UN GRANDE NATALE, AVANTI COSÌ PER RITROVARE TUTTO L’ENTUSIASMO DI ROCCO. VERTICE DI MERCATO PER ACCONTENTARE PRANDELLI E CORREGGERE GLI ERRORI. ATTACCANTE ED ESTERNO NEL MIRINO: TANTI NOMI. CUTRONE E ALTRI SETTE VANNO VIA SICURO

24.12.2020 12:10 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
UN GRANDE NATALE, AVANTI COSÌ PER RITROVARE TUTTO L’ENTUSIASMO DI ROCCO. VERTICE DI MERCATO PER ACCONTENTARE PRANDELLI E CORREGGERE GLI ERRORI. ATTACCANTE ED ESTERNO NEL MIRINO: TANTI NOMI. CUTRONE E ALTRI SETTE VANNO VIA SICURO
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© foto di Federico De Luca

Il trionfo dell’altra sera contro la Juventus finisce direttamente nella storia di una rivalità senza fine e si riallaccia idealmente al quattro a due del 2013 con la tripletta memorabile di Pepito Rossi. Stessa rabbia, stessa fame, stessa voglia, stesse emozioni. L’avevamo auspicata una prestazione del genere, la Fiorentina non aveva nulla da perdere e finalmente ha trovato la voglia e il coraggio di stupire, quel coraggio che fino ad oggi era mancato. Del resto non poteva essere quella vista fino a sabato scorso la Fiorentina costruita e pensata in estate, i valori sono altri e finalmente li abbiamo visti. Una gara del genere serve per la classifica, ovvio, ma soprattutto per rimettere in moto un po’ tutto. La squadra, ma anche la tifoseria, l’ambiente e le speranze.

E’ finito a Torino l’anno nero della Fiorentina? 

E’ l’auspicio di tutti, ora però aspettiamo conferme immediate. Se svolta sarà lo sapremo presto, intanto dobbiamo dare i meriti a Cesare Prandelli. Che la situazione fosse difficile e complicata era evidente e allora non c’era altra strada se non quella di mettersi in mano e fidarsi di un uomo di calcio, saggio ed esperto. Aveva bisogno di tempo? 

Normale. Era logico aspettarlo almeno fino a Natale perché questo gruppo aveva bisogno di ripartire sotto l’aspetto fisico, tattico e caratteriale. Proprio il carattere era latitante e su quello ha lavorato l’allenatore al punto di mettere in secondo piano il suo calcio e ripartire da cose più facili e più semplici che si avvicinassero all’idea di una missione diversa. Lotta, determinazione, compattezza, capacità di difendere sono le cose che ha chiesto Prandelli per ripartire. Per poi metterci sopra del suo con pressing e anche la voglia di contrattaccare. Contro la Juve è riuscito tutto alla perfezione e devo ammettere, anche se la formazione iniziale mi aveva convinto poco, Cesare l’ha fatta perché aveva visto durante l’allenamento che la scintilla dell’agonismo era scattata. Attenzione però anche a cambiamenti tattici, quello di Ribery, ad esempio. Il francese non sta più sull’esterno, è diventato un trequartista, a galleggio tra attacco e centrocampo, per cucire il gioco e illuminare con la sua classe. Con Ribery in quella pozione sono diventati fondamentali gli inserimenti negli spazi dei due centrocampisti e degli esterni e contro la Juve ci sono stati. Castrovilli e Amrabat finalmente hanno trovato il coraggio di osare, andare a recuperare alta la palla e contrattaccare. 

Da qui bisogna ripartire perché non sarà sempre Juventus e a una prestazione del genere bisogna dare continuità quando ci saranno spazi stretti e squadre che hanno lo stesso obiettivo: raggiungere i quaranta punti prima possibile. 

Questo resta un campionato di lotta, prima di passare al governo servirà ancora tempo e uno step ulteriore di crescita. La classifica preoccupa però, come abbiamo sempre scritto, è cortissima e in pochi punti ci sono tante squadre.

Intanto, comunque, c’è da godere e un Natale così era inimmaginabile.

