SICUREZZA ATTORNO AL FRANCHI, DUE SOLUZIONI PER L'IMPIANTO RISTRUTTURATO

03.08.2022 11:05 di Donato Mongatti   vedi letture
SICUREZZA ATTORNO AL FRANCHI, DUE SOLUZIONI PER L'IMPIANTO RISTRUTTURATO

Nel complesso sviluppo del progetto di ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi di Firenze e di riqualificazione dell'area limitrofa, è in corso un confronto con la Prefettura e la Questura sul tema della sicurezza. L'ordine pubblico e l'analisi del progetto sono stati dei temi oggetto della Conferenza dei servizi preliminare (l'insieme dei soggetti coinvolti direttamente o indirettamente in un progetto che devono esprimere pareri, raccomandazioni e prescrizioni).

Per garantire la sicurezza durante le partite, oltre all'installazione degli ormai collaudati tornelli per entrare dentro l'impianto solo se in possesso dei titoli di accesso, l'idea di Arup (la società di progettazione che si è aggiudicata il concorso bandito dal Comune di Firenze per ridare nuova vita all'impianto dove si svolgono gli incontri della Fiorentina), sarebbe quella di proporre due soluzioni distinte, da adottare a seconda delle partite a “basso” o a “medio” rischio.

In particolare nell'area riservata al settore ospiti si prevedono due configurazioni, col fine di rendere il meno impattante possibile la zona di prefiltraggio dei tifosi della squadra avversaria dei viola, favorendo la qualità urbana della zona di viale Paoli. Per le partite a “basso rischio” si vorrebbe consentire ai pullman di scaricare i tifosi ospiti direttamente davanti all'ingresso del settore a loro riservato (per poi andare a sostare in un parcheggio satellite); mentre per gli incontri a “medio rischio” i pullman si fermerebbero in un parcheggio a sud del viale Paoli.

Queste soluzioni, come detto, vanno stabilite con le Forze dell'Ordine, in base alle norme vigenti e in accordo con le disposizioni delle competenti autorità locali. L'ubicazione dello stadio Franchi, con la sua prossimità alle abitazioni, necessita di particolari accorgimenti in materia di sicurezza. Ricordiamo, ad esempio, che l'area di massima sicurezza (quella zona compresa tra il perimetro interno della recinzione dell'impianto sportivo e la proiezione verticale a 45 gradi dalla copertura dello stadio al livello del suolo), è attualmente in deroga proprio a causa delle caratteristiche del sito. L'attuale sistema di recinzioni dell'area di prefiltraggio viene smontato solo parzialmente dopo le partite, restando in larga parte a far brutta mostra di sé da un anno ad un altro.

Qualora fosse realizzabile, la cosa migliore sarebbe garantire percorsi “protetti” solo per i tifosi ospiti, in maniera tale da poter godere di un sito il meno “ingabbiato” possibile nei “non match day”. Gli episodi di violenza (per fortuna rari) negli ultimi anni si sono verificati quasi esclusivamente lontano dall'impianto sportivo, che essendo sorvegliato da decine e decine di telecamere in alta definizione e presidiato dagli addetti alla sicurezza rende impossibile farla franca ai malintenzionati.

I tempi nei quali gli stadi erano delle specie di zone franche, dove era sostanzialmente possibile compiere qualsiasi violenza senza pagarne le conseguenze, fortunatamente, sono lontani. Uno stadio per definirsi moderno dovrebbe non prevedere la presenza di una serie di deterrenti che oggi appaiono superati, ma essere un luogo di incontro anziché di separazione.