STIAMO CALMI, SE POSSIAMO. NIENTE DI NUOVO: VIOLA, PER SALVEZZA BASTA UN PUNTO A PARTITA. A MARZO UN NUOVO ACQUISTO: RIBERY… SE A QUESTA SQUADRA MANCA IL FRASEGGIO FORSE VA RECUPERATO BADELJ

10.02.2020 00:00 di Mario Tenerani   Vedi letture
© foto di Giacomo Falsini
STIAMO CALMI, SE POSSIAMO. NIENTE DI NUOVO: VIOLA, PER SALVEZZA BASTA UN PUNTO A PARTITA. A MARZO UN NUOVO ACQUISTO: RIBERY… SE A QUESTA SQUADRA MANCA IL FRASEGGIO FORSE VA RECUPERATO BADELJ

Il panico (ri)corre sul filo. La classifica fa di nuovo paura perché in due turni il Genoa ha rosicchiato 4 dei 10 punti di svantaggio dalla Fiorentina. Invece è proprio adesso che è necessario mantenere la calma, se è possibile. Tutti insieme. Anche perché se riflettiamo per un istante cosa è cambiato rispetto a qualche settimana fa? La missione era la salvezza, su modalità lotta per non retrocedere. Concetto che avrebbe dovuto essere chiaro a tutti, a cominciare dalla società. 

Il problema, semmai, era per chi pensava che il Milan fosse più vicino del Genoa, quindi di conseguenza Fiorentina improvvisamente lanciata verso l’Europa. L’ottimismo è il sale della vita, come diceva quel tale, ma nel calcio è meglio alimentarsi di un sano realismo. Iachini, infatti, non è stato chiamato a Firenze per un capriccio di un presidente, né tantomeno per tornare in Europa. La sua chiamata è avvenuta all’insegna dell’emergenza perché i viola di Montella erano scivolati inesorabilmente a 3 punti dalla zona calda. Le cose andavano male, come negli ultimi due mesi del vecchio campionato. Qualcosa ha insegnato quel finale di stagione oppure no? 

Quando costrinsero Pioli alle dimissioni - con un’azione di puro anti-calcio - e arrivò Montella, il nuovo mantra divenne: “Tanto ci rifaremo alla prossima partita”. Le gare passavano e le sconfitte aumentavano, tanto che se non ci fosse stata la convergenza positiva di interessi col Genoa, nella trentottesima giornata, oggi saremmo forse a commentare un’altra categoria. 

Questa stagione è partita in modo diverso, con l’entusiasmo di Rocco Commisso e la determinazione a cambiar pagina. Tutto è stato fatto in fretta, gli errori sono comprensibili e comunque prodotti in buona fede. Il mercato di gennaio ha cercato di porre rimedio, forse più per la prospettiva che per l’attualità, e nel frattempo Iachini ha cominciato a tessere la propria tela. Ma l’obiettivo non è mai cambiato: traguardo salvezza con 40 punti da fare il prima possibile. Poi spazio ad esperimenti e un po’ di divertimento, magari con una Fiorentina fantasia in attacco. Ma fino a quel momento di sicurezza, nessuna deroga alla distrazione. 

Per questo sarebbe opportuno non abbandonarsi al “tafazzismo” più bieco disegnando scenari terrorizzanti: la  Fiorentina è in piena corsa per il proprio obiettivo e da domenica prossima tornerà a giocare il proprio campionato. Le sfide con Juventus e Atalanta, salvo miracoli, erano sfide impossibili. Così come il miraggio del passaggio del turo a San Siro contro l’Inter. In 10 giorni la Fiorentina ha attraversato le imboscate di un trittico terribile. Siamo franchi: davvero in tanti pensavano di poter fare punti in questi confronti? 

A Genova, contro al Samp di Ranieri a soli 2 punti dalla Fiorentina, sarà partita vera. Quella sì. Da dentro o fuori. Impegno da non sbagliare. I viola avranno due risultati su tre a disposizione anche perché all’andata vinsero a Firenze (2-1 gol di Pezzella e Chiesa). Mancano 15 turni al termine con 45 punti in palio: ne bastano 15 per salvarsi, uno a partita. Impresa possibile, ci mancherebbe, a patto che il già citato “tafazzismo” non prenda il sopravvento. Bravo Pradè nel post Atalanta quando ha invitato a guardarsi alle spalle. Non una minaccia, ma un invito ad essere molto pragmatici. 

Sono ricominciate le discussioni su Iachini, reo di essere troppo difensivista. Beppe di sicuro non è un discepolo di Zeman, ma proprio perché è abituato alla lotta per non retrocedere e avendo capito fin da subito quante criticità avesse questa squadra, ha sistemato la fase difensiva chiudendosi per poi ripartire in contropiede. Anche contro l’Atalanta, per altro  macchina infernale da gol - i nerazzurri ne hanno fatti 61 in 23 partite, miglior attacco del campionato - la Fiorentina non ha concesso così tante occasioni. Col contagocce anche a Milano e Torino. La strada è giusta. Certo, bisogna anche far gol e qui torniamo ad un problema endemico della Fiorentina: i dirigenti pensavano di averlo risolto con l’arrivo di Cutrone a gennaio, ma l’ex milanista avendo giocato pochissimo tra agosto e dicembre, è ancora un po’ arrugginito. Pensiamo e speriamo che tra poco si possa sbloccare. Comunque, il nodo da sciogliere è l’attacco, non la difesa intesa come fase difensiva. 

Iachini si è lamentato giustamente delle troppe palle perse in uscita, degli errori banali nello scarico del pallone, di reparti che devono legarsi col gioco e che invece con l’Atalanta hanno fatto una fatica immane. Forse sarebbe il caso di recuperare definitivamente Badelj: Milan è il miglior pensatore del gruppo viola. Pulgar non brilla e non ha la pulizia in regia di Badelj, mentre Castrovilli è bravissimo a strappare, ricamando giocate verso la porta avversaria. 

Badelj è stato purtroppo fino ad ora uno dei flop del mercato estivo, ma poiché a Firenze abbiamo visto in passato un calciatore sublime, non sarebbe male provare a rilanciarlo.  Quando critichiamo al Fiorentina troppo spesso dimentichiamo che questo gruppo è stato orfano per mesi del suo miglior calciatore: Ribery. Quando il francese è stato in campo, abbiamo sempre visto cose positive. La sua presenza è decisiva anche per la scossa che riesce a dare ai compagni. Il conto alla rovescia è cominciato: ad inizio marzo potrebbe tornare. Siamo consapevoli che la sua condizione non potrà essere ottimale, ma per Iachini già vederlo in campo sarà un bel film. Frank sarà il nuovo acquisto di fine inverno…