STADIO, COL NUOVO GOVERNO POTREBBERO ALLUNGARSI I TEMPI

10.08.2022 11:04 di Donato Mongatti   vedi letture
STADIO, COL NUOVO GOVERNO POTREBBERO ALLUNGARSI I TEMPI

Con la caduta del Governo Draghi e le elezioni del prossimo 25 settembre il nuovo quadro politico potrebbe essere un ostacolo per l'iter che porterà alla ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi di Firenze.

Se l'esecutivo presieduto dall'ex Presidente della BCE fosse arrivato alla scadenza naturale saremmo andati a votare nella primavera del 2023 e perciò il Ministero della Cultura (MiC) sarebbe stato chiamato ad esprimersi sul progetto definitivo e la tutela del monumento progettato da Nervi che, verosimilmente, sarà consegnato al Comune di Firenze ad inizio 2023.

Le elezioni che si terranno il prossimo autunno esprimeranno nuove figure ai vertici dell'Istituzione e pertanto il confronto che fino ad oggi ha avuto un certo percorso, è destinato a cambiare. La strada sarà più agevole o più impervia? Solo i fatti lo riveleranno, a prescindere da quali saranno le forze vincitrici.

Il teatrino al quale stiamo assistendo alimenta il forte sospetto che per interessi di parte, che niente hanno a che vedere con quelli di una città, la strumentalizzazione della questione stadio possa diventare una carta da giocarsi anche in vista delle elezioni Amministrative della primavera del 2024.

Parliamoci chiaro, non è a rischio la ristrutturazione dello stadio – l'opera è già interamente finanziata con i fondi PNRR e PNC-PNRR e l'Europa recentemente ha spronato l'Italia a sfruttare queste risorse – ma i tempi potrebbero dilatarsi. Il Sindaco di Firenze, da mesi, ribadisce come un mantra che la procedura autorizzativa, pena la perdita dei finanziamenti, deve concludersi entro il 2023 ed i lavori devono terminare entro il 2026, ma l'elenco delle opere iniziate e ultimate in ritardo senza perdere i fondi stanziati è infinito.

La campagna elettorale (da parte di tutti gli schieramenti) è tutt'altro che incoraggiante e qualunque sia l'esito del voto, visti i precedenti, c'è da aspettarsi di tutto. Alleanze a destra e a sinistra, con idee eterogenee su temi fondamentali e compromessi volti principalmente ai fini del successo, prefigurano una maggioranza che, come da tradizione decennale, difficilmente resterà la stessa fino al termine del mandato.

Giusto la scorsa settimana il Presidente della Regione Toscana ha organizzato un incontro nei pressi della bocca d'ingresso del futuro tunnel dell'Alta Velocità ferroviaria, per ribadire la necessità di concludere l'opera avviando gli scavi che da Campo di Marte arriveranno alla stazione Foster. A prescindere dall'essere pro-TAV o no-Tav, l'appello è per concludere un progetto che è stato disegnato 20 anni fa entro il 2028. Scapperebbe da ridere, ma a pensarci meglio viene da piangere se si ricorda che il termine dei lavori, come indicato in un pregevole documento della Regione di inizio anni 2000, prevedesse il completamento delle opere nel 2012.

Infine, dopo questo fiume di pessimismo, un rivolo di ottimismo. Circa un anno fa un sondaggio commissionato da “Punto su Firenze”, per capire le priorità dei fiorentini sul fronte delle opere pubbliche, vedeva il tema dello stadio all'ultimo posto tra le scelte dei cittadini. Stesso esito per un'altra indagine del 2019 commissionata da un altro soggetto.

Qualora qualche opportunista pensasse di trarre beneficio ostacolando la ristrutturazione del Franchi, sondaggi alla mano, farebbe meglio a scegliere un altro obiettivo.