TUTTI ASPETTANO ROCCO, LUGLIO POTREBBE ESSERE IL MOMENTO GIUSTO PER RIVEDERLO A FIRENZE. COMMISSO PUNTA CAMPI, MA PRIMA VUOL ASPETTARE LE SCELTE DEL GOVERNO. LA COPPA ITALIA E I RISCHI (ANCHE VIOLA) DI GIOCARE AL BUIO

14.06.2020 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
TUTTI ASPETTANO ROCCO, LUGLIO POTREBBE ESSERE IL MOMENTO GIUSTO PER RIVEDERLO A FIRENZE. COMMISSO PUNTA CAMPI, MA PRIMA VUOL ASPETTARE LE SCELTE DEL GOVERNO. LA COPPA ITALIA E I RISCHI (ANCHE VIOLA) DI GIOCARE AL BUIO

Aspettano tutti Rocco. La squadra, Beppe Iachini, Joe Barone, Nardella, Fossi, i tifosi stessi. Vogliono tutti lui, l’unico che può davvero dettare la linea una volta per tutte. “Tornerà presto”, dice Joe Barone, il fido braccio destro che non fa passare un solo giorno senza mettere pressione alla politica sulla vicenda stadio. Se le regole internazionali resteranno queste, per tutto giugno sarà impossibile prendere un volo da New York verso l’Italia, allo stesso tempo però luglio potrebbe diventare il mese giusto per ritrovare Commisso vicino alla squadra. Per raccontarlo a Campi o a Palazzo Vecchio a discutere col sindaco. Le date, come detto, sono ancora incerte, ma la road map è quella: fast, fast, fast. D’altra parte, non c’è tempo da perdere. Il campionato incombe e i rischi sono alti, come hanno fatto ampiamente capire le partite di coppa Italia giocate in questi giorni. 

La Fiorentina, come tutte le altre, si troverà a giocare di continuo dopo mesi di immobilismo forzato, senza poter riprendere fiato e con la necessità di partire forte per chiudere prima possibile il discorso salvezza. Juve-Milan ha dimostrato che le incognite sono mille: la partita dello Stadium di fatto è durata mezz’ora. Poi, più nessuno aveva le forze per fare quello che aveva in testa. Un po’ meglio è andata al San Paolo ieri sera, dove comunque sono serviti i sali minerali per permettere ai 22 in campo di finire la partita. I tre mesi senza calcio pesano come un macigno, i pronostici rischiano di saltare in aria. Ecco perché in casa viola c’è bisogno di far salire la tensione e iniziare seriamente a pensare al calcio giocato. Commisso lo sa e anche per questo avrebbe una voglia matta di dare il suo contributo. Iachini nel frattempo sta mettendo benzina nel serbatoio: allenamenti di oltre due ore, sedute di atletica e partitelle sempre più serrate. Via via che si avvicinerà la partita col Brescia, i carichi si allenteranno un po’. Come detto, c’è bisogno di una Fiorentina brillante fin da subito, anche e soprattutto per approfittare di un Brescia a pezzi (ultimo e senza Balotelli, Cistana e Chancellor, ovvero il capitano e i due centrali titolari) e allungare subito in classifica. 

Come noto poi, nell’agenda viola è prioritario il tema stadio. Su Campi la Fiorentina fa sul serio. “E’ un’ipotesi reale”, dice ancora Barone, che nel frattempo si è fatto fotografare con il sindaco Fossi e sta preparando la cosiddetta manifestazione d’interesse, ovvero l’atto formale che darebbe il via all’iter burocratico per costruire la nuova casa viola. La pressione insomma è tutta su Nardella, ma la strada resta in salita e i motivi sono chiari: a Campi vanno cambiati tutti gli strumenti urbanistici, il piano della Regione e quello della Città Metropolitana, va capito come risolvere il problema viabilità e va fatto un piano costi che metta insieme tutto questo. E’ un progetto enorme, bellissimo, ma allo stesso tempo tutt’altro che facile da realizzare. Non a caso Rocco non ha chiuso la porta a Nardella e a quello che sarà il decreto facilitazioni di Conte. A fine mese comunque sapremo, giusto in tempo per mettere le carte sul tavolo di Rocco, dargli modo di scegliere e di imbarcarsi per il primo aereo verso Firenze. Sul Franchi i vincoli ci sono e resteranno, resta solo da capire se con la nuova legge del governo saranno tali e quali, o se, come vorrebbe Nardella, permetteranno al Comune e alla Fiorentina di ripensare a un progetto che accontenti tutti. Tra mille dubbi, una cosa è certa: una via libera e veloce che porta al nuovo stadio non esiste. Personalmente credo poco a ipotesi come il Ridolfi e ancora meno credo alle Cascine, il polmone verde di Firenze, anch’esso tutelato e dove costruire è praticamente impossibile. I tifosi, come Rocco, non mollano e mentre i gruppi Facebook che vogliono lo stadio a Campi crescono a vista d’occhio, Accvc e Atf stanno pensando ad altre forme di protesta. Ma questo è solo un bene: tenere l’attenzione alta aumenta le polemiche, ma aiuta anche ad arrivare a una conclusione di una vicenda di cui si discute da decenni. Intanto però occhio al campo. Tra otto giorni si ricomincia. E la Fiorentina deve farlo vincendo.