STAVOLTA HA VINTO GOLIA, A DAVIDE È MANCATO IL COLTELLO TRA I DENTI. IL VIOLA PARK E LA CLASSIFICA TRABALLANTE: LA DIFFERENZA TRA LA MANO DESTRA E LA SINISTRA. IL PRESENTE È PANE DURO, MA IL FUTURO POTRÀ ESSERE MOLTO DIVERSO

07.02.2021 11:05 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
STAVOLTA HA VINTO GOLIA, A DAVIDE È MANCATO IL COLTELLO TRA I DENTI. IL VIOLA PARK E LA CLASSIFICA TRABALLANTE: LA DIFFERENZA TRA LA MANO DESTRA E LA SINISTRA. IL PRESENTE È PANE DURO, MA IL FUTURO POTRÀ ESSERE MOLTO DIVERSO

Ci consoliamo col Viola Park, con quello che, grazie ai soldi di Commisso, potrà diventare la Fiorentina. Il presente infatti è ancora mesto, fatto di una classifica grigia e incerta e di partite come quelle di venerdì, dove una grande squadra costruita per vincere come l’Inter, passeggia su un campo che storicamente gli è sempre stato indigesto. La contesa del Franchi è rimasta tale solo fino alla traversa di Bonaventura e la susseguente parata di Handanovic su Biraghi. Per il resto, il dominio nerazzurro è stato talmente netto da non lasciare dubbi. Senza quattro titolari, tra cui la sua stella Ribery, il Davide viola si è inginocchiato a Golia quasi senza lottare. L’atteggiamento del secondo tempo infatti è lo specchio di come la Fiorentina si sia lasciata inghiottire dal colosso nerazzurro, di come le truppe viola abbiano issato bandiera bianca quando ancora mancava un’eternità al fischio finale. Se c’è una cosa su cui protestare, è proprio questa: ogni partita va giocata col coltello tra i denti, soprattutto se ancora si è a caccia di punti per salvarsi. Il calcio è strano, le partite cambiano di continuo e anche contro un'Inter del genere, un gol segnato avrebbe potuto rimescolare le carte. Invece dopo lo 0-2 nessuno ci ha creduto più e questo Prandelli farà bene a sottolinearlo nel chiuso dello spogliatoio. Alle porte infatti ci sono tre scontri diretti (con Samp, Spezia e Udinese), in cui sarà vietato fallire, sia dal punto di vista dell’atteggiamento che, soprattutto, del risultato. 

Da salvare c’è la prestazione di Martinez Quarta, sempre più a suo agio nella difesa viola, tra marcature arcigne e quelle uscite palla al piede che lo fanno diventare attaccante aggiunto in contropiede. L’argentino ha personalità e piedi buoni e già adesso può essere considerato un punto fermo della Fiorentina che verrà. Bene ancora una volta anche Bonaventura e naturalmente saracinesca Dragowski (anche nel suo caso sarà bene affrettarsi col rinnovo, perché già diversi club gli hanno messo gli occhi addosso), mentre Vlahovic, orfano di Franck, non è mai riuscito a rendersi pericoloso, così come Kouame, sempre più sperduto alla ricerca di sé stesso. Di certo però giocare con Borja seconda punta, non aiuta Dusan: a Prandelli dunque, quando ancora mancherà FR7, il compito di inventarsi qualcosa per aumentare il tasso di pericolosità di un attacco che ancora oggi resta desolatamente il penultimo della serie A. Vedere Callejon ancora in panchina per esempio fa pensare, anche e soprattutto perché la Fiorentina non ha voluto cederlo a gennaio: logico dunque aspettarsi dall’allenatore un’idea che almeno ogni tanto, scompagini il solito 3-5-2 per liberare sulla fascia lo spagnolo. 

Detto questo comunque, non sempre troveremo l’Inter dall’altra parte. Domenica per altro Prandelli riavrà Castro, Milenkovic e lo stesso Franck, anche ieri a lavoro per provare a superare anche il guaio all’adduttore. Come detto, ci aspettano tre battaglie: la classifica, con la rimonta del Toro a Bergamo e le vittorie dello Spezia e del sorprendente Genoa (17 punti nelle ultime 8 partite, come l’Inter), è di nuovo peggiorata. Il vantaggio (+7 in attesa delle partite di Cagliari e Parma) è ancora rassicurante, ma come dice Prandelli basta poco per tornare a rischio. Voltare pagina e ricominciare a lottare su ogni pallone. Il presente è pane duro, il futuro, con un centro sportivo all’avanguardia e (speriamo) qualche altro buon giocatore in rosa, confidiamo possa essere molto diverso. Di certo per adesso, per usare una metafora cara a Commisso, la mano destra funziona molto meglio della tremolante sinistra. Se la Fiorentina viaggia fast sul centro sportivo ed è pronta a mille battaglie sullo stadio, in campo continua a balbettare e incassare sconfitte. Una lacuna evidente che dovrà essere colmata con una programmazione da definire prima possibile. Cos’è Rocco però lo si è visto venerdì mattina, mentre piantava il primo albero del Viola Park. Per la prima volta nella sua storia, la Fiorentina si godrà una casa tutta viola. Vederla crescere sarà bellissimo, vederla lanciare talenti ancora di più.