RUOTA TUTTO INTORNO A ITALIANO, UNA VICENDA TRASCINATA TROPPO: L’EUROPA DOVEVA ESSERE UNA FESTA. JOVIC SI AVVICINA A FIRENZE, DODÔ SI TRATTA, CRAGNO ORA IN POLE

18.06.2022 11:00 di Mario Tenerani   vedi letture
RUOTA TUTTO INTORNO A ITALIANO, UNA VICENDA TRASCINATA TROPPO: L’EUROPA DOVEVA ESSERE UNA FESTA. JOVIC SI AVVICINA A FIRENZE, DODÔ SI TRATTA, CRAGNO ORA IN POLE

È inutile discutere su Torreira, la Fiorentina ha perso un elemento determinante per lo sviluppo del proprio gioco. È inutile parlare di Odriozola perché forse potrebbe arrivare Dodò. E persino inutile accapigliarsi sul centravanti perché lo sa tutta Italia che la Fiorentina ha un problema in attacco. Sono tutte criticità superabili a patto che venga sciolto il nodo principale della questione, quello da cui a cascata dipende tutto il resto: il contratto di Italiano. La madre di tutti i problemi. Meglio non pensare a cosa potrebbe accadere in caso di divorzio.

Al di là delle legittime richieste economiche del tecnico - basate sui risultati di un lavoro straordinario - e al di là delle ragioni societarie improntate a risparmiare il più possibile su tutto -, quello che non torna in questa storia è perché la Fiorentina si sia ritrovata a 20 giorni dalla partenza per Moena in queste condizioni. Non è spiegabile, non è giustificabile. Al di là appunto delle ragioni di una parte e dell’altra, è del tutto d'evidente che ci sia stata un lacuna grave nella gestione della vicenda. I dirigenti della Fiorentina hanno sottovalutato la questione. È stato uno sbaglio gestirla così, ritrovandosi dentro una nube di polemiche. Dopo una stagione fenomenale, per merito di tutti, anche del club. Era il momento dell’esaltazione di una meta conquistata, invece è tornata la depressione.

Sono questi i limiti su cui deve lavorare la società per migliorarsi. Eppure i manager viola sono ancora in tempo. Perché è tardi, non tardissimo. Si chiudano in una stanza con Italiano o Ramadani oppure con entrambi, urlino pure, ma escano con un nuovo contratto, soddisfacente sul piano economico e con un programma condiviso sul mercato. Stop, non serve altro. Poi, vedrete, tutto il resto si sistemerà. Arriveranno attaccanti, centrocampisti, difensori e un portiere. Ne siamo convinti.

E si ricordino che l’Europa deve fabbricare sorrisi nei protagonisti e non diventare un terreno sul quale litigare. Perché il clima in città è di nuovo pesante. C’è malcontento per come è finita la storia di Torreira, infarcita di ricostruzioni bizzarre e propagandistiche. C’è irritazione per quello che è successo con Italiano. C’è stupore per Grillitsch: perché si riparla di commissioni e di uno stop alla trattativa. La battaglia che sta portando avanti il presidente Commisso è giusta, ma non efficace. Quantomeno non ancora. Per diventarlo ha bisogno di un campo largo di adesioni. Le società devono fare sistema, se no è tutto inutile. Il rischio è che si trasformi in una battaglia di retroguardia. Esempio: se il tema della discussione è relativo al pagamento di 2 milioni di commissioni, reclamate a quanto trapela dal padre dell’austriaco, la Fiorentina può scegliere il braccio di ferro e non riconoscerle. Bene. Ma se arriva una squadra, diretta concorrente dei viola, che invece le paga, ecco che il gioco è fatto.

Nel calcio c’è cannibalismo. La tua morte è la mia vita. Chiaro? Pensare di cambiare le regole può essere un sentimento nobile, ma farlo da soli equivale ad una Caporetto.

C’è un brutto clima intorno alla Fiorentina, ma basterebbe poco per cambiarlo. Intanto facendo delle cose normali. E tutto il resto verrebbe di conseguenza. L’Europa è festa.

Intanto gli indizi su Jovic sono sempre più concordanti. Si cerca la formula giusta, ma c’è voglia di portarlo a Firenze. Sarebbe un gran colpo, ridarebbe corpo a quell’entusiasmo che sembra evaporato. Da un po’ di tempo la Fiorentina lo punta, forse adesso è arrivato il momento di passare all’incasso. Chiaro che la vicenda Jovic è legata a doppio filo a Italiano: se malauguratamente dovesse saltare l’allenatore, andrebbero in fumo anche gli affari collegati a Fali Ramadami. Ma non ci vogliamo nemmeno pensare anche se le voci su De Zerbi volteggiano sulla testa dei protagonisti.

C’è una balle manovra su Dodô, ma resta un po’ di distanza su quello che offre la Fiorentina e su quello che invece richiedono in Ucraina. Ma Dodô farebbe davvero dimenticare Odriozola.

Capitolo portiere: Vicario costa troppo, Gollini viaggia in direzione Monza, alla fine in riva all’Arno potrebbe arrivare il fiorentino Cragno. Magari in prestito, poi si vedrà. Formula collaudata…