SI GIOCA O NO? ORA ROCCO È PESSIMISTA. IL TAGLIO DEGLI STIPENDI VIOLA NON AUTOMATICO. LA FIORENTINA STUDIA UN CALCIO NUOVO CON RIFORME E REGOLE MODERNE. I RINNOVI DI CHIESA E VLAHOVIC E IL MERCATO CONGELATI AL DOPO VIRUS

31.03.2020 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
SI GIOCA O NO? ORA ROCCO È PESSIMISTA. IL TAGLIO DEGLI STIPENDI VIOLA NON AUTOMATICO. LA FIORENTINA STUDIA UN CALCIO NUOVO CON RIFORME E REGOLE MODERNE. I RINNOVI DI CHIESA E VLAHOVIC E IL MERCATO CONGELATI AL DOPO VIRUS

Si riprende? Non si riprende? La stagione è finita qui?

A questi interrogativi sta cercando di dare una risposta il mondo del calcio, compreso Rocco Commisso che dagli Usa segue l’evolversi della situazione minuto per minuto. Le sue ultime sensazioni, frutto anche di contatti con colleghi presidenti e ambienti calcistici, non sono positive e il timore che la stagione possa anche non riprendere è sempre più forte. Del resto la situazione sanitaria è ancora grave, il contagio non è circoscritto, non è chiaro alla scienza l’evolversi della situazione e ogni giorno che passa si allontana il giorno del ritorno alla normalità per tutti, sport compreso. Ha senso riprendere a giugno (ammesso che sia possibile), intaccare luglio con 124 partite da giocare? Il campionato sarebbe comunque falsato dopo tre mesi di stop e una condizione atletica e psicologica completamente mutata. Si naviga a vista, il dibattito è aperto. La Fiorentina è avvantaggiata, può fare ragionamenti più semplici, non ha obiettivi da inseguire, se il campionato dovesse chiudere anzitempo il danno sarebbe economico, ma sotto l’aspetto sportivo la stagione anonima era e anonima resterà. Caso mai questa crisi mondiale che stravolge tutto, sta mettendo ancora di più a nudo i limiti strutturali del mondo del calcio. La situazione in Italia era già gravissima prima del Coronavirus, non facciamoci prendere in giro da Gravina, con esposizioni per oltre 2,5 miliardi di euro in serie A, segno di un movimento che vive al di sopra delle sue possibilità, non gestito in modo razionale e quindi economicamente molto vulnerabile. Cosa fare?

Questo è il grande tema che deve coinvolgere tutti anche se la Fiorentina fortunatamente sta meglio di tantissime altre, ha uno dei bilanci migliori, Rocco ha solidità patrimoniale e disponibilità a investire. E’ vero però che in un mondo nel quale il costo della forza lavoro (i giocatori) incide per il 70 per cento, deve essere chiaro che l’intervento da fare è proprio lì, ridimensionare gli stipendi di giocatori, dirigenti e allenatori.

Lo farà anche la Fiorentina? Commisso taglierà gli stipendi?

La Juventus ha fatto un accordo che porterà a 90 milioni di risparmio e il suo esempio è trainante, ma i numeri fra club sono troppo diversi. Se pensiamo che i 90 milioni risparmiati sono poco meno del bilancio dell’intera società viola, le dimensioni e le urgenze non vanno di pari passo. L’obiettivo di Rocco è quello di avere conti a posto, ovvio, gestirà la Fiorentina come le sue aziende, ma si vuol comunque lasciare maggiori margini di manovra proprio perché glielo consentono i paramenti dare-avere, non ha debiti con le banche e il fair play finanziario è rispettato. Tagliare gli stipendi potrebbe anche non essere la priorità, e poi Rocco ha sempre una attenzione particolare e grande rispetto verso i suoi dipendenti, grandi e piccoli che siano. Non ha ancora deciso se taglierà o meno, la discussione è a livello nazionale Lega-Aic e la Fiorentina valuterà, forse si adeguerà, ma la sensazione è che si possa anche andare avanti così.

