui suoi passi, allo scacchiere tattico iachiniano che così poco gli si addice, perché impaurito dalle scarse risposte del gruppo e perché poco tranquillo dalla situazione di classifica. Ora però è tempo di scuotersi, il compitino infatti non basta e i 7 punti conquistati nelle 9 partite con Prandelli in panchina, sono lì che lo dimostrano. C’è uno scontro diretto, e va giocato a tutto gas. Per vincerlo.