TURBO CHIESA, IL RAGAZZO VOLA. IL SINONIMO DI MURIEL E’ QUALITA’. VIOLA, LUCI E TROPPE OMBRE. LA COPPA ITALIA VALE TUTTO. MERCATO: SE CI FOSSE DIAWARA…

28.01.2019 00:00 di Mario Tenerani  articolo letto 12809 volte
TURBO CHIESA, IL RAGAZZO VOLA. IL SINONIMO DI MURIEL E’ QUALITA’. VIOLA, LUCI E TROPPE OMBRE. LA COPPA ITALIA VALE TUTTO. MERCATO: SE CI FOSSE DIAWARA…

Chiudiamo subito il discorso: lo dice anche la Costituzione, questa è una repubblica fondata sul lavoro…e sul risultato. In Italia conta solo quello, prendiamolo e andiamo a casa. La vittoria è arrivata, i punti sono 30, pensiamo alla Coppa Italia. Ma purtroppo c’è anche altro: a Verona abbiamo assistito al Festival degli errori, su ambo i fronti. A preoccuparci, però, sono quelli della Fiorentina. Accanto a questi ci sono pure i lampi di classe che non possono lasciarci insensibili: Chiesa e Muriel non sono calciatori comuni. Il primo è destinato, se non mollerà di un centimetro, a fabbricare una grande carriera. Già oggi sembra una clamorosa ingiustizia vederlo fuori dall’Europa. Il secondo era destinato a farla, si era un po’ fermato, ma adesso ha tutta l’intenzione di riprendersi con gli interessi il patrimonio disperso. 

“CHIEMU”, la ditta offensiva dei viola. Chiesa e Muriel sono soci nel calcio perché parlano la stessa lingua. Il colombiano segna, ma arretra anche, pulisce i palloni, li porge con fare raffinato a Chiesa che invece allunga e punta finalmente la porta come deve. Forse non è un caso che 10 contro 11 la Fiorentina abbia giocato meglio, omaggiando così la memoria del Barone, Nils Liedholm, latore della teoria secondo la quale con l’uomo in meno la manovra ne guadagna. I viola sono andati in contropiede esaltando le doti dei due velocisti di cachemere. Quanto è bello il calcio offensivo, quello che detta l’agenda della partita agli avversari. Ma anche il contropiede ha un proprio valore, specialmente in Italia, la sua patria da sempre. Pioli, allenatore flessibile e non talebano, potrebbe fare un ragionamento su questo modulo. Sposando questa idea così vintage - pensiamo al Trap, formidabile interprete di questa tattica - la Fiorentina nelle ultime 17 partite potrebbe trovare la via giusta, trasformando il gioco in una fionda capace di lanciare nella prateria Chiesa e Muriel. Purtroppo al momento Simeone sembra essere un corpo avulso dal resto del reparto. Quando è uscito, a causa dell’espulsione di Benassi, Chiesa e Muriel sono stati più vicini e nel valzer dei movimenti sono stati perfetti. Chiesa ha cominciato a segnare, quando scappa non lo prendono mai. La Fiesole “viaggiante” - anche ieri erano quasi mille e hanno tifato senza risparmiarsi - ha intonato due cori per Federico, “Chiesa gol” e “il ragazzo gioca bene”. E’ stato emozionante ascoltare quelle voci. Federico ha piazzato 4 gol nelle ultime 2 gare, così ci siamo. Muriel è sinonimo di qualità: ha messo dentro 3 reti in 2 partite, poi ha colpito un palo e ha fallito a inizio ripresa una bella chance. 

Ora le ombre di una Fiorentina ad intermittenza. Non è possibile contro l’ultima in classifica, seppur animata da un grande spirito, soffrire così tanto e sbagliare di più. Non è neanche possibile giocare in 10 per 3 partite nelle ultime 4 (compresa la Coppa Italia). Non è possibile poi beccare 6 gol in 2 gare dopo che nel girone di andata la difesa è stata tra il terzo e il quarto posto della classifica. Di contro ha iniziato a macinare numeri l’attacco con 7 centri in 2 partite. Non è possibile immaginare di andare in Europa giocando sulle montagne russe dell’incertezza. La Fiorentina è una squadra per cuori forti perché il risultato è sempre in bilico. Pioli e i viola devono trovare un loro equilibrio. Serve una maggiore personalità per controllare le gare. 

A Verona sono stati un disastro l’arbitro Chiffi e Serra al Var: hanno sbagliato a favore e sfavore della Fiorentina, confusione totale in campo. C’era forse il rigore di Pezzella su Pellissier, inesistente il fallo di mano di Gerson per il rigore neutralizzato da Lafont.  

Intanto mancano 30 punti all’obiettivo e vanno trovati nelle prossime 17 partite. In questo modo sarà un’impresa farli. Il problema investe anche alcuni singoli che stanno attraversando un periodo di scarsa forma: Pezzella e Hugo ad esempio. Così come Milenkovic la settimana prima. Sono colonne della Fiorentina che adesso non sono al massimo. Hancko ha fatto una gara sufficiente con un assist per Muriel e qualche errore. Norgaard in mezzo al campo poteva fare di più e Benassi, che comunque ha segnato il settimo gol stagionale, appare più opaco del solito.  

Gerson, invece, stavolta ci ha convinti: buona prestazione e ottimo assist per Chiesa. Così come Dabo, anche lui un passaggio vincente per Federico. I cambi di Pioli sono stati corretti. Lafont è stato il paradigma della prova viola tra ombre - il passaggio a Giaccherini è stato un errore inspiegabile - e luci, come la parata sul secondo rigore di Pellissier.

Tra poche ore arriva la Roma al Franchi per un quarto di finale “secco” di Coppa Italia. I giallorossi si sono fatti risucchiare dall’Atalanta in rimonta di 3 gol. I nerazzurri hanno addirittura rischiato di vincere nel finale. La Roma, seppur più forte dei viola, ha un profilo simile alla Fiorentina: e’ un’altra squadra capace di tutto nei 90 più recupero di una sfida. La Roma è perforabile e battibile, basta volerlo. Basta considerare la Coppa Italia un obiettivo straordinario e non come in passato quando tante volte, troppe, è stato sottovalutato. La speranza, nonostante l’orario non semplice (si gioca alle 18,15) è quella di vedere un Franchi viola, convinto di potercela fare. E’ una grande occasione per la Fiorentina, deve rischiare tutto perché la Coppa vale tutto. 

Infine il mercato: non crediamo che sia chiuso. La società ha abbassato i fari per cercare di pescare qualcosa di buono, efficace e pronto all’uso. E se davvero alla fine fosse Diawara? Sarebbe fantastico. Un segnale deciso per la strada futura, ma partendo dal presente.