SAN SIRO, OCCASIONE VIOLA. PIOLI PUNTA SUI TITOLARI. TRE PARTITE PER RILANCIARSI. RIGOLETTO, GRAZIE DI TUTTO


22.12.2018 00:00 di Mario Tenerani  articolo letto 5333 volte
© foto di Giacomo Falsini
SAN SIRO, OCCASIONE VIOLA. PIOLI PUNTA SUI TITOLARI. TRE PARTITE PER RILANCIARSI. RIGOLETTO, GRAZIE DI TUTTO

Milan 27 punti, Fiorentina 22. Rossoneri in Champions, viola in fascia mediocrità. Questo dice la classifica, ma oggi quando le squadre entreranno in campo la graduatoria avrà molto meno valore. Il Milan è a pezzi, la Fiorentina ha il morale gonfio per due rimonte, seppur prodotte contro squadre della media-bassa classifica. Gattuso perde un giocatore al giorno e ha un centrocampo da inventare, addirittura con un terzino, Calabria, trasformato in mezz’ala, così almeno parrebbe. Pioli recupera tutti gli squalificati e li ributta dentro senza indugiare troppo. Stante, quantomeno, le indicazioni della vigilia. Stati di animo opposti, obiettivi identici: tornare in Europa. 

Per la Fiorentina è un’occasione, da sfruttare, se possibile. Capita di rado di venire a Milano e imbattersi in un avversario con una lista degli assenti modello codice fiscale: Bakayoko, Kessie, Caldara, Biglia, Bonaventura, Borini e ieri pure Bertolacci. Con il centrocampo da fabbricare ex novo. Se i viola vorranno dimostrare di essere maturati un po’, dovranno approfittare di questo piccolo, quanto sostanziale vantaggio. Se al contrario, si comporteranno da eterni giovani, allora potranno rendere la vita più facile al Milan…

Un altro buon motivo è l’astinenza da vittoria fuori casa, manca dal 6 maggio scorso a Genova (2-3 a casa dei rossoblu). Tre punti a San Siro sarebbero un eccellente ingrediente rigenerante in vista della chiusura dell’anno. Milan, appunto, quindi Parma al Franchi e Genova da Prandelli. Saranno tre gare determinanti per pesare lo stato di avanzamento dei lavori viola. Il bilancio vero di metà stagione. A seguire ci sarà il mercato, adesso tornato alla versione extra large perché evidentemente i club, quelli più importanti in testa, mal digerivano una finestra così breve, appena di un paio di settimane. Di parere opposto sono i poveri allenatori destinati a lavorare per quattro settimane nel caos delle voci. Ma i tecnici abbaiano alla luna, mentre i presidenti fanno e disfanno il calcio. La scusa comunque c’è: bisogna uniformarsi agli altri campionati, arrivederci e grazie. Nel caso specifico, parliamo della Fiorentina, meglio non coltivare false aspettative. I dirigenti viola sono stati chiari: non ci sono investimenti, ma solo occasioni. Tradotto in italiano solo prestiti senza obbligo di riscatto. In queste condizioni non resta che attendere laicamente l’arrivo dei nuovi volti, senza alimentare nessun tipo di aspettativa. Perché spacciare emozioni non sarebbe un bel servizio. Poi ci sono le eccezioni: una volta a gennaio in prestito arrivò Salah… Oggi ha il sapore della fiaba.

Veretout, Milenkovic ed Edimilson riprenderanno il loro posto, salvo, appunto, clamorose sorprese. In avanti fiducia a Mirallas e ci mancherebbe altro. Il belga ha messo la freccia, mentre di Pjaca si sono perse le notizie. Un aggiornamento sul meteo del croato lo ha dato ieri Pioli parlando di segnali positivi. Li attendiamo anche noi anche se con meno speranze di qualche tempo fa. Il resto della formazione non avrà contaminazioni.

Salutiamo Rigoletto Fantappiè, classe 1921, che ci ha lasciati mercoledì scorso. Tifoso, dirigente viola, uomo saggio dall’anima bella, un portento di fiorentino. Tifoso viola senza se e senza ma. Un gentiluomo che aveva visto nascere la Fiorentina. Il suo senso di appartenenza era un balsamo per il nostro cuore. Non dimenticarlo è necessario, ricordandolo sempre un obbligo.