TUTTI I RETROSCENA DEL FALLIMENTO: LA FIORENTINA VOLEVA LE DIMISSIONI DI PIOLI. L’IRA DI DIEGO DA HONG KONG. PER ORA CORVINO E’ SALVO, MA E’ PRONTA LA RIVOLUZIONE. DOPO VERETOUT ANCHE MILENKOVIC NON RINNOVA. LA VERITA’ SU MONTELLA

09.04.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:   articolo letto 27849 volte
© foto di Federico De Luca
TUTTI I RETROSCENA DEL FALLIMENTO: LA FIORENTINA VOLEVA LE DIMISSIONI DI PIOLI. L’IRA DI DIEGO DA HONG KONG. PER ORA CORVINO E’ SALVO, MA E’ PRONTA LA RIVOLUZIONE. DOPO VERETOUT ANCHE MILENKOVIC NON RINNOVA. LA VERITA’ SU MONTELLA

Dopo due giorni di caos assoluto, davanti alle macerie di un progetto calcistico crollato ancora prima di essere costruito, battuti in casa nientepopodimenoche dal Frosinone con un piede in B, i Signori della Fiorentina, udite udite, non trovano di meglio che scrivere a distanza di poche ore due comunicati a dir poco imbarazzanti. Dopo tutto il resto, stavolta hanno perso anche la lingua.

Non hanno invece perso l’abitudine di scaricare addosso all’allenatore di turno colpe, colpette e responsabilità, con accuse molto pesanti. Stavolta se la sono presa duramente anche con la squadra e se conosco un po’ il calcio, il comunicato emesso ieri sera a tarda ora, sette giornate dalla fine del campionato, potrebbe diventare un boomerang. Questo a conferma che chi guida la Fiorentina lo fa con sistemi e modi non adatti, inadeguati al calcio, inefficaci e spesso controproducenti. Si cerca di reprimere, non s’è mai fatta prevenzione.

Ma come si fa a scrivere pubblicamente come hanno fatto loro, di un signore e di un professionista come Pioli, “Chiediamo al tecnico di gestire questo momento con la competenza e serietà che ha dimostrato nella prima parte del campionato”. L’accusa è pesantissima. Cosa vuol dire? Nella seconda parte ha gestito con incompetenza e poca serietà? Forse ci sono gli estremi per agire legalmente, ma Pioli ha già capito l’andazzo da un pezzo e se la vedano loro.

Anche l’attacco pubblico alla squadra è inutilmente duro. Dire d’improvviso a questi ragazzi sempre difesi per la loro gioventù, esaltati per l’attaccamento e la sensibilità, che “La società chiede il grande rispetto per la maglia” e “L’impegno deve essere totale da parte di tutti”, suona come se qualcuno tirasse indietro. Sinceramente è offensivo. Forse sfugge che allenatore e giocatori sono la materia prima di una società di calcio, come il cuoio per le scarpe, non credo che prenderli a frustrate pubblicamente possa farli felici e riesca a motivarli. Sbaglierò…

Ma tutto parte da un presupposto sbagliato e ammesso in questo comunicato: . Ma chi ve la racconta questa favola? E i Della Valle ci credono ancora? Non avete provato invece a spiegare quello che sta succedendo in modo diverso e contrario? Questa squadra imperfetta, scoperta in alcuni ruoli, in altri troppo giovane, con quattro giocatori-base in prestito (Pjaca, Mirallas, Edimilson e Gerson), abbia fatto molto di più del suo valore tecnico durante la prima parte della stagione, rimanendo disperatamente agganciata al treno Europa, recuperando spesso con il carattere e l’attaccamento e con Chiesa partite già perse, sia poi tornata al suo livello (decimo posto) quando ha capito che tutti gli sforzi diventavano vani (gli altri sono più forti) e sono subentrate frustrazione e stanchezza? Chiedetevelo questo, non credete alla novelle. E ricordate, poco più di un anno fa, questa stessa squadra modesta crollava in casa col Verona…

E finiamola, poi, di dare retta ai Trombettieri e a quelli del Club della Bistecca che alterano la realtà mediaticamente per compiacere il capo di turno, ma fanno dei danni alla Fiorentina. La speranza è che questo comunicato, sbagliato nella forma e nella sostanza, sia solo fumo per chiudere la stagione, sperare in un colpo d’orgoglio in coppa Italia e poi cambiare radicalmente guida tecnica dietro la scrivania e in campo. Corvino e Pioli sono legati a doppio filo dallo stesso fallimento, non si possono scindere.

Se davvero i Della Valle non si sono ancora resi conto che il loro Uomo della Plusvalenza ha fallito, temo che il peggio debba ancora venire. Prepariamoci ricordando che nel 2012 s’è sfiorata la serie B. Chi aveva costruito quella squadra? Corvino. E pensare che Diego Della Valle domenica s’era infuriato come poche altre volte. Era a Hong Kong, ha parlato con Cognigni, ha minacciato un suo durissimo intervento entro 48 ore, forse contro tutto e contro tutti. Poi, evidentemente, a mente fredda, ci ha ripensato.

