UN GRAZIE DI CUORE ALL’AMICO BEPPE, NEL GIORNO CHE FINALMENTE PUÒ VOLER DIRE SALVEZZA. POI SARÀ FUTURO: COMMISSO HA ANNUNCIATO NOVITÀ, GATTUSO È PIÙ DI UN’IDEA E FRANCK PUÒ RESTARE. MA PRIMA DI TUTTO C’È DA BLINDARE DUSAN

12.05.2021 11:05 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
UN GRAZIE DI CUORE ALL’AMICO BEPPE, NEL GIORNO CHE FINALMENTE PUÒ VOLER DIRE SALVEZZA. POI SARÀ FUTURO: COMMISSO HA ANNUNCIATO NOVITÀ, GATTUSO È PIÙ DI UN’IDEA E FRANCK PUÒ RESTARE. MA PRIMA DI TUTTO C’È DA BLINDARE DUSAN

Ha detto ciao alla sua maniera. In punta di piedi, con commozione, con piglio perfino impacciato e parlando in terza persona, senza troppe polemiche, ma con il sincero sentimento di chi lascia qualcuno a cui vuol bene. Sapeva di essere un precario, eppure ha detto sì per due volte, togliendo la Fiorentina dalle peste senza chiedere nulla in cambio. Iachini non è allenatore dei sogni, ma va solo ringraziato. L’anno scorso prese la squadra in grande difficoltà, affrontò il lockdown e una situazione a dir poco unica, e chiuse il campionato con grande dignità. La conferma di Commisso gli ha dato la possibilità di alzare l’asticella, ma il suo calcio pragmatico si è scontrato con le ambizioni di Firenze. Quando c’è stato da rispondere presente però, Beppe ancora non si è tirato indietro. Anche con la consapevolezza di essere un precario, un traghettatore dai giorni contati richiamato in corsa solo in attesa che Rocco scegliesse un altro a cui affidare il futuro. 

Da scudiero di Baggio, fino ad essere l’aggiustatore viola in panchina, Beppe ha continuato a picchiare per noi. E questo gli consegna una specie di Fiorino d’Oro viola, perché Firenze avrà pure mille difetti, ma non dimentica chi ha saputo difenderla nei momenti più neri. Prima di lasciarsi comunque, manca ancora qualcosa da fare. Oggi può essere il giorno della matematica salvezza: se il Benevento non vincerà a Bergamo, il risultato di Cagliari sarà praticamente ininfluente, ma visto che la Fiorentina giocherà già nel pomeriggio, c’è da credere che Iachini non lascerà nulla al caso. 

Fino a qualche giorno fa, questo scontro diretto somigliava a una partita da dentro o fuori, il week end però ha cambiato tutto e oggi il pareggio sembra il risultato più logico per lasciare ad altri i grattacapi da classifica. Ribery, acciaccato dalle botte laziali, inizierà dalla panchina, lo stesso probabilmente farà Castrovilli, un altro che convive da tempo con qualche guaio fisico di troppo. Toccherà a Kouame cercare il riscatto accanto a Re Mida Dusan, ad Amrabat dare sostanza al centrocampo. Poi, se come sembra la pratica sarà archiviata, potremo pensare al futuro. Commisso ha annunciato novità già dopo la partita, Gattuso - il favoritissimo per prendere il testimone di Beppe - però è ancora impegnato nella lotta Champions e scioglierà le riserve solo a fine mese. Rino comunque è persona di cuore, vera, sincera, appassionata, trascinante, nello spogliatoio come coi tifosi. Sarri era il sogno, ma lui può diventare l’uomo giusto al posto giusto, perché ha esperienza e carisma, idee chiare e voglia di imporsi anche dopo aver vinto tutto da calciatore.

Resta un piccolo dubbio sulla sua capacità di far rialzare una squadra da rifondare, perché un conto è allenare un Napoli fitto di campioni, un altro fare i conti con un club che annaspa da anni. Di certo andrà accontentato in tutto, seguendo senza se e senza ma un’idea di calcio molto diversa da quella che propone la Fiorentina adesso. I viola oggi aspettano e ripartono, Ringhio invece le partite cerca di dominarle. La ricerca della qualità, soprattutto a centrocampo, dunque, sarà il tema dell’estate, sempre ammesso che davvero il feeling con Gattuso si trasformi in un contratto nero su bianco. Ribery nel frattempo può restare, uno come lui, anche a 38 anni, può far molto comodo. A patto naturalmente che si accontenti di guadagnare molto meno e di un ruolo che per forza di cose non dovrà essere così centrale come lo è oggi. Discorso simile per Pradè, che magari aveva altre idee per la panchina, che arriva da un paio d’anni molto deludenti, ma che gode ancora del credito del presidente, forse perché, Rocco per primo, è consapevole di essere andato contro i consigli del suo ds. Se Pradè sarà affiancato da un altro esperto di mercato lo vedremo, la prima grande sfida adesso è tenersi Vlahovic. Lì si che il nuovo allenatore, chiunque sarà, chiederà un sacrificio a Commisso.