UNA VITTORIA ATTESA DA MESI, TRE PUNTI PER LA SALVEZZA. IACHINI SINCERO: C’È TANTO DA FARE, DALLA CONDIZIONE AL GIOCO. MERCATO: MEDIANO E DIFENSORE

13.01.2020 00:00 di Mario Tenerani   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
UNA VITTORIA ATTESA DA MESI, TRE PUNTI PER LA SALVEZZA. IACHINI SINCERO: C’È TANTO DA FARE, DALLA CONDIZIONE AL GIOCO. MERCATO: MEDIANO E DIFENSORE

Contava vincere per entrambe le squadre, avevano un solo risultato a disposizione: è toccato alla Fiorentina portarsi a casa 3 punti, pesanti come le inquietudini di una squadra in cerca di una identità. La Fiorentina non vinceva in assoluto dal 30 ottobre scorso (1-2 a Reggio Emilia contro il Sassuolo) e in casa dal 6 ottobre con l’Udinese (1-0). Dal Sassuolo alla Spal 8 gare di campionato con 24 punti disponibili e solo 3 conquistati dai viola. Questa la fotografia del mediocre periodo della Fiorentina. 

Bisogna sempre contestualizzare i trionfi: non è il caso di fare gli esteti, se la Fiorentina si ritrova in queste condizioni è del tutto evidente che qualcosa in precedenza sia successo, altrimenti non sarebbe stato cambiato l’allenatore. Aspettarsi molto di più di quanto abbiamo visto al Franchi sarebbe stato un esercizio ardito. I problemi sono tanti e non si possono risolvere tutti all’unisono. 

In fin dei conti c’è chi ha aspettato di più di qualche mese per vincere con la Fiorentina… Iachini era dal ’94 che non coglieva una vittoria in viola (e ai suoi tempi c’erano ancora i 2 punti)… La sua prima affermazione da quando è tornato a Firenze gli dona un pizzico di serenità e anche molto orgoglio. 

Questi 3 punti consentono ai viola di girare a quota 21 e di pensare quantomeno a 19 nel ritorno, per toccare la quota fatidica di 40. Ma Iachini è stato chiaro: “Non mi accontento di quelli, voglio di più”. Voti alti al coraggio e alla determinazione di Beppe, speriamo che lui abbia ragione. Molto più prosaicamente noi restiamo confinati nel ragionamento della salvezza perché questa squadra per adesso non lancia messaggi diversi. 

E’ stata una delle partite più brutte viste a Firenze in tempi recenti. Il gol di Pezzella, riscattatosi dopo l’errore nel finale a Bologna, ha fatto esplodere il Franchi in piena sofferenza e ha visto catapultarsi in campo praticamente tutta la panchina viola, a testimonianza del grado di sofferenza della squadra di Iachini. Per la Spal del fiorentino Semplici è sempre più notte fonda. Chiudere l’andata con 12 punti significa avere un piede e mezzo in B. La Spal ha convinto più della Fiorentina, ma ha sbagliato almeno tre chance ottime. 

Partita tra squadra contratte, intente a controllarsi, col primo corner arrivato dopo 39 minuti. Nella prima frazione gol annullato a Boateng - l’unico momento in cui si è visto il viola - su tiro di Chiesa, per posizione di fuorigioco. Dopo mezz’ora di nulla cosmico la Fiorentina, col suo uomo migliore, Castrovilli, ha avuto una chance ghiotta, ma il tiro del talento di Iachini è stato ribattuto da Berisha. La Spal ha reagito subito: un cross basso di Igor ha ballato sulla linea della porta viola senza che Petagna ne approfittasse, poi un colpo di testa dell’ex Felipe è finito alto sulla traversa e infine una conclusione bizzarra dalla distanza, scagliata da Strefezza, è finita sul palo di Dragowski. 

Nella ripresa Iachini ha tolto il fantasma Boateng per inserire Valhovic. Niente di eccezionale, ma la Fiorentina in avanti è andata un po’ meglio. Chiesa ha avuto una palla splendida da Vlahovic e l’ha fallita clamorosamente: l’attaccante viola seppur recuperato sul piano fisico è ancora lontano dalla forma migliore però resta molto generoso. Semplici ha buttato dentro anche Floccari per Di Francesco, Benassi è andato vicino al gol e poi Iachini ha fatto esordire Cutrone, appena arrivato dall’Inghilterra, in sostituzione di Chiesa. Ma è stata la Spal con Valoti ad avere la palla giusta per stendere la Fiorentina: il pallonetto del centrocampista è finito fuori di pochissimo forse con l’efficace complicità di Dragowski. Le gare sono segnate da certi episodi e infatti da un’altra occasione di Benassi, deviazione in corner di Berisha, è nato l’angolo di Pulgar con la capocciata vincente di Pezzella. Cutrone nel finale di tacco ha avuto la possibilità di festeggiare l’esordio in viola, ma l’ha sprecata. 

Poi la liberazione: Rocco Commisso ha ringraziato prima i tifosi e dopo la squadra. Per il presidente è stata la prima vittoria a Firenze in campionato (l’altra era stata col Cittadella in coppa).

Iachini dopo la gara ha fatto capire che sul piano fisico “c’è tanto da fare”. Quindi si capisce come mai in questi giorni Beppe abbia sottoposto la squadra ad un tour de force. “Per mettere ferro”, espressione cara a Iachini. Ma da lavorare c’è anche sul terreno del gioco: un conto è aspettare gli avversari, a Bologna la Fiorentina è stata perfetta sul piano dell’ordine tattico. Un altro è offrire una proposta offensiva, con sviluppo di trame in verticale che portino al gol. Con la Spal sono state evidenti le difficoltà incontrate dai viola, la luce era spenta. Però in “12 giorni non si possono fare miracoli” come ha sottolineato Iachini. Allora non resta che aspettare dal mercato opportuni innesti. Dopo il buon colpo Cutrone, attaccante sul quale investire, adesso servono centrocampista e difensore. Duncan resta una priorità anche se cara, il Sassuolo chiede poco meno di 20 milioni. Mentre in difesa il preferito rimane Bonifazi anche se l’albanese del Verona, Kumbulla, potrebbe essere una ottima idea. Così come bussare alla porta della Juventus per il toscano Rugani, ormai chiuso a Torino. Firenze per lui sarebbe una grande opportunità di rilancio e sulle sue qualità non ci sono discussioni. Tocca a Pradè colpire, con l’aiuto della società pronta ad un sacrificio economico che in queste condizioni di classifica si rende necessario. Nella speranza di vedere i viola protagonisti di un girone di ritorno migliore dell’andata. Assai.