STADIO, CHIACCHIERE INUTILI SENZA IL PROGETTO DEFINITIVO

23.03.2022 11:10 di Donato Mongatti   vedi letture
STADIO, CHIACCHIERE INUTILI SENZA IL PROGETTO DEFINITIVO

Discutere senza reali basi d'appoggio, dopo il successo dello studio Arup nel concorso per la ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi di Firenze e la riqualificazione dell'area limitrofa all'impianto, è diventato uno sport assai praticato.

La pletora di sedicenti architetti, ingegneri ed urbanisti, dopo aver rotto gli indugi sulla copertura degli spalti, adesso si concentra sulla fruibilità del nuovo impianto. Dubbi ed interrogativi sono legittimi, ma sarebbe opportuno manifestarli a tempo debito, poiché adesso l'idea di Arup è ben lontana dal cosiddetto “progetto definitivo”.

È bene ricordare che il concorso internazionale bandito dal Comune di Firenze, tra l'altro, prescriveva ai concorrenti di “Progettare l’intervento di recupero in modo che l’impianto sportivo risulti adeguato agli standard UEFA almeno di categoria 4”, conforme agli standard UEFA EURO 2024 (ovvero quei parametri richiesti agli impianti sportivi della Germania che nel 2024 ospiteranno i prossimi Campionati Europei di calcio). Inoltre la documentazione del concorso sottolinea che “Nel momento in cui viene pubblicato il presente bando non sono ancora stati resi pubblici i requisiti infrastrutturali per ospitare le gare degli Europei UEFA 2028. [...]. È inteso che se la pubblicazione dei nuovi requisiti avverrà in una fase precedente alla consegna degli elaborati finali, questi ultimi sostituiranno quelli qui dettagliati”. Tradotto: se durante le fasi di progettazione saranno pubblicati nuovi standard (che verosimilmente andranno a migliorare ulteriormente l'esperienza del pubblico) ci si dovrà adeguare.

In questi giorni, Palazzo Vecchio sta verificando il possesso dei requisiti degli studi finalisti del concorso, per poi procedere alla pubblicazione del provvedimento di approvazione della graduatoria. La classifica provvisoria vede 1° David Hirsch /Arup con 67,56 punti, 2° Vincenzo Corvino/ Corvino+Multari con 46,61, 3° Lucia Celle / Ipostudio con 39,17. Due degli 8 finalisti sono stati esclusi per violazione dell'anonimato, mentre i concorrenti dal 4° al 6° posto non sono stati inseriti in graduatoria “avendo ottenuto un punteggio inferiore alla soglia di sbarramento”.

Al netto di sorprese e dello stravolgimento della classifica provvisoria, cosa prevede la soluzione di Arup indicata nei documenti ad oggi consegnati per la ristrutturazione dello stadio Franchi?

Oltre alla tanto discussa copertura, la nuova veste dello stadio prevede una capienza netta di 40.520 posti, dai quali la visibilità degli spettatori avrà una qualità che andrà da un livello considerato accettabile (C-value 90mm) a ben oltre il livello ideale (C-value 120mm). Nessun posto a sedere sarà ad una distanza maggiore di 190 metri dalla bandierina d'angolo più lontana (allo stato attuale il Franchi ha delle zone dove il pubblico siede oltre). 28 skybox sospesi tra l'attuale Maratona e la futura copertura si sommeranno ai 23 riqualificati della Tribuna, andando a completare l'offerta per il pubblico (oltre a punti di ristoro, aree lounge, nursery, servizi igienici, polo museale, auditorium e parcheggio interrato da 300 posti auto).

Il terreno, oltre ad un campo da calcio regolamentare, avrà una dimensione tale da poter “consentire lo svolgimento di manifestazioni internazionali di rugby” (125 x 85 metri).

Queste soluzioni saranno approfondite nel “progetto di fattibilità tecnica ed economica” che il vincitore è tenuto a consegnare al Comune entro 60 giorni dalla comunicazione dell'esito del concorso. Sulla base degli elaborati inizierà l'iter burocratico per acquisire i pareri di massima e le indicazioni per elaborare il “progetto definitivo” che svilupperà le soluzioni ideate. È chiaro, ad esempio, che i 30 centimetri di camminamento lungo le sedute della Maratona sono uno dei problemi da risolvere, ma solo col progetto definitivo le discussioni, che animano questa città ed i tifosi della Fiorentina, potranno basarsi su qualcosa di concreto.