SCONFITTA AMARA, IMMERITATA. MALE L’ARBITRO, MANCA UN RIGORE SOLARE. A SAN SIRO PREGI E LIMITI DELLA FIORENTINA. AMRABAT GIGANTE IN MEZZO AL CAMPO. I VIOLA CHIUDONO IL 2022 CON 49 PUNTI. TECNICO E SOCIETÀ SCARICANO GONZALEZ

14.11.2022 11:15 di Mario Tenerani   vedi letture
SCONFITTA AMARA, IMMERITATA. MALE L’ARBITRO, MANCA UN RIGORE SOLARE. A SAN SIRO PREGI E LIMITI DELLA FIORENTINA. AMRABAT GIGANTE IN MEZZO AL CAMPO. I VIOLA CHIUDONO IL 2022 CON 49 PUNTI. TECNICO E SOCIETÀ SCARICANO GONZALEZ
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© foto di Giacomo Falsini

C’è il gioco e c’è il risultato. Ci sono le occasioni create e i gol sbagliati. Ci sono i pregi e i limiti. Nella partita di San Siro, interpretata con personalità dalla Fiorentina, si è visto tutto questo. Ha giocato meglio la squadra di Italiano, ma ha vinto quella di Pioli. Gli applausi vanno ai viola, i 3 punti ai rossoneri. La Fiorentina, nella sua proposta di gioco, ci ha convinti molto, ma ha sbagliato - andiamo per difetto - almeno 5-6 azioni in contropiede. Letture sbagliate in area avversaria, precipitazione, imprecisione, leggerezza. Persino Terracciano, la cui continuità di rendimento è ben nota, è incappato nel finale in un’uscita sbagliata che non rientra nel suo campionario. Il pallone poi è finito in rete per l’autogol di Milenkovic. Giusto per ribadire che la Fiorentina non è stata nemmeno fortunata. 

Il Milan non ci ha impressionati: era reduce da una vittoria in 3 partite, la sua manovra è sembrata involuta. A centrocampo i rossoneri hanno sofferto parecchio. La Fiorentina, invece, ha cercato di mordere l’ultimo frammento dell’anno solare 2022, ma i viola non hanno raccolto nemmeno quel punto che meritavano. Anzi, per larghi tratti della gara, quasi stretto. 

Dopo 5 vittorie consecutive, tra coppa e campionato, è giunto uno stop che mancava dal 22 ottobre con l’Inter al Franchi: un 3-4 maturato pure quello, con una milanese, ai titoli di coda. La Fiorentina chiude il 2022 con 49 punti complessivi, frutto dei 30 realizzati nel girone di ritorno tra gennaio e maggio e i 19 attuali maturati però in 15 gare. Il bilancio è positivo, soprattutto se pensiamo al ritorno in Europa. La classifica, attuale, però non è linea con le ambizioni della società e del tecnico: un decimo posto a 8 punti dalla Roma settima, cioè dalla zona Conference. C’è tutto il tempo per recuperare, per carità, ma dall’inizio del nuovo anno la Fiorentina dovrà cambiare marcia se vorrà ripresentarsi in un torneo continentale nelle prossima stagione. Conterà anche il mercato che farà o non farà la dirigenza. Sarà proprio la politica del club a farci capire la volontà di rafforzarsi o meno, di inseguire un obiettivo prestigioso e non la mediocrità. Ma la squadra non dovrà migliorare solo attraverso il mercato: servirà anche un superamento di certi limiti riemersi a MIlano. In sala stampa Italiano ha centrato il bersaglio quando ha detto: “I miei ragazzi hanno fatto una prestazione straordinaria, ma dobbiamo essere più bravi nell’ultima scelta, nella soluzione finale anche se nell’ultimo periodo siamo cresciuti. Sono amareggiato, siamo in ritardo, ci troviamo al decimo posto, siamo dietro le più forti. Sfruttiamo questo mese e mezzo per lavorare anche sui particolari e migliorare. Le sconfitte all’ultimo momento fanno male, ti ammazzano dentro, ma siamo noi che dobbiamo migliorare. Gestire meglio quelle palle alla fine che per noi diventano sanguinose”.

Italiano è stato sincero e onesto, ha raccontato la verità. Mancano i gol rispetto a tante chance create (è stato centrato anche un palo clamoroso da Biraghi nel corso del primo tempo). Infatti ha aggiunto: “Per me Cabral e Jovic potevano farne di più, anche oggi sono passati alcuni palloni in area che potevano essere sfruttati meglio. Noi abbiamo bisogno dei gol degli attaccanti per vincere…”. E’ così. Al di là della direzione pessima di Sozza di Seregno, Cabral ha fatto solo un colpo di tacco respinto da Tatarusanu e Jovic ha giocato con sufficienza, senza aggredire l’area con il tempismo che serviva. Il serbo quando tornerà dal Mondiale dovrà fare tanto di più. Cabral si impegna sempre, ma il saldo delle reti è molto basso. Anche il brasiliano dovrà ripartire in modo diverso. 

Amrabat è stato un gigante in mezzo al campo, San Siro lo ha ammirato: fortissimo nei recuperi, non ha perso un pallone, lo hanno pure abbattuto un paio di volte - ma il distratto Sozza non se ne è accorto - e ha sorretto sulle sue spalle la Fiorentina. Si merita un bel Mondiale. Ikonè, come sovente gli capita, ha diviso la sua prestazione in due fasi: una bella sua sul piano della costruzione e una negativa per la realizzazione: eravamo vicini al 90’ quando ha avuto la palla del vantaggio, a botta sicura, ma si è fatto respingere il tiro sulla linea da Tomori. Ikonè doveva segnare. 

La Fiorentina ha reclamato due rigori: uno nel primo tempo per fallo di Kalulu su Biraghi e un altro nella ripresa per un’entrata decisa di Tomori su Ikonè. Nel primo caso molti moviolisti hanno spiegato che il rossonero avrebbe toccato il  pallone e poi il piede di Biraghi: ci può stare. Ma sul secondo episodio pochi dubbi: rigore solare perché il milanista porta via gamba e pallone, col viola che crolla a terra soccorso dai sanitari. Sozza era in posizione ideale per giudicare, allora è inspiegabile che non abbia fischiato. Una decisione che ha destato davvero grande perplessità. E pensare che Sozza è giudicato un emergente della categoria… Anche la gestione dei falli in mezzo al campo non ci è piaciuta, l’arbitro ha dato la sensazione di subire la la pressione di San Siro. L’arbitraggio di Sozza ha condizionato la partita e il suo esito.  

Gonzalez da caso è diventato un problema vero per la Fiorentina, stante le dichiarazioni fornite dal direttore generale viola prima della partita e dall’allenatore nel post gara. “Ci sono giocatori che mentalmente e fisicamente sono qui, mentre altri fisicamente sono qui, ma pensano al Mondiale”, questa la risposta di Barone alla domanda su Gonzalez fatta dalla giornalista di Dazn. Italiano ha sposato la medesima linea: “Quando qualcuno non è presente mentalmente è come fosse infortunato…”.

Conclusioni: società e allenatore sono andati giù duri con l’argentino, come se lo avessero scaricato. La distanza tra le parti è ormai netta. Quando Gonzalez tornerà dal Qatar la questione dovrà essere affrontata e non sarà semplice risolverla. Potrà succedere di tutto. E sarà interessante ascoltare anche la versione di Gonzalez. Se avrà voglia di chiarire una vicenda che non aiuta la Fiorentina.