UN NATALE DAL DOPPIO STATO D'ANIMO TRA SPERANZE E PAURE. IACHINI SI MERITA L'ABBRACCIO DI FIRENZE. ENTRO IL WEEKEND POSSIBILE ACCELERATA PER CUTRONE. MERCATO DECISIVO, ANCHE PER L'ESTATE

26.12.2019 00:00 di Pietro Lazzerini Twitter:    Vedi letture
UN NATALE DAL DOPPIO STATO D'ANIMO TRA SPERANZE E PAURE. IACHINI SI MERITA L'ABBRACCIO DI FIRENZE. ENTRO IL WEEKEND POSSIBILE ACCELERATA PER CUTRONE. MERCATO DECISIVO, ANCHE PER L'ESTATE

E' stato un Natale dal doppio stato d'animo quello che hanno vissuto i tifosi della Fiorentina dopo i recenti accadimenti. Da una parte è stato un giorno di speranze e di ideali letterine inviate a Babbo Rocco in vista del 2020 prossimo venturo, dall'altra è stato un giorno di preoccupazione per la classifica non edificante e per un andamento lento che è l'esatto contrario del "fast fast fast" che Commisso vorrebbe mettere in pratica a 360° nella sua società. Ci vorrà pazienza probabilmente per conoscere il volto futuro della squadra. Un futuro che verrà costruito nei prossimi mesi pieni di dubbi, che passerà dal mercato ma anche da una seconda parte di stagione che forzatamente dovrà cambiare passo per buttare via ancora prima di goderne, tutto l'entusiasmo riportato in città dal nuovo proprietario. 

Intanto è arrivato Beppe Iachini. Arcigno centrocampista di una Viola rimasta nel cuore di molti tifosi. Allenatore specializzato in subentri a stagione in corsa con alterni risultati. Molti sono preoccupati dalla sua recente esperienza ad Empoli, terminata con l'esonero e la retrocessione degli azzurri, ma il valore della rosa è nettamente diverso e grazie al mercato lo potrà essere ancora di più. In due esperienza dove i giocatori a disposizione erano di buon livello, per non dire ottimo, il tecnico marchigiano ha dimostrato di saperci fare. Il Sassuolo e soprattutto il Palermo, se lo ricordano bene. Tra i rosanero per esempio, giocava un giovane Dybala, quello che poi sarebbe diventato la spalla di un certo Cristiano Ronaldo, quello che, in ogni caso, è stato lanciato proprio dallo stesso Iachini. Quindi una delle tante speranze per il nuovo anno è quella di poter accantonare i dubbi su un allenatore che ama la Fiorentina e che vuole riportarla in alto essendo disposto anche a farsi da parte a fine stagione se le ambizioni del club dovessero guardare a un'altra guida tecnica. Iachini si merita solo il bentornato a casa dai fiorentini, un in bocca al lupo e un grande sostegno da parte di tutti per tirare fuori la squadra dai guai. 

Sul fronte mercato, le strategie di settembre sono cambiate col passare dei mesi. Pradè non pensava di dover rimettere mano all'attacco se non per l'eventuale acquisto di una seconda punta/esterno offensivo. Adesso sta cercando un centravanti, scandagliando il mercato a caccia di soluzioni all'altezza dei bisogni viola. In sintesi: di almeno 10 gol da qui alla fine del campionato. Cutrone resta in cima ai pensieri del ds romano. Non ha fatto cose straordinarie in Premier, ma non è neanche rimasto a guardare. La verità verrà fuori entro il weekend, con il giocatore e il suo procuratore che incontreranno il Wolverhampton per chiedere di tornare in Italia con la Fiorentina alla finestra. Zaza è più un pensiero di Commisso che della dirigenza. Petagna invece se lascerà la SPAL lo farà solo per un'offerta irrinunciabile perché in cuor suo vorrebbe provare a compiere il miracolo salvezza, prima di salutare Ferrara. Uno dei sogni di Pradè è quello di poter tornare a bussare alla porta di Llorente, che con Gattuso potrebbe trovare ancora minor spazio rispetto alla prima parte di campionato e che invece a Firenze potrebbe tornare a giocare senza pause e con la possibilità di segnare con grande continuità. Bisogna capire come si muoveranno gli azzurri sul mercato in attacco. Se Mertens e Callejon rimarranno, come sembra, allora lo spagnolo potrebbe anche partire. E i Viola ci riproveranno. 

Il mercato, quello vero, è comunque alle porte. L'ultimo augurio che possiamo esprimere in vista del 2020 è proprio legato alle trattative: la speranza è che i dirigenti abbiano le idee più chiare della scorsa estate, forse segnata dalla fretta del cambio di proprietà, forse gestita con un pizzico di inesperienza americana, ma comunque deludente per i risultati ottenuti. Adesso il tempo di pensare c'è stato, anche se è cambiato l'allenatore i moduli prediletti sono gli stessi e tutti sanno da tempo che la squadra ha bisogno di tre titolari, come minimo. Bene, la prova del nove è alle porte, altrimenti la prossima estate dovrà arrivare un'altra rivoluzione ancora, con dispendio di energie, denaro e qualche testa in società.