UN CHIESA FANTASTICO: ORA È DURA, MA LA FINALE È ANCORA POSSIBILE CON MURIEL, IL CUORE DI QUESTI RAGAZZI E DI QUESTI TIFOSI. LE STRANE SCELTE E LA TROPPA PRUDENZA DI PIOLI, CI VOLEVA SIMEONE DALL’INIZIO

28.02.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
UN CHIESA FANTASTICO: ORA È DURA, MA LA FINALE È ANCORA POSSIBILE CON MURIEL, IL CUORE DI QUESTI RAGAZZI E DI QUESTI TIFOSI. LE STRANE SCELTE E LA TROPPA PRUDENZA DI PIOLI, CI VOLEVA SIMEONE DALL’INIZIO

Andiamo subito al sodo: il risultato è amaro. Fra due mesi la Fiorentina dovrà vincere a Bergamo, per conquistare la finale di coppa Italia resta solo una strada obbligata e in salita. Ora è tutto molto difficile e complicato, ma dopo un altro pareggio rocambolesco, comunque ho dentro una sensazione positiva che va oltre il risultato e la stretta logica calcistica: con questa Fiorentina può sempre succedere di tutto. Ho voglia di rispolverare un vecchio slogan che potrebbe essere stato pensato anche per i Viola: "Nothing is impossibile". Niente è impossibile. E se ci pensate è proprio così, è questa la verità: la Fiorentina è una squadra irrazionale. E’ una squadra, anomala, fuori dagli schemi e dai pronostici, capace di sorprendere. Con la voglia di sorprendere anche se stessa. Lo diciamo da un pezzo: la Fiorentina può vincere con chiunque e nello stesso modo può anche perdere con chiunque. Non è una squadra pazza, le squadre pazze sono altre, questo è un gruppo fondato sul carattere, sul senso di appartenenza, sulla volontà, sorretto e ispirato da un grande ideale quasi sovrannaturale. Gioca per la maglia, ma gioca anche per Astori. E quando ti fai carico di una missione di questo tipo vuol dire che ogni volta sei obbligato a superarti, devi andare oltre. Per stupire, ma anche per stupirti. E’ questa la Fiorentina che non molla mai, che sembra al tappeto, ma risorge con energie infinite. E’ questa la Fiorentina che rincorre il pallone come se ogni volte stesse per conquistare un sogno o la felicità, con la rabbia di chi quel sogno e quella felicità non li vuole lasciare ad altri.

Non ho spiegazioni calcistiche da dare se non l’eccezionalità di Chiesa e la straordinarietà di Muriel. Tutto il resto viene dall’anima, dal carattere, dalla mente.

Non si recuperano due gol all’Inter come successo tre giorni fa e non si rimonta l’Atalanta partendo da -2, se dentro non c’è qualcosa di più e di diverso. Situazioni ai confini della realtà calcistica. Perché l’Inter gioca meglio e ha la partita in mano, l’Atalanta gioca meglio e ha la partita in tasca, ma la Fiorentina quella partita se l’è andata a riprendere.

Mi chiedo se avesse un impianto di gioco migliore e qualche giocatore più forte cosa potrebbe uscire da questa alchimia, ma forse una situazione diversa vanificherebbe tutto.

Dobbiamo prendere quello di buono che vediamo, applaudire le qualità morali di questi ragazzi fatti di adrenalina allo stato puro e di questa città e questa tifoseria che li sorregge e li spinge. E’ una fusione, una chimica dicevo, che ha generato questa esplosione di ritrovata gioia calcistica.

Fatico quasi a parlare di calcio giocato. Qui siamo in un’altra dimensione. Non ho ancora sotto mani le statistiche della gara. Credo che Chiesa abbia percorso più o meno una mezza maratona alla velocità di un’automobile di notte sui viali. Devastante. Da solo ha scardinato l’Atalanta. Muriel ha la tecnica e la velocità che appartengono solo ai giocatori altra categoria. Ma è tutta la squadra che si infiamma e non si arrende mai.

Il limite è che la Fiorentina non produce gioco, si appoggia solo a questi due, ha dei problemi strutturali, alcuni giocatori troppo giovani (portiere da 8 e anche d 4 nella stessa gara), alcuni troppo poco in gara, butta sempre la palla lassù sperando nella fiammata e finisce per soffrire perfino l’Atalanta. La squadra di Gasperini è migliore, ha schemi, movimenti, libera giocatori, si muove senza palla, sembra dominare.

Ma quando cambia il vento, lo tsunami Fiorentina arriva e diventa inarrestabile.

Mi chiedo se in panchina ci fosse un allenatore con più coraggio cosa potrebbe succedere a una squadra unica come questa. Mi domando perché si debba aspettare un risultato negativo per aggredire l’avversario, per attaccare senza paura e non lo si fa dall’inizio. Non ho capito perché l’allenatore non abbia sfruttato l’andata casalinga per mettere dentro insieme Muriel, Chiesa e Simeone (4-2-3-1) per aggredire una fase difensiva in difficoltà come quella dell’Atalanta di questi tempi. Domande. Invece nella sua razionalità s’è messo in campo a specchio, come se avesse paura, perché il primo obiettivo di Pioli non è quello di vincere, ma di far giocare male l’avversario. Non cambia l’atteggiamento, purtroppo. Avevo immaginato un’altra partita. Pioli ha rischiato il tracollo con le sue scelte discutibili (un uomo di contenimento in più come Dabo, la difesa a tre), ma evidentemente si fida della sua buona stella e del cuore dei suoi giocatori.

E’ andata bene ancora una volta, ma non benissimo. Il cuore ti salva, ti protegge, ti esalta, ma non ti fa giocare un buon calcio. La Fiorentina non è né italianista, né moderna. Il suo gioco si chiama adrenalina, vive sui nervi, sulle folate, su quella Missione Impossibile della quale ho parlato. Vive di pareggi, ma di pareggi si può anche morire.

E allora aspettiamo solo il ritorno aggrappati a quella Fiorentina "nothing is impossible", che sa andare oltre il calcio. Fra due mesi potrebbero cambiare tante cose, non cambierà l’obbligo della vittoria per continuare a sognare.

Ma con l’Atalanta arriva subito un altro round domenica alle 18, in palio non c’è la coppa, ma uscire imbattuti da questo braccio di ferro potrebbe dare autostima anche per il futuro.