UN CROLLO: FINITE LE ENERGIE FISICHE E NERVOSE. SE IL GIOCO NON FUNZIONA, TORNANO TUTTI I LIMITI TECNICI. MA È VIETATO MOLLARE: QUATTRO GARE PER PROVARCI ANCORA FINO ALLA FINE. ITALIANO, UNA POLEMICA ASSURDA

28.04.2022 11:05 di Enzo Bucchioni Twitter:    vedi letture
UN CROLLO: FINITE LE ENERGIE FISICHE E NERVOSE. SE IL GIOCO NON FUNZIONA, TORNANO TUTTI I LIMITI TECNICI. MA È VIETATO MOLLARE: QUATTRO GARE PER PROVARCI ANCORA FINO ALLA FINE. ITALIANO, UNA POLEMICA ASSURDA

Un crollo inatteso, esagerato e bruciante, soprattutto nel punteggio. Dopo un campionato di grande qualità, di corsa e di lotta, sul filo di lana d’improvviso la Fiorentina sembra aver finito le energie fisiche e nervose. E la sconfitta con la Salernitana che poteva essere derubricata a giornata storta, bissata tre giorni dopo con l’Udinese, ha invece il sapore amaro di una resa che nessuno si aspettava o poteva preventivare.

La Fiorentina sembra il maratoneta Dorando Pietri alle Olimpiadi di Londra, con l’Europa a portata di mano, il quinto posto possibile, s’è ritrovata con la vista annebbiata, le gambe molli e le idee evaporate: in ginocchio.

Un peccato, un vero peccato e un crac difficile da spiegare se pensiamo che appena una settimana fa la Fiorentina era uscita dalla coppa Italia giocando meglio della Juventus. Forse i problemi sono cominciati proprio da lì dalla frustrazione di una eliminazione immeritata che ha tolto al gruppo le ultime energie, certezze e motivazioni per andare oltre anche nell’ultimo mese di campionato. Per provarci ancora…

E questo può essere il problema. Questa squadra per molti mesi è andata oltre, molto oltre tutti i suoi limiti tecnici. Coagulati attorno all’idea dell’allenatore, mettendo il gioco al centro del lavoro, concentrandosi e applicandosi allenamento dopo allenamento, questi giocatori sono cresciuti enormemente. Molti sono gli stessi che l’anno scorso avevano faticato a salvarsi (ieri in campo ce n’erano sette) e durante tutta la stagione abbiamo parlato di miracolo, di sorpresa, di qualcosa di eccezionale.

Andare oltre, superare i limiti attraverso il gioco è stato quello che ha portato la Fiorentina a collezionare 21 punti in più rispetto alla scorsa stagione, ma a un certo punto il calcio ti presenta il conto, c’è un limite anche nell’andare oltre e nel momento in cui sono mancate energie fisiche e nervose, alcuni dei giocatori più importanti sono calati o sono finiti fuori per infortunio, il gioco è venuto meno mettendo a nudo tutti i limiti di molti. Probabilmente proprio perché questa squadra gioca sempre al di sopra dei suoi mezzi, è anche più difficile giocare ogni tre giorni quando non hai il tempo per resettare, lavorare e ricominciare e devi giocare a ciclo continuo. Proprio con gli impegni ravvicinati si sono visti i problemi legati a un calcio che funziona quando è giocato con velocità e intensità, quando fai girare palla, fai pressing, ti muovi molto per suggerire soluzioni. La stanchezza condiziona, figuriamoci quando sei nel finale di stagione dopo aver giocato una quarantina di partita. Con l’Udinese è mancata la cattiveria sotto porta e anche questo fa parte del brutto momento. Essere cattivi e rabbiosi ti consente di arrivare prima degli avversari, ma a spingerti sono la condizione atletica e la concentrazione venute a mancare nettamente.

Così due partite che sulla carta dovevano fruttare sei punti ne hanno portati zero e forse questo è il rammarico più grosso. Il crollo è arrivato in gare alla portata della Fiorentina ed è stato evidenziato ancora di più dalla ferocia della Salernitana (ferocia che i viola non hanno più) e della straordinaria fisicità e condizione atletica dell’Udinese che è arrivata prima su tutti i palloni e ha sempre raddoppiato.

Questa è la fotografia di un momento difficile, di un evidente calo nelle prestazioni e nei risultati. Inutile negare gli errori sui quali ragionare e sui limiti sui quali lavorare. Da parte di tutti. Però attenzione: non è il momento di mollare o di fare processi inutili e immotivati. Lo ribadisco e lo sottolineo. Anche nel momento della massima delusione questa resta una stagione straordinaria che poteva diventare fantastica e qualche possibilità che lo diventi c’è ancora.