Questo trionfo, perché di trionfo e non di vittoria trattasi, servirà di sicuro alla squadra per ritrovare autostima, consapevolezza e serenità, ma speriamo serva anche a far ritrovare entusiasmo a Rocco. E’ chiaro che il motore di questo progetto “made in Usa” non ancora decollato dovrà essere lui, con la sua energia e la voglia di fare. Il vento contrario l’aveva irritato, ma anche questo viene dalla poca conoscenza del mondo del calcio. Un mondo fatto di eccessi, in tutti i sensi. Gioie e soddisfazioni incredibili come quella dell’altra sera, con applausi e consensi incorporati, ma anche delusioni e critiche feroci quando le cose non vanno bene. Il calcio non è un’azienda normale, ci sono in ballo le emozioni e con le emozioni la razionalità passa in secondo piano. Gli elogi fanno piacere, le critiche no, ma se vuole un consiglio non richiesto, Rocco vada avanti per la sua strada facendosi scivolare addosso gli uni e le altre. Altrimenti diventa tutta una salita. 

Rocco ha dedicato la vittoria ai tifosi e ha fatto bene, a Firenze sono unici, ma da questa serata magica deve ripartire.

La squadra è buona, insisto, e doveva solo ritrovarsi, ma per continuare e migliorarsi, adesso va corretta. 

Nella tradizionale conferenza di fine mercato, Pradè lo aveva detto: gennaio è vicino, se ci sarà bisogno di qualcosa lo faremo. Bene, c’è bisogno. Il momento è arrivato.

Qualcosa non ha funzionato, soprattutto in fase offensiva. Vlahovic con Prandelli è cresciuto, ma non bisogna chiedergli anche quello che i suoi vent’anni non possono dare. Kouamè è una seconda punta e Cutrone andrà via. A proposito, s’è candidato anche il Benevento, Inzaghi lo ha avuto nelle giovanili del Milan e lo stima moltissimo.

Secondo indiscrezioni dovrebbe esserci un vertice di mercato a cavallo fra la ripresa degli allenamenti e la fine dell’anno, quando torneranno sia Joe Barone che Daniele Pradè. I due dirigenti dovranno valutare con l’allenatore tutte le possibilità per rafforzare la squadra e, come detto, correggerla nei ruoli necessari.

Del centroavanti si parla da tempo, non averlo preso è uno degli errori di mercato e quasi certamente si interverrà, a maggior ragione per sostituire Cutrone. Le idee e i nomi in ballo sono tanti e saranno analizzati in questo vertice. L’identikit è chiaro: serve un giocatore pronto, né uno fermo da troppo tempo tipo Llorente, ne altri da recuperare tipo Piatek, ma in grado di inserirsi immediatamente. L’asticella è stata alzata, si proverà a contattare anche qualche elemento di prima fascia, al massimo dirà no. 

Qualcuno pensa che possa servire anche un regista, ma probabilmente si rimanderà tutto all’estate. Borja Valero, come dimostrato a Torino, è una soluzione valida almeno per un’ora di partita si può fare. Ma anche Pulgar non dispiace a Prandelli che spera di riportarlo ai suoi livelli. E allora? In organico ci potrebbe essere invece una carenza sull’esterno destro dove continua a deludere Lirola e Venuti è più bravo in fase difensiva. Potrebbe far comodo un esterno di gamba in grado di saltare l’uomo o almeno cercare più il fondo senza trascurare la fase difensiva. Anche qui si faranno identikit sui quali Pradè comincerà a lavorare per farsi trovare pronto il quattro gennaio alla riapertura del mercato.

Ma c’è anche un altro problema da risolvere per agevolare il lavoro di Prandelli e sono gli esuberi. Non è facile allenare trenta giocatori, almeno dieci dei quali fuori dalle rotazioni o quasi. Penso a Montiel, ma anche Eysseric e Saponara e altri che hanno chiesto di andare a giocare e saranno accontentati. Non mi meraviglierei, poi, se Pradè si buttasse su situazioni che dovessero nascere per giugno, un po’ come è successo per Amrabat e Kouamè nel gennaio scorso. 

Buon Natale a tutti.