SI PARLA (TROPPO) DI STADIO E DI MERCATO, MA QUI SERVONO PUNTI. E SERVONO SUBITO. LECCE E GENOA RIVOLUZIONANO LA CLASSIFICA: A MARASSI SARA’ UNO SCONTRO DIRETTO DA NON FALLIRE

16.02.2020 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
SI PARLA (TROPPO) DI STADIO E DI MERCATO, MA QUI SERVONO PUNTI. E SERVONO SUBITO. LECCE E GENOA RIVOLUZIONANO LA CLASSIFICA: A MARASSI SARA’ UNO SCONTRO DIRETTO DA NON FALLIRE

Ci si azzuffa sullo stadio, si parla tanto (forse troppo) di futuro, ma qui servono punti. E servono subito. La corsa di Lecce e Genoa rimescola le carte salvezza e ricaccia la Fiorentina nella zona rossa, con appena 3 punti di vantaggio sulla terzultima. Gli stessi che aveva Montella al momento dell’esonero. 

E dire che la vittoria di Napoli, un mese fa, sembrava aver fatto sbocciare la Viola e tolto Iachini dalle pastoie della classifica. Da lì in poi invece la Fiorentina ha frenato (un punto in tre partite, due delle quali contro Juve e Atalanta), mentre Liverani e Nicola hanno cominciato a correre, mettendo insieme due inattese vittorie di fila. Inattese anche e soprattutto per il club viola, che in questi giorni ha parlato e pensato allo stadio, a un bando che non piace e a fare appelli ai sindaci della città metropolitana. La costruzione di una nuova casa viola, sia ben chiaro, resta decisiva per i piani futuri della Fiorentina, ma allo stesso tempo non deve in alcun modo distogliere l’attenzione sul presente. Su un campionato ancora tutto da scrivere.

In coda adesso ci sono sei squadre in cinque punti: dal Toro al Genoa nessuno può dirsi tranquillo, mentre a Brescia e Spal servirebbe un miracolo sportivo per tornare in corsa. Niente panico comunque, perché la Fiorentina ha più qualità di molte delle rivali e tutte le carte in regola per tornare a metà classifica, ma sottovalutare una situazione del genere vorrebbe dire scherzare col fuoco. E rischiare di bruciarsi. Il Lecce infatti gioca e ha entusiasmo, mentre il Genoa ha trovato nel cambio di allenatore quella scossa molto simile al sussulto avuto dalla Fiorentina con l’arrivo di Beppe. 

A Marassi saranno brividi, chi perde tra viola e Samp si troverà nei guai. Vista la posta in palio, c’è da aspettarsi massima tensione, tanti falli e molta tattica. Per lo spettacolo dovremo aspettare tempi migliori, anche perché il Ferraris è famoso per avere un terreno di gioco “un po’ così” come cantava Paolo Conte, stretto e pieno di buche, tutt’altro che ideale per gente come Castrovilli. 

A dir la verità, la Samp di Ranieri non è un grande avversario. Ferrero ha messo in vendita il club da tempo e King Claudio sta facendo di necessità virtù. Quagliarella è il solito spauracchio, Ramirez è in forma, ma centrocampo e attacco onestamente sono inferiori a quelli viola. Imprecare sul mercato di Pradé troppo proiettato al futuro adesso non ha senso e appare anche sbagliato. Amrabat e Kouame restano colpi da applausi e non possono essere dimenticati solo perché la classifica è di colpo peggiorata. Oggi per altro torna Duncan tra i disponibili: ha gambe ed esperienza, non è un campione ma darà certamente una mano.

La Fiorentina però dovrà reagire da squadra, con la consapevolezza di essere padrona del suo destino, ma anche di essere davanti a una domenica da non fallire. Commisso sarà lì, a soffrire in tribuna. La sua settimana è stata una specie di vulcano: sul Var ha ottenuto (con grande merito) l’attenzione e la reazione della Figc, sullo stadio per il momento è rimbalzato su un muro di gomma. Prima di tornare in America però avrebbe soprattutto bisogno di muovere la classifica: prima di questo sabato rivoluzionario, un punto poteva accontentare tutti. Ora però si dovrà giocare per vincere. Senza la timidezza di domenica scorsa, ma semmai con la grinta e la forza dimostrate nelle prime uscite di Iachini. La tattica sarà sempre quella (Beppe è stato chiaro: la squadra non è pronta per osare con moduli più offensivi): compattezza e ripartenze, sperando che il genovese Chiesa sia in palla e che Vlahovic e Cutrone portino in dote quei gol che servono come il pane. Il futuro è adesso, perché solo a salvezza acquisita si potrà, finalmente, pensare a sognare in grande.