UN GRANDE RIBERY REGALA LA PRIMA VITTORIA A COMMISSO. E ROCCO FELICE CHIAMA TUTTI E DEDICA LA VITTORIA A FIRENZE. SFATATA UNA MALEDIZIONE: TORNA AL GOL CHIESA. BRIVIDI FINALI, TANTO LAVORO DA FARE. STADIO E OLIMPIADI, FATTI E NON PAROLE

26.09.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
UN GRANDE RIBERY REGALA LA PRIMA VITTORIA A COMMISSO. E ROCCO FELICE CHIAMA TUTTI E DEDICA LA VITTORIA A FIRENZE. SFATATA UNA MALEDIZIONE: TORNA AL GOL CHIESA. BRIVIDI FINALI, TANTO LAVORO DA FARE. STADIO E OLIMPIADI, FATTI E NON PAROLE

E’ la prima vittoria firmata Rocco Commisso e va cerchiata di rosso sul calendario. E’ quasi un nuovo inizio, una ripartenza dopo una vita di sofferenze e di paure, di tristezza e di polemiche. Finalmente si ricomincia a sorridere. Erano 220 giorni che la Fiorentina non vinceva una partita, era dal dicembre scorso che non vinceva al Franchi, portare a casa tre punti dopo così tanto tempo non ha prezzo. C’è qualche bottiglia da stappare, qualche mano da stringere, qualche abbraccio da distribuire. E’ la fine di una maledizione e di uno dei periodi più neri della Fiorentina per il quale sappiamo bene chi ringraziare, ma non voglio neppure più nominare nessuno di quei “signori” già dimenticati da Firenze e dalla storia. Con questi tre punti si può veramente ricominciare senza patemi, con fiducia e tante certezze in più. C’è la consapevolezza che ancora tanto resta da fare e c’è tanto da lavorare, ma la nuova strada della positività oltre che fuori adesso è stata imboccata anche in campo.

E questo è quello che più conta dopo una partita delicata, a tratti giocata discretamente, ma anche sofferta più del dovuto contro la Samp in dieci per quasi un tempo. Parlerò della partita, ovvio, ma questi tre punti vanno quasi oltre ogni logica, ogni considerazione tattica e ogni prestazione. I tre punti erano l’unico obiettivo e come siano arrivati sinceramente oggi deve importare poco. La vittoria è una luce che si riaccende e serve a illuminare il cammino, a rasserenare la classifica e l’ambiente, a togliere pressioni a Montella e angosce ai giocatori e ai dirigenti. Anche per l’allenatore è la prima vittoria dal suo ritorno, non vinceva da venti partite. Una liberazione.

Alla quinta di campionato la Fiorentina si toglie così dall’ultimo posto, ha cinque punti e con il calendario che le è capitato forse sono più del previsto. Comunque sono e non era né facile né scontato dopo una ripartenza dalle macerie e con una squadra profondamente rinnovata. Ora si può ricominciare a ragionare e a lavorare con il sorriso e l’ottimismo.

La firma sul successo l’ha messa quel campione che si chiama Frank Ribery con una prestazione fatta di assist e giocate, classe e di umiltà, corsa e intelligenza che sgorgano da una classe superiore. Quando in campo c’è Ribery si accende un faro, quando esce si spegne. La Fiorentina oggi è questa. Ribery ha regalato molto del suo repertorio e immagino che la dedica sia per tutti quelli che l’avevano accolto a Firenze come un turista. Non sarà la tappezzeria del Ponte Vecchio, quando i campioni hanno ancora dentro motivazioni giocare viene spontaneo e naturale. Forse ai ritmi della Champions faticherebbe, ma nel nostro campionato può ancora fare la differenza e l’ha fatta ieri sera come l’ha fatta con l’Atalanta. Sarà un caso, ma quando esce lui dopo settanta minuti (un classico), la Fiorentina perde la guida e il punto di riferimento. Fatica. E’ successo puntualmente anche ieri sera, ma è normale in una fase di crescita e di lavoro. Sono sicuro che questa vittoria farà bene anche all’autostima complessiva della squadra che sta comunque crescendo. Per la verità, considerato il valore dell’avversario, mi erano piaciute di più le gare con la Juve e l’Atalanta, ma ieri sera c’erano troppe pressioni che hanno tolto lucidità e anche la fatica fisica e psicologica a un certo punto è stata evidente. Ma la Fiorentina la sua partita l’ha sempre tenuta in mano con disinvoltura, grazie a Ribery come detto, ma anche per il solito Chiesa che è cresciuto ed ha bombardato il povero Audero da tutte le posizioni. Il gol gli darà una ulteriore spinta verso il massimo della condizione fisica e mentale. E’ recuperato.

Poi, l’equilibrio che il 3-5-2 ha portato è evidente. Questo ormai è diventato il modulo di riferimento. Ieri sera mi aspettavo uno o due cambi, un po’ di turn over quando si gioca tre volte in una settimana è normale, invece Montella per la terza volta consecutiva ha scelto gli stessi. Aveva bisogno di certezze e le certezze le ha trovate. Ma gradualmente mi aspetto soluzioni diverse, l’utilizzo di altri giocatori, interventi anche a gara in corso che ieri mi sono sembrati tardivi. In mezzo al campo c’era stanchezza da tempo e non ci si può limitare al solito cambio di Ribery al settantesimo. C’è poi da ragionare su un altro gol preso da palla inattiva con la diagonale sbagliata, ma questo fa parte del grande lavoro che resta da fare. Domenica c’è il Milan e San Siro sarà un altro bel test, ma sappiamo che serviranno tempo e pazienza, ma qualcosa si vede e si è mosso, stavolta anche la classifica. Adesso si può ragionare.

Il più felice, naturalmente, risulta essere Rocco Commisso che ha chiamato immediatamente Joe Barone, ha tempestato Pradè e fatto i complimenti a Montella. La prima vittoria, dicono, non si scorda mai. Sarà così anche per Rocco che ha sofferto e gioito davanti alla tv, ci temeva a vincere prima possibile per dedicare la vittoria a Firenze e ai fiorentini. Ora si volta pagina.

E parlare di Rocco ci riporta allo stadio dei desideri, dei sogni e forse delle illusioni. Sento in giro troppi discorsi, è il momento dei fatti non perché lo dico io, ma perché gli americani vogliono fatti. Ora che, come vi scrivevo due giorni fa, la Sovraintendenza ha bocciato il restyling del Franchi, serve concentrarsi sulle carte, sui fascicoli e sugli uomini per mettere a fuoco le idee da consegnare a Rocco fra un mese. Sinceramente fatico a capire tante cose, lo ripeto, la forse è un problema mio. Magari arrivassero le Olimpiadi come sogna Nardella, me lo auguro, che gioia, che idea, che spinta sarebbero per Firenze, per la Toscana, per l’Italia. Ma sinceramente sono turbato se penso che dal 2008 si ragiona sullo stadio e ora si dice che forse si potrebbe fare fra cinque anni. Non sono riusciti a fare lo stadio in sedici anni e pensano di fare le Olimpiadi? Ottimismo, coraggio o incoscienza? Boh… Ma quando penso che fra pochi mesi di vota in Toscana e in Emilia forse la chiave sta tutta lì…Attenti a Rocco, però. I giochini politici non sono il suo forte, non è abituato…