UFFICIALE: DOMENICA ALLE 18 A UDINE A PORTE CHIUSE. IL FRANCHI VIETATO COL BRESCIA. RIBERY E CACERES RESTANO UN ALTRO ANNO. IL FRANCESE CONVOCABILE. BARONE DA MALAGO’ PER LO STADIO. ROCCO, BLOCCATO DAL CORONAVIRUS

05.03.2020 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
UFFICIALE: DOMENICA ALLE 18 A UDINE A PORTE CHIUSE. IL FRANCHI VIETATO COL BRESCIA. RIBERY E CACERES RESTANO UN ALTRO ANNO. IL FRANCESE CONVOCABILE. BARONE DA MALAGO’ PER LO STADIO. ROCCO, BLOCCATO DAL CORONAVIRUS

Il calcio chiude per Coronavirus. Quello che era nell’aria dopo la giusta presa di posizione del Governo, è stato recepito ieri dalla Lega calcio. Si continuerà a giocare, ma a porte chiuse fino al 3 aprile. In sostanza la Fiorentina dovrebbe giocare in casa senza pubblico una sola volta, con il Brescia. A rischio anche quella con il Sassuolo se le disposizioni dovessero essere prorogate anche oltre il 3 aprile. 

Per quanto riguarda invece il recupero della partita con l’Udinese, come già anticipato martedì scorso, si giocherà domenica prossima, ma la Fiorentina è stata accontentata, va in campo a porte chiuse alle 18 e non alle 20,45. In questo modo ci sarà la possibilità di organizzare in tempo il volo di ritorno senza aspettare il lunedì e dover rimanere tre giorni a Udine dopo esserci già stati la settimana scorsa. Con in mente e nel cuore il drammatico ricordo di Astori, proprio nei giorni dell’anniversario celebrato ieri con grande partecipazione dalla Fiorentina e da tutto il mondo del calcio.

Tornando alle porte chiuse, con queste decisioni in sostanza il campionato slitta, dopo i recuperi in questo week end di tutte e sei le partite rinviate la settimana scorsa fra le quali anche la tormentata Juve-Inter (domenica in  notturna), si ripartirà dal tredici marzo (Juve in anticipo a Bologna) con la ventisettesima giornata.

Ricapitolando, Samp-Verona sabato prossimo alle 20.45. Domenica Milan-Genoa (12.30). Poi Parma-Spal e Sassuolo-Brescia alle 15. Fiorentina alle 18. Juve-Inter 20.45.

Un sacrificio forte da parte di tutto il mondo del calcio, ma necessario. E’ ovvio che la salute pubblica sia e debba essere la priorità, oggi a maggior ragione.

Il provvedimento è tardivo, se nel calcio ci fossero teste pensanti avrebbe dovuto già essere preso da due settimane per evitare l’imbarazzante caos e i teatrini ai quali abbiamo assistito, ma fra Lega e Federcalcio accidenti al meglio. Il campionato resta comunque falsato, alcune squadre non giocano da due settimane, altre sono in pari, altre scombussolate come la Fiorentina, ma in questo modo almeno si riesce a portare a termine la stagione ed evitare inutili rischi per la collettività. Il calcio, come tutta la società, subirà forti danni, ma da parte governativa si studiano delle soluzioni soprattutto relative alla pubblicità del mondo delle scommesse legalizzate. Vedremo.

La Fiorentina riparte dalla gara già preparata per sabato scorso e la situazione non cambia. Iachini non molla il 3-5-2 che regala certezze ed equilibrio. Al posto dello squalificato Dalbert giocherà Igor, in mediana Badelj e in attacco Cutrone. Anche se mancano tre giorni, la formazione dovrebbe essere Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Lirola, Duncan, Badelj, Castrovilli, Igor; Chiesa e Cutrone.

Dovrebbe essere convocabile anche Ribery che sta lavorando duramente all’ultima fase del recupero. Lo staff tecnico deciderà con il giocatore e i medici se val la pena di aggregarlo già per Udine (la sua presenza è comunque importante per il gruppo) o lasciarlo a Firenze a lavorare e farlo risparmiare per il ritorno in panchina casalingo con il Brescia domenica quindici marzo. Certo è che in un paio di settimane sarà completato il recupero anche agonistico per averlo pronto dopo la sosta per la nazionale di fine marzo.

A proposito di Ribery, nei giorni scorsi il suo procuratore Davide Lippi ha parlato con Pradè del francese, ma anche del suo altro assistito Caceres. I due sono felicissimi a Firenze e la Fiorentina è contenta di loro. Hanno deciso di far scattare l’opzione per il secondo anno.

Tornando alla riunione della Lega al CONI, i lavori sono stati sfiorati anche da Joe Barone e Pradè, ma soltanto incidentalmente. In realtà Barone aveva in agenda da tempo l’incontro con il presidente del CONI Malagò. I due non si conoscevano. Incontro cordiale e incentrato anche sulle infrastrutture necessarie per lo sport, un cavallo di battaglia del presidente. Malagò conosce bene la situazione fiorentina, inutile dire che, per quel che potrebbe servire a centrare l’obiettivo stadio, l’appoggio del CONI è totale.

Totale vorrebbe essere anche la presenza a Firenze del presidente Commisso, per lo stadio e per tutte e altre questioni in agenda, ma l’effetto Coronavirus ha fatto saltare tutte le previsioni. Sembra quasi impossibile un suo ritorno in città nelle prossime settimane se la situazione non cambia radicalmente e non ci sarà chiarezza assoluta. Il problema non è neppure tornare in Italia, ma le incertezze che potrebbe incontrare al ritorno. 

Con l’atteggiamento drastico assunto dall’amministrazione statunitense c’è il rischio di essere messi in quarantena o rimaner bloccati per un mese da qualche parte senza poter rientrare a New York.

Rocco in attesa di capire, in questo periodo sarà costretto a usare e lavorare molto di più in conference call, anche se lui le cose preferisce farle vis a vis. Per lo stadio la decisione di non partecipare all’asta Mercafir è presa, restano da valutare le altre opzioni, Campi e la nuova idea Signa. Porterà avanti il discorso il fidatissimo Joe Barone.

Rocco mancherà soprattutto alla squadra, la sua carica è molto apprezzata dai giocatori. Peccato…