SVEGLIATI FIORENTINA, ORA STAI SCHERZANDO COL FUOCO. TIFOSI PRONTI ALL’ESODO, IL BRACCIO DI FERRO CON DELLA VALLE PUÒ ASPETTARE. DE LAURENTIIS E L’ASSIST A DIEGO, MA NARDELLA ALZA IL TIRO

15.05.2019 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
SVEGLIATI FIORENTINA, ORA STAI SCHERZANDO COL FUOCO. TIFOSI PRONTI ALL’ESODO, IL BRACCIO DI FERRO CON DELLA VALLE PUÒ ASPETTARE. DE LAURENTIIS E L’ASSIST A DIEGO, MA NARDELLA ALZA IL TIRO

Svegliati Fiorentina, la B non è più solo uno spauracchio lontano, ormai, purtroppo, è una possibilità nemmeno troppo remota. Non c’è più tempo per trovare alibi, per nascondersi dietro la contestazione e al clima che non aiuta. Ora conta solo tornare a far punti, scuotersi da questo torpore e giocare (almeno) con lo spirito messo in campo nel secondo tempo contro il Milan. Svegliati Fiorentina, o sarà troppo tardi. 

Tra i tifosi monta ancora la rabbia, ma adesso sono in tanti a fare i conti: dopo aver invano tifato Samp domenica, anche lunedì è arrivata un’altra brutta notizia. Il Bologna, maltrattando il Parma, ha condannato i gialloblu (un tempo sorpresa del campionato e ora seri candidata alla retrocessione) a giocare la partita della vita proprio contro Montella. Parma-Fiorentina dunque sarà una specie di derby degli involuti, una partita senza ritorno, nella quale chi sbaglierà si ritroverà a un passo dal baratro, costretto ad attendere l’ultimissima giornata per evitare il peggio. Basterà sentire i brividi di paura lungo la schiena per scuotere la smunta viola? La voglia di tutti naturalmente sarebbe rispondere sì, ma il timore adesso è un sentimento con cui convivere. Come nel 2012, quando i cazzotti di Delio fecero crollare il già fragile castello viola, o come nel ’93, uno degli anni più tristi della lunga storia viola, quando una squadra costruita per sognare crollò in B senza neppure rendersi conto cosa stesse realmente accadendo. 

Tutto questo, chi ha davvero a cuore la Fiorentina l’ha capito eccome e infatti, dopo la feroce contestazione e la reazione rabbiosa alle parole di Diego, è pronto a tendere la mano. Domenica saranno migliaia i tifosi viola che tiferanno al Tardini: oggi partirà la prevendita, ma tra pullman e auto private, non è difficile immaginare un’autentica carovana. Negli anni belli, Parma significava la finale di coppa, il sogno che si realizzava. Oggi la realtà è ben diversa, ma la serie A adesso è più importante di tutto. Più delle nubi addensate sul futuro, più delle incomprensioni con Della Valle o la delusione per le prestazioni di una squadra letteralmente in ginocchio. Pezzella, da buon capitano, farà di tutto per esserci, il Parma non avrà Rigoni e Bruno Alves (un condottiero), ma avrà uno stadio intero dalla sua e l’adrenalina di chi sente l’acqua alla gola. Quell’adrenalina dovrà averla anche la Fiorentina, altrimenti saranno guai. Calendario alla mano infatti, l’Udinese avrà Spal e Cagliari: ha un calendario facile, può salvarsi senza troppi patemi. Il Bologna è in forma e sembra fuori dai giochi, idem il Cagliari. Resta il Genoa di Prandelli e, naturalmente, l’Empoli: sono loro le principali indiziate per quel maledetto posto in B, sono loro che andranno in qualche modo tenute a distanza. Fallire a Parma però vorrebbe dire ritrovarsi a giocare uno scontro fratricida con Prandelli: un rischio enorme da evitare assolutamente e scongiurabile anche attraverso le mancate vittorie azzurre. Se il Toro (in forma e lanciato verso l’Europa) prenderà punti al Castellani, sarà fatta. Montella salverà lo scalpo e Firenze, prima di rialzare la voce, tirerà un sospiro di sollievo. Intanto però ognuno dovrà fare la propria parte: guai insomma limitarsi a tifare Toro, in ballo c’è qualcosa di molto, troppo importante per perdersi in polemiche o replicare prestazioni indecorose come quelle degli ultimi tempi. E allora svegliati Fiorentina, perché stai davvero rischiando col fuoco.

Ps: Alle frecce avvelenate di Diego, ieri si è aggiunto l’attacco di De Laurentiis: “Nardella è un deficiente totale, la legge sugli stadi (scritta anche da Nardella nel 2013, ma poi modificata dal governo Gentiloni 4 anni dopo, ndr) non funziona”. Parole al fiele che arrivano da un amico storico dei Della Valle e in un momento in cui il sindaco si gioca la conferma a Palazzo Vecchio. Si annunciano querele, la storia della Cittadella si sta trasformando in una resa dei conti.