Ma davvero è stato vicino l’esonero di Pioli? No, assolutamente no. Pare invece che sia stata cercata una strada diversa. Pare che qualcuno abbia suggerito l’idea delle dimissioni. Un gesto che per Pioli voleva dire assumersi le responsabilità totali. Per la società dare un segnale forte e provare a ripartire. Se l’idea fosse passata all’allenatore, naturalmente, sarebbero stati garantiti tutti gli emolumenti fino alla fine della stagione e in panchina sarebbe andato Bigica. Pioli non ci ha neppure pensato un secondo “se volete mi esonerate voi”, è andato avanti per la sua strada e ieri mattina in Lega è apparso sereno e sorridente. Anche troppo.

Sempre domenica s’era anche pensato di mandare tutti in ritiro, ma su questo si discuterà con Pioli oggi alla ripresa degli allenamenti. In sostanza non cambierà nulla per due ragioni: 1) il campionato è compromesso, arrivare noni, decimi o undicesimi non cambia niente 2) Sostituire ora l’allenatore potrebbe essere controproducente anche per la coppa Italia, la squadra sta con Pioli come detto da Pezzella. Dopo la fine del campionato spero davvero che Diego Della Valle abbia voglia di esaminare i numeri e i conti degli ultimi tre anni per valutare e decidere in autonomia. Tre anni senza Europa sono il record negativo della sua gestione, la faccia del fallimento diventa la sua e credo non gradisca affatto questa negatività.

Ribadisco in sintesi quello che scrivo da mesi. Corvino ha preso la Fiorentina quinta con sessantaquattro punti. L’ha portata all’ottavo posto con 60 punti, poi ancora ottava a 57 e oggi decima a 39. Una discesa paurosa. In tre anni ha portato 50 giocatori e speso quasi duecento milioni (commissioni comprese), di quei giocatori ne sono rimasti una ventina soltanto, un tourbillon, alcuni da pagare, altri in prestito, altri bocciati da Pioli. Su questa squadra bisognerà rimettere pesantemente le mani e i giovani già comprati non sono pronti. Dicono poi che Corvino abbia risanato i conti. Vero, ma lo ha fatto vendendo tutta una intera squadra costruita da Rog, Pradè e Macia: le plusvalenze vere vengono da quei giocatori. Oggi i bilanci sono tornati in rosso (20 milioni) e se qualche giocatore l’ha azzeccato (Veretout e Milenkovic sono buone plusvalenze, poco altro), su cinquanta mi sembra una percentuale irrilevante. Chiesa, ricordiamolo, l’ha lanciato Sousa nella precedente gestione (2015).

Quest’anno Corvino ha dato a Pioli una squadra più debole, senza regista (Badelj che errore), senza terzino destro, senza vice-Simeone e come detto ben quattro prestiti. Ma Corvino è da valutare anche per l’allenatore di turno. A Firenze da mesi girava in diversi ambienti il Corvino-pensiero negativo nei confronti di Pioli, messo in giro da quelli del Club dopo aver ascoltato i suoi sermoni. Volete che l’allenatore non l’abbia saputo? Ha reagito con quell’uscita forse infelice, ma d’orgoglio. Gli spogliatoi si destabilizzano così, chiedere a Prandelli. Pioli ci ha messo del suo, ovvio. E’ un allenatore da 6-, non ha un guizzo, una trovata, non cambia partita. Ma lui è questo e si sapeva. Ricordatevi poi che quelli più bravi (Giampaolo e Di Francesco) proprio a Corvino hanno detto no e un motivo ci sarà... Non è un caso se oggi si parla di Liverani. Corvino l’ha avuto da giocatore, spera con il carisma di mettere un giovane sotto la sua gestione tecnica. Magari gli chiederà anche di far giocare i Norgaard o i Gil Dias di turno.

Oggi non si fa bene calcio in questo modo, sono sistemi ampiamente superati e bocciati. Infatti i giocatori di prospettiva a Firenze non vogliono restare. Veretout ha già un’intesa con il Napoli ed ha rifiutato il rinnovo di contratto. Mi risulta che pure Milenkovic non voglia rinnovare e anche se scadrà nel 2022, preparatevi all’addio. Su Chiesa abbiamo già detto e scritto tutto. Su Montella, invece, ci sono da dire diverse cose dopo quanto già anticipato la settimana scorsa in esclusiva. L’ex viola ha confermato in tv di avere fatto la pace con i Della Valle e non è poco. Ha negato di essere stato contattato direttamente e anche questo è vero. Ci sono degli intermediari al lavoro ai quali lui, Montella, ha dato l’ok per un eventuale ritorno a Firenze. Si lavora, appunto. Vedremo. E’ chiaro che Montella sarebbe un allenatore fuori dall’orbita Corvino e come tale potrebbe far pensare alla voglia di cambiare progetto tecnico e rilanciare come successe nel 2012. Speriamo, Montella o non Montella, che sia questa la direzione…