Il problema della Fiorentina, caso mai, è aumentare il fatturato. Tagliare eventualmente gli stipendi non inciderebbe profondamente e anche il danno dagli eventuali mancati diritti Tv è relativo vista la ripartizione anomala attualmente in vigore che penalizza le società medio-alte come la Fiorentina.

I problemi del calcio sono strutturali e di questo Rocco era già ben consapevole prima del Coronavirus. Anche su questo si sta lavorando.

Il presidente è in continuo e costante contatto con il mondo Fiorentina e Firenze per parlare di tutte le problematiche. Non è a Firenze, ma mentalmente è come se ci fosse. Anche in mezzo al dramma Coronavirus che adesso scuote pure gli Usa, il suo pensiero è sempre alla Cosa Viola. Ogni giorno, più volte al giorno, parla, si confronta e discute con Joe Barone e suo figlio Joseph “prigionieri” a Firenze, e con Pradè bloccato a Roma. Ovvio che il tema delle ultime settimane era relativo al contagio che ha colpito anche la famiglia della Fiorentina, ma si stanno mettendo a fuoco anche molte altre tematiche da discutere quando sarà tornata la normalità. Rocco e Joe Barone si sono subito resi conto, da imprenditore l’uno e da manager l’altro, come le regole che guidano il calcio italiano siano vecchie e poco funzionali. Come la Lega sia un organismo superato e da cambiare profondamente. Dalla Legge sui diritti Tv al format della serie  A (troppe 18 squadre), la Lega sarebbe da rivoltare per dare equilibri diversi, maggiore possibilità di fare business tenendo bilanci in ordine, magari anche attraverso maggiore visibilità internazionale del prodotto calcio italiano per attingere risorse. In particolare Joe Barone, forte della sua esperienza negli sport americani, sta  cercando di coagulare altri che hanno idee innovative e passata questa crisi drammatica, avranno voglia di rilanciare. Come già detto, tutti gli stranieri, da Zhang a Saputo, ma anche il fondo Elliott, sono d’accordo e il nuovo proprietario della Roma Friedkin si accoderà di sicuro. Il problema giocare o non giocare di oggi, è perfino marginale, questa criticità deve essere osservata e analizzata globalmente per pensare a un futuro migliore.

Le società come azienda, è un ritornello che sentiamo da anni.

Il giusto mix fra business e passione popolare è un obiettivo di tanti.

Questa, finito il Coronavirus, sarà la volta buona? Speriamo.

Intanto Rocco e il suo team in queste settimane hanno lavorato sul come e cosa fare per preservare tutti gli altri giocatori dal contagio, come organizzare le giornate da casa, come prepararsi al futuro. Rocco ha voluto sapere sempre tutto di tutti, fortunatamente la situazione sta andando per il meglio, anche il dottor Pengue è stato dimesso. La Fiorentina ha pensato pure alla raccolta di fondi per gli ospedali di Careggi e Santa Maria Nuova e la risposta è straordinaria. Ampiamente superati i 700 mila euro, come auspicato ora l’obiettivo è raggiungere un milione di euro. E il Grande Cuore Viola ci può arrivare.

Come si vede fra la stretta drammatica attualità sanitaria, il pensiero alla salute di tutti e uno sguardo al futuro, Commisso non ha smesso di essere un vulcano.

E le cose che fa le comunica costantemente, come ieri in una interessante intervista radiofonica dove ha analizzato tutti questi temi.

Dice anche cosa non fa. La chiusura dei rinnovi dei contratti di Chiesa, Vlahovic, ma anche di altri, ad esempio. Come vi avevamo anticipato, ieri ha confermato che certe cose si fanno guardandosi in faccia, il lavoro preliminare è stato fatto, le intese di massima ci sono, ma le firme arriveranno quando questa emergenza sarà finita e ci si potrà sedere tutti attorno a un tavolo. E magari finire con un abbraccio e un brindisi, questo è Rocco.

Dunque, se ne riparla, come si parlerà più avanti di mercato, quando si capirà come e se chiuderà la stagione. Sui nomi accostati alla Fiorentina, sulle trattative da chiudere e roba del genere, sorridete. In fondo in questi giorni drammatici anche un pensiero a quel che sarà, qualche sogno nel cassetto, può aiutare a sperare che presto la vita vera e il calcio torneranno.