UNA SETTIMANA ALLA FINE, POI FINALMENTE ROCCO SCOPRIRÀ LE CARTE. JURIC, DE ROSSI, BEPPE E LE DUE ANIME IN SOCIETÀ. MA IL MERCATO, INTANTO, RESTA CONGELATO. A ROMA COME A SAN SIRO, PER IL FUTURO PERÒ C’È BISOGNO D’ALTRO

26.07.2020 00:01 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
UNA SETTIMANA ALLA FINE, POI FINALMENTE ROCCO SCOPRIRÀ LE CARTE. JURIC, DE ROSSI, BEPPE E LE DUE ANIME IN SOCIETÀ. MA IL MERCATO, INTANTO, RESTA CONGELATO. A ROMA COME A SAN SIRO,  PER IL FUTURO PERÒ C’È BISOGNO D’ALTRO

Tra una settimana finisce il campionato. E finalmente conosceremo i piani di Commisso. Il centro sportivo e lo stadio sono fondamentali per rendere più solido il futuro viola, ma ora conta la squadra. Il prossimo infatti, sarà l’anno che dovrà suonare la riscossa. Di patire nei bassifondi, accontentandosi di salvezze più o meno affannate, di qualche vittoria estemporanea a fronte dei troppi stenti casalinghi, non se ne può più. 

Rocco sa di non poter sbagliare. Finora ha speso tanto, ma tra il flop di Montella, il lockdown, gli infortuni e qualche errore dovuto alla fretta e all’inesperienza, i risultati sono stati modesti. Sarà per questo che prima di fare la prima mossa, vuol prendersi tutto il tempo necessario. Certo, più l’orologio corre, più si rischia di rimanere col cerino in mano. Quest’estate - scherzo del destino - sarà fast fast fast, nel senso che appena un mese dopo la fine di questa stagione, sarà già tempo di pensare alla prossima. Ecco perché serve scegliere bene, ma anche scegliere subito. L’allenatore innanzitutto, sul quale invece, per il momento, resiste un alone di mistero. Juric è stato sedotto e abbandonato proprio sul più bello, quando il croato pareva convinto di lasciare Verona per sposare le ambizioni di Rocco. Ivan è un tecnico interessante, ma ovviamente non è Guardiola e perderlo non è la fine del mondo. Per come si era messa la cosa però l’epilogo è stato sorprendente, perché la Fiorentina lo aveva cercato, ma poi, al momento di chiudere, ha lasciato che firmasse il rinnovo con il Verona. Con Giampaolo c’è stato un timido approccio e nulla più, mentre gli altri nomi usciti sui giornali sembrano più ipotesi giornalistiche che reali pensieri viola. Resta De Rossi, più che un’idea per qualche dirigente, ma rimasto in naftalina, oltreché per la storia del patentino, per la reazione a dir poco energica dei tifosi, comprensibilmente piuttosto perplessi dall’idea di affidarsi a un grande ex giocatore, che però, ancora, non ha mai allenato nemmeno i pulcini. La sensazione (che se confermata sarebbe anche un rischio) è che in società ci siano correnti di pensiero contrapposte, una - firmata Commisso - che addirittura pensa alla conferma del buon Beppe, l’altra che invece punta a un nuovo inizio, con un allenatore di profilo più alto che aiuti la Fiorentina a crescere sul piano del gioco. Anche per questo, il mercato finora è rimasto congelato. 
Iachini nel frattempo si affanna a ribadire che i viola hanno la miglior difesa post Covid, che la squadra crea, addirittura che l’Inter, mercoledì scorso, ha creato occasioni ma quasi soltanto in fuorigioco. Terracciano in realtà è stato l’eroe di giornata e soprattutto, nel primo tempo, la Fiorentina non ha visto palla. E’ vero, poteva vincere nel finale, ma davvero si vuole impostare la squadra del futuro con difesa e contropiede? C’è bisogno d’altro, di un cambio di mentalità e di giocatori migliori di quelli attuali. Un bel mix di gioventù ed esperienza che metta subito la Fiorentina nelle condizioni di ambire all’Europa. Tra il Milan, sesto, e i viola ci sono quasi 20 punti di differenza, che diventano 30 se il confronto si fa con chi occupa le posizioni Champions. Per recuperare questi distacchi serve un mercato super, a partire dalla scelta dell’allenatore. La storia dice che certe imprese sono complicate ma non impossibili: Prandelli prese una Fiorentina che si era salvata all’ultima giornata e la portò in Champions, Montella ereditò macerie e costruì una squadra spagnoleggiante, ma anche lo stesso Gasperini, a Bergamo, ha costruito partendo dal basso. I soldi ci sono, l’entusiasmo pure. Ora però servono idee chiare. 
Per quanto riguarda la partita, il copione è fin troppo scontato. La Roma, come l’Inter, attaccherà, la Fiorentina, come a San Siro, coprirà gli spazi e cercherà di colpire al momento giusto. Chiesa tornerà titolare, Ribery come sempre sarà il faro viola. Kouame potrebbe essere importantissimo, ma personalmente in questo finale di stagione mi aspetto molto anche da Vlahovic. Dusan è giù, ma vale molto di più rispetto a quello che si è visto in queste settimane. Va difeso e aspettato. Di ragazzi diventati grandi altrove, ne abbiamo già visti abbastanza. L'importante è che questa trasferta all’Olimpico, vada come vada, non sia decisiva per Beppe. Cos’è Iachini già lo sappiamo, nel bene e nel male. E non può essere una partita a far cambiare idea. Altrimenti si rischierebbe di ripetere l'equivoco dell'estate scorsa, quando Montella venne confermato più per evitare scossoni, che per reale convinzione.