SÌ A PIATEK, VERTONGHEN, PAQUETÀ E SPINAZZOLA, NO A GHOULAM E CARRASCAL. MA TUTTO DIPENDE DA CHIESA. NARDELLA STA CON ROCCO O CON L’AEROPORTO? FRANCHI, SOLO PROMESSE E SPERANZE. HOLLYWOOD IN PIAZZA DELLA SIGNORIA

04.06.2020 00:01 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
SÌ A PIATEK, VERTONGHEN, PAQUETÀ E SPINAZZOLA, NO A GHOULAM E CARRASCAL. MA TUTTO DIPENDE DA CHIESA. NARDELLA STA CON ROCCO O CON L’AEROPORTO? FRANCHI, SOLO PROMESSE E SPERANZE. HOLLYWOOD IN PIAZZA DELLA SIGNORIA

Da ieri sappiamo con gioia che Nardella sta con Rocco. Bisogna vedere se Rocco sta con Nardella, ma questo è un altro discorso. Il sindaco di Firenze accerchiato dai tifosi che davvero, loro sì, stanno con Rocco, e in evidente difficoltà dopo la virata su Campi, ha deciso di raccontare la sua verità sullo stadio e dintorni. Dunque, come stanno le cose? Più o meno come prima. Nardella è il degno erede dei politici democristiani, puntuale, dialetticamente bravissimo, con in più una dose di populismo tipo il farsi fotografare con lo striscione pro Commisso che non guasta mai, ma alla fine della conferenza stampa alla domanda “cosa ha detto?”, forse è un problema mio, ma fatico a trovare una notizia o una novità. Ma non basta. Oltre a non dire praticamente nulla, Nardella su qualche verità scomoda ha pure democristianamente sorvolato. Un verbo non scelto a caso. In sostanza il sindaco ha fatto sapere che Rocco può fare lo stadio dove vuole, Campi compreso. Lui non è geloso e non lo impedirà. Ma non esultiamo, se servirà lo impedirà qualcun altro come già annunciato. Staremo a vedere.

Ma, è stato anche chiesto al sindaco, se Rocco ci ripensasse e volesse fare lo stadio nel comune di Firenze, in buona sostanza come direbbe Johnny Stecchino, dove potrebbe farlo questo benedetto stadio? Per rispondere a questa domanda delle domande, Nardella ha tirato in ballo Einstein che (purtroppo) non si è mai candidato per fare il sindaco di Firenze. Allora?

Si continua a offrire solo e solamente il restauro del Franchi e la rivisitazione dell’area di Campo di Marte ben sapendo che ci sono troppe variabili a livello governativo-soprintendenza e incognite ambientali di non poco conto. E poi, qualcuno per caso ha detto agli abitanti che, eventualmente, oltre allo stadio ristrutturato e ampliato, potrebbero trovarsi fra i piedi anche un centro commerciale e un albergo?

Non lo so, spero sinceramente per il bene futuro della Fiorentina che Nardella vinca tutte le sue battaglie, consenta a Rocco di rifare il Franchi come vuole lui, gli faccia costruire quello che serve attorno allo stadio, ma anche questa soluzione ha troppe incognite e troppe variabili che non dipendono dall’amministrazione. Siamo un’altra volta al “o così o pomì”, non ci sono piani B.  Un’altra situazione molto più simile al solito sogno dell’ottimismo nardelliano che a una concreta realtà.

Mi ricorda la Mercafir della quale ieri Nardella non ha voluto parlare. Facile. L’insistenza e l’ottimismo sulla Mercafir senza studiare alternative, sette anni buttati, sono la madre di tutti gli errori. Non date retta a quel che penso io, domandiamoci solo una cosa: se due imprenditori di successo (Diego prima, Rocco poi) hanno detto no a una straordinaria occasione di investimento e di business, qualche motivo ci sarà o no? E’ evidente che qualcosa non ha funzionato e mi sarebbe piaciuta un’autocritica del sindaco che invece sulla Mercafir ha glissato. E nel frattempo il mercato ortofrutticolo è sempre al suo posto con il suo bel plastico…

Ma Nardella ha dribblato anche la domanda sulla convivenza dell’aeroporto rinnovato con l’eventuale stadio a Campi che diventa il nodo essenziale dell’immediato futuro. Lui è anche sindaco metropolitano, sta con Rocco o con l’aeroporto?

