UN TRITTICO DECISIVO: È IL MOMENTO DI ACCELERARE, ANCHE SENZA FRANCK. L’ESEMPIO DELLO SPEZIA E L’IDENTITÀ DA TROVARE. L’IPOTESI MONTIEL, ASPETTANDO KOKORIN E CALLEJON

14.02.2021 11:05 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
UN TRITTICO DECISIVO: È IL MOMENTO DI ACCELERARE, ANCHE SENZA FRANCK. L’ESEMPIO DELLO SPEZIA E L’IDENTITÀ DA TROVARE. L’IPOTESI MONTIEL, ASPETTANDO KOKORIN E CALLEJON

Il momento è adesso. Nel gelo di Genova, sul campo infame di Marassi e ancora senza Re Frank, l’unico viola in grado, da solo, di fare la differenza, la Fiorentina inizia il suo trittico di scontri diretti che potrebbe diventare determinante per il suo cammino. Nel bene e nel male. Commisso ha chiesto grinta e vittorie, l’obiettivo dichiarato infatti è aumentare il vantaggio sulla zona rossa e provare a godersi una primavera più tranquilla, nella quale programmare il futuro e darsi un’identità che vada oltre al solito, abbottonato 3-5-2, un modulo condiviso dagli ultimi tre allenatori, ma che di fatto ha lasciato i viola laggiù, alle prese con un attacco asfittico e una classifica balbettante. 

Il piccolo grande Spezia (che impresa col Milan!) è l’esempio di cosa deve provare a fare la Fiorentina: non servono solo i soldi per tornare protagonisti. Serve un’idea, un’impronta tattica nella quale i giocatori si riconoscano e tutti sappiano cosa fare, grazie alla quale tornare a far punti divertendosi, senza più le paure che hanno frenato i viola in questi anni. Oggi come oggi però c’è ancora battagliare e infatti la sfida con il vecchio volpone Ranieri, si preannuncia tutt’altro che banale. Prandelli non avrà Amrabat, recupera Castro e Milenkovic, rilancerà Pulgar (uno dei tanti che avrebbe voluto andarsene), si affiderà all’ottimo Bonaventura, ma davanti rischia di avere ancora una volta il solo Vlahovic: Eysseric non ha le doti né atletiche né tecniche per accompagnare Dusan e il sospetto è che la Fiorentina debba affidarsi ai contropiede per provare a far male. Non è il massimo, perché la Samp è squadra quadrata e con buonissime individualità (occhio al giovane Damsgaard, ci sa fare), ma non certo imbattibile. L’idea di fondo è accompagnare l’azione con più uomini possibile e non a caso la candidatura di Malcuit, in crescita di condizione, è forte sulla destra. Il francese ha gamba e buone doti offensive, magari non avrà ancora i novanta minuti, ma di certo garantisce più pericolosità offensiva rispetto a Venuti o Caceres.

Nel secondo tempo non sarebbe male vedere Callejon e Kokorin: il primo è un mistero, come non riesca a trovare un briciolo di spazio in questa mediocre Fiorentina è uno degli interrogativi irrisolti di questa triste stagione viola. E’ vero che nel 3-5-2 non ha ruolo, ma è anche vero che passare anche a un banale 4-4-2 non sembra un’impresa titanica. Il russo invece è ancora alla prese con una forma che non c’è, ma se è vero come è vero che è stato preso per giocare accanto a Vlahovic, Marassi potrebbe essere la sua occasione. Aspettando il risultato del Cagliari (che ospita l’Atalanta), la sensazione neppure troppo velata, è che i calcoli di classifica potrebbero avere la meglio sulla voglia di osare. La Samp è decima a 27 punti, la Fiorentina, col Toro che non vince mai e il Parma a -9, con un pareggio consoliderebbe il suo vantaggio. Il pari insomma è il pronostico più facile, l’augurio però è che Prandelli osi e ci provi fino in fondo, visto anche che battere King Claudio gli farebbe raggiungere quota 100 in fatto di vittorie viola in serie A. Ecco perché la carta a sorpresa Montiel (perché no, anche dall’inizio) sarebbe un gran bel modo per dare un segnale: basta paure, basta impacci, è arrivata l’ora di provare ad accelerare.