SABATO SERVONO CUORE E ORGOGLIO. SIMEONE NOVELLO DAVIDE ARMA LA FIONDA E SFIDA GOLIA CR7.... E FILTRANO BUONE NUOVE SULLO STADIO

28.11.2018 00:00 di Leonardo Bardazzi  articolo letto 5665 volte
SABATO SERVONO CUORE E ORGOGLIO. SIMEONE NOVELLO DAVIDE ARMA LA FIONDA E SFIDA GOLIA CR7.... E FILTRANO BUONE NUOVE SULLO STADIO

Bologna è già storia, ora conta solo la Partita. L’ennesimo deludente pareggio ha fatto aumentare dubbi e malumori, ma il calcio è materia buffa e spesso trasforma l’ovvio in stupore senza una spiegazione logica. Soprattutto se alle porte c’è un Fiorentina-Juventus. Sulla carta non c’è partita, Allegri guida uno schiacciasassi che ha già ammazzato il campionato e festeggiato la qualificazione agli ottavi Champions (anche ieri contro il Valencia è arrivata la solita vittoria dopo una partita dominata), Pioli invece è alle prese con il rebus attacco e con gli stenti di Simeone: sabato però ci sarà una città intera a giocare coi viola. E la Fiorentina, ne sono convinto, giocherà una partita di cuore e orgoglio, attenta in difesa e piena di raddoppi su Ronaldo, ma soprattutto con la voglia di provare a far male ai più forti. Basterà? Forse no, ma di certo la Vecchia Signora dovrà sudare parecchio per portarsi a casa l’ennesima vittoria.

In città c’è chi se la prende con Pioli, chi con Simeone, chi con il mercato della società, ma tutti, nessuno escluso, sono pronti a fare la loro parte: sarà record stagionale di paganti, il Franchi sarà urlerà dall’inizio alla fine e potrà diventare il salvagente a cui far aggrappare una squadra un po’ sfiduciata. Il recupero di Pezzella (sempre più probabile) darà una mano in più anche sul piano della personalità, quasi certo poi che Pioli confermi Gerson attaccante con un centrocampista in più a inseguire a tutto campo i vari Pjanic, Bentancur e Matuidi, magari con Pjaca da inserire a partita in corso. Sogno una squadra aggressiva e cuor di leone, consapevole delle enormi difficoltà, ma allo stesso tempo consapevole di poter scalfire il carro armato bianconero. Sogno una notte in stile Pepito, di quelle che fanno saltare il banco e impazzire la curva Fiesole.

La Fiorentina (partita bene ma poi diventata una specie di encefalogramma piatto) ha bisogno di una scossa: lo chiedono i tifosi e pure la società, non certo contenta del ruolino di marcia di questo grigio autunno viola. Al Dall’Ara, è vero, la squadra di Pioli avrebbe meritato di vincere. Ma oltre a mangiarsi gol in quantità, ha giocato troppo sotto ritmo, si è accontenta di comandare il gioco senza mai aggredire il modesto Bologna. Edimilson, tanto per non puntare il dito sul solito Simeone, finora è stato impalpabile. Fa il suo compitino in mezzo al campo, ma non prende mai iniziativa, non dribbla, non si butta in area di rigore alla ricerca del pallone buono e anche Benassi, che pure è il goleador dell’anno, quando non segna non si vede quasi mai. Serve di più. E serve subito. Chiesa, appannato come prevedibile dopo le fatiche azzurre, avrà avuto una settimana per rifiatare e anche Simeone, dopo i mille errori, potrà contare su uno stadio tutto per lui, nonostante il preoccupante digiuno che ormai lo accompagna da oltre due mesi. Sul Cholito però nei prossimi mesi andrà fatta una riflessione profonda: è giusto affidare totalmente l’attacco a un ragazzo che in carriera finora ha segnato (al massimo) 14 gol in una stagione? Io, onestamente, penso di no.

Firenze e la Fiorentina hanno una storia importante e la splendida Hall of Fame di lunedì lo dimostra: anche Salica ha fatto sapere che “la storia va sempre onorata e possibilmente migliorata”. Ecco, per migliorare la storia c’è bisogno di una Fiorentina in grado di lottare con i migliori, nonostante gli evidenti limiti di fatturato e di introiti. C’è bisogno di ricostruire una squadra a immagine e somiglianza del popolo viola, che lotti e sogni lo sgambetto alle grandi. A gennaio (sopratutto in attacco) qualcosa si può già fare, perché, con tutta la stima, vedere il 35 enne e acciaccassimo Thereau centravanti viola, irrita parecchio. Conoscendolo, neppure Corvino sarà stato contento della scelta del suo allenatore: Pantaleo è il classico scopritore di talenti. Per lui i vari Vlahovic, Noorgard, Diks, Hancko sono giocatori pronti, per il mister evidentemente no: scelte legittime sia chiaro, che però necessiterebbero un chiarimento interno e di un ritorno sul mercato. L’importante sarà che il Corvo non sia corretto a fare il ministro senza portafoglio. L’importante sarà che l’ambizione non venga ancora offuscata dall’oculatezza.

Dal club a proposito filtrano buone nuove su stadio e centro sportivo: per il secondo ci siamo. L’area è stata individuata e il progetto pare a buon punto: sullo stadio il sindaco Nardella ha assicurato che entro fine anno il club porterà le carte in Palazzo Vecchio. A 10 anni dalla nuvola di Fuksas e dal progetto Cittadella Viola narrato da Diego, attendiamo fiduciosi. Intanto però c’è la Partita: il pastorello Davide contro il gigante Golia. Hai visto mai che la fionda, per una volta, possa averla in mano Simeone…