Sarebbe interessante saperlo perché autorevoli esponenti del suo partito, amministratori e manager vicini all’establishment fiorentino si sono già espressi molto chiaramente e duramente sul no allo stadio parlando di vie legali. E se chi comanda la pensa così credo che anche il sindaco metropolitano dovrà dire la sua molto prima di aspettare progetti e plastici. La discussione dovrà essere preventiva, Rocco dovrà pur sapere se comprare la terra o no, non vuol mica fare l’agricoltore…

Mi dispiace non vedere chiaro in questa vicenda-stadio che Nardella ha gestito oggettivamente male. E non voglio neppure insistere, l’ho perfino votato. E’ un sindaco che ci crede, ha fatto molto bene tante altre cose. Questa no, ma nessuno è perfetto se mi consente la banalità.

Ora non resta che aspettare sabato prossimo quando Rocco per festeggiare il suo primo anno da presidente della Fiorentina parlerà da New York. Mi auguro che almeno lui abbia trovato qualcosa di positivo nelle parole di Nardella e si possano recuperare nuove basi d’intesa in nome e per conto del futuro della Fiorentina. Perché tutto il discorso è sempre questo, con lo stadio si cresce, senza stadio una prece. Lo slogan lo regalo.

Non ho finito. Esco dal mio seminato e mi dispiace. Nardella, mi scusi tanto, ma non sono d’accordo un’altra volta: pensare di mettere le pietre in piazza della Signoria con i nomi di chi porterà denaro a Firenze, non le sembra un’orrenda americanata? L’avrà mica pensata perché sta con Rocco? Non credo. Forse non sono moderno abbastanza e non amo i social, ma noi non siamo a Hollywood, non siamo sulla passeggiata di Montecarlo, dalle pietre di piazza della Signoria esce la storia e confondere la storia con gli euro non mi sembra bellissimo. Magari sbaglio davvero e nel caso chiedo scusa, ma credo ci siano altri modi per far ripartire l’economia e il turismo in un posto chiamato Firenze. A proposito di euro, ora che è finito il blocco regionale, da lunedì Pradè ricomincerà a girare in lungo e in largo per gettare le basi per la Fiorentina che verrà. I programmi sono chiari da tempo, e come vi abbiamo già detto, per l’anno prossimo servono un bomber e un difensore dai piedi buoni. Poi, ovvio, si faranno altre operazioni di contorno. Sono già usciti tanti nomi quanti quelli di un elenco del telefono che fu, cerchiamo di capirci qualcosa. Una premessa: sono idee. Spunti di lavoro. Piste da seguire e da battere. Prenotazioni o intese da perfezionare. Niente di ufficiale o ufficioso anche perché prima di fare qualsiasi operazione la Fiorentina dovrà capire cosa vuole Chiesa ed eventualmente  avere l’idea di quanto portare a casa.

Comunque, per l’attacco Piatek è qualcosa di concreto. Pradè ci sta lavorando, ha annusato l’affare con l’unica incognita chiamata ingaggio. Nel caso potrebbe non essere riscattato Cutrone che ha un obbligo ma con molte clausole difficili da raggiungere che potrebbero farlo diventare soltanto un diritto. Anche per Vertonghen, parametro zero del Tottenham, l’attacco è partito e la diplomazia sta lavorando per convincerlo che è meglio Firenze di Milano (Inter) dove giocherebbe di più e potrebbe diventare un leader. Nel caso partirebbe Pezzella. Confermo anche il fermo interesse per Paquetà che non dice più no, ma aspetta solo di capire cosa farà Leonardo per il Psg. Anche per lo scambio Spinazzola-Biraghi c’è polpa. Nessun contatto invece con il Napoli e nessuna offerta per Milenkovic. Fra l’altro, poi,  Ghoulam non è nella lista degli acquisti. Cancellate anche Carrascal che è stato proposto, è un buon giocatore, ma poco adatto all’Europa dove è già stato in Russia e in Spagna senza lasciare traccia. Ma, ripeto, da qui a settembre quando aprirà il mercato, conviene tirare fuori molti altri elenchi del telefono.