La classifica non ti condanna e se il calendario viola è difficile, tutte le rivali per l’Europa, dalla Roma alla Lazio, passando per l’Atalanta che ha rischiato di perdere ieri con il Torino, hanno problemi sparsi. Tutte squadre, fra l’altro, molto più accreditate della Fiorentina alla vigilia del campionato. Giocarsi la stagione in quattro partite diventa così una roulette russa, ma la Fiorentina non deve assolutamente mollare.

Se la Viola è la squadra vista nelle ultime due gare, ovvio, le speranze sono minime, ma sono convinto che in questo campionato anomalo e altalenante (ieri sera l’Inter ha perso a Bologna) possa succedere di tutto, magari che in una sfida eccitante e adrenalinica come quella di domenica a San Siro contro il Milan possano pure riemergere i valori e il gioco che hanno fatto della Viola la squadra rivelazione della stagione.

Se questa squadra è arrivata dov’è, se ha messo in crisi tutte le grandi e in classifica ha cinquantasei punti, vuol dire che dietro c’è un gruppo forte e motivato che ha già dimostrato di poter superare le difficoltà. E’ il momento di andare oltre il gioco, di tirare fuori tutto il carattere, l’orgoglio, anche l’amor proprio di voler provare a prendersi fino all’ultimo quel premio chiamato Europa che questa squadra meriterebbe. Raschiate il barile, si diceva una volta.

Il Milan avrà anche diversi giorni in più di riposo sulle gambe, ma loro si stanno giocando lo scudetto, la pressione è enorme e una Fiorentina normale (non quella di ieri sera) potrebbe ancora ritrovarsi a dire la sua. All’andata vinse e questo conta. E’ la speranza, ovvio. In questi giorni dovrà entrare in campo anche la società per far sentire la vicinanza, la spinta e comunque l’apprezzamento nel momento più delicato della stagione. Le polemiche delle ultime settimane e i troppi discorsi fuori campo possono aver turbato, ma anche questo fa parte di quella parte negativa del calcio che va gestita. Mi è piaciuto molto, invece, l’atteggiamento del pubblico e non avevo dubbi. Il Popolo Viola s’è presentato numeroso, s’era capito che la squadra stava attraversando un momento difficile e c’era bisogno di una spinta. C’è stata, ma non è bastata.

Comunque i tifosi sono stati caldi e vicini fino all’ultimo, anche quando il risultato era segnato. Il messaggio è forte perché i tifosi veri non possono non riconoscere i grandi meriti di Italiano e di questo gruppo che lo ha seguito regalando spettacolo, emozioni e punti ben oltre le più rosee previsioni. Nonostante la cessione di Vlahovic e la rivoluzione invernale in attacco. Mentre i soliti noti vorrebbero buttare tutto a mare, compreso l’allenatore che in tanti invidiano alla Fiorentina, quelli con l testa sul collo che amano la Viola sanno che questa stagione è comunque servita a mettere basi serie per costruire un futuro degno della storia viola. Erano sei anni, dal 2016, che la Fiorentina non lottava per l’Europa e l’obiettivo è ancora possibile. Erano sei anni che non si vedeva un calcio così brillante e non si parlava in positivo del laboratorio calcistico viola.

Da quelle basi si deve ripartire dopo un’attenta analisi delle cose buone e di quelle da migliorare, a cominciare dal livello tecnico della rosa perché se il livello degli obiettivi si alza va alzato anche il livello tecnico dei giocatori. Normale. E adesso torno su Italiano. Abbiamo assistito a giorni deliranti attorno a una clausola rescissoria che in realtà dovrebbe chiamarsi clausola blindatoria. Anche ipotizzando, nessuno paga dieci milioni per un allenatore giovane.

Abbiamo sentito e letto sentenze attorno a Italiano da parte di molti che fino a pochi giorni fa lo definivano il nuovo Guardiola e adesso pensano sia solo un bluff. Siccome molti si professano tifosi della Fiorentina credo sia invece solo un modo per avvelenare i pozzi viola, ma comunque ognuno è responsabile di quello che dice o scrive. Italiano non andrà a Napoli, questo mi sento di dirlo. Italiano resterà alla Fiorentina, mi sento di dire anche questo se la società e l’allenatore saranno d’accordo sui programmi di sviluppo di questo progetto calcistico appena nato, di grande interesse e prospettiva. Ma non ho sensazioni contrarie.

E per quanto riguarda Italiano, lo stimo molto ma non ho mai pensato fosse Guardiola. Il primo a saperlo è lui che allena in serie A da appena due anni. E’ un allenatore moderno, dalle idee chiare, ho detto più volte che mi ricorda Sacchi e Conte per i modi e l’intensità del lavoro, per la maniacalità positiva. Sa bene anche lui che deve crescere, di errori ne ha fatti e ne farà (normale), criticare alcune scelte è altrettanto normale, ma chi demolisce una stagione come questa perché la Fiorentina ha perso a Salerno e con l’Udinese, vuol dire ragionare con la pancia e non con la testa. Non criticare per costruire, ma per distruggere. Anche basta…