RUGANI POSITIVO AL COVID. APPELLO DEI GIOCATORI VIOLA: STATE TUTTI A CASA. ROCCO DAGLI USA PRONTO A FARE UNA DONAZIONE PER GLI OSPEDALI. PANDEMIA: NO A EUROPEI E OLIMPIADI. BARONE E PRADÈ AL TELEFONO AL LAVORO PER CHIESA, VLAHOVIC E IL MERCATO

12.03.2020 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
RUGANI POSITIVO AL COVID. APPELLO DEI GIOCATORI VIOLA: STATE TUTTI A CASA. ROCCO DAGLI USA PRONTO A FARE UNA DONAZIONE PER GLI OSPEDALI. PANDEMIA: NO A EUROPEI E OLIMPIADI. BARONE E PRADÈ AL TELEFONO AL LAVORO PER CHIESA, VLAHOVIC E IL MERCATO

Rocco dagli USA è in costante contatto con Firenze, vuole sapere tutto della Fiorentina, ma non solo. La sua preoccupazione è, ovviamente, per il Coronavirus, per la situazione sanitaria, per gli italiani, con i fiorentini e i calabresi nel cuore.

Vorrebbe fare qualcosa di concreto per un ospedale, un centro sanitario, vorrebbe contribuire in qualche modo, sta valutando diverse opzioni e deciderà a breve su chi indirizzare la sua generosità. Chi ha parlato con lui lo descrive molto preoccupato e l’essere bloccato a New York condiziona non poco un decisionista come Rocco. Sapremo nelle prossime ore cosa deciderà di fare da lontano e intanto tiene sempre aperta la possibilità delle conference call per ogni evenienza.

Purtroppo il timore è globale e da ieri sera l’organizzazione mondiale della sanità ha proclamato lo stato di pandemia da Coronavirus.

Ciascuno di noi sa che deve fare una cosa soltanto: stare in casa fino a nuovo ordine.

A ribadire questo concetto, con alto senso civico, ci hanno pensato anche diversi giocatori della Fiorentina, Chiesa in testa, che hanno invitato tutti a non uscire per non far aumentare le possibilità di contagio e provare così ad arginare prima possibile il Coronavirus. Tutta la Fiorentina, allenatore, giocatori e dirigenti, a casa ci resterà sicuramente fino a martedì prossimo. Le attività sono sospese fino a nuovo ordine. Eventualmente da martedì, se la situazione migliorerà, saranno ripresi gli allenamenti.

Ma tutto il mondo dello sport sta navigando a vista in attesa di prendere decisioni definitive su diverse situazioni e manifestazioni. Ieri, fra l’altro, c’è da registrare il primo giocatore positivo nel nostro campionato, vale a dire Daniele Rugani della Juventus. E l’allarme si allarga.

L’UEFA ha cominciato con le porte chiuse per alcune partite. La Roma e l’Inter non giocheranno. Il grande tema sta diventando l’Europeo di giugno-luglio, una manifestazione che quasi sicuramente sarà rinviata se non annullata. Non si vede, purtroppo, come in tre mesi si possa tornare alla normalità in tutta Europa, tanto più che siamo in presenza del primo europeo itinerante della storia con il coinvolgimento diretto e migrazioni di tifosi in tutto il continente. L’UEFA non si è ancora espressa perché sarebbe un bagno di sangue economico, ma la decisione prima o poi arriverà anche per consentire così di poter completare entro il trenta giugno i campionati delle singole Nazioni. Comunque, fermo restando che la prima cosa alla quale pensare è la salute pubblica, è chiaro che tutte le manifestazioni non potranno essere più le stesse dopo uno stop agonistico, la sospensione degli allenamenti e quant’altro.

Discorso analogo per le Olimpiadi in programma in Giappone fra la fine di luglio e l’inizio di agosto con una riflessione in corso che però ha qualche tempo di reazione in più sperando che in qualche modo il Coronavirus venga arginato, circoscritto e debellato.

In attesa della ripresa agonistica anche a Barone e Pradè non resta che lavorare in video conferenza e al telefono. Sul tavolo l’allungamento dei contratti di Chiesa e Vlahovic già a buon punto, come detto da tempo, ma che hanno bisogno di essere limati e messi a punto in tutte le parti. La conclusione ci sarà, ovvio, quando l’emergenza sarà finita. Sempre per telefono e analizzando i video, continua invece lo screening dei giocatori che vengono sottoposti dai vari procuratori e segnalati dallo scouting. Un’attività che prosegue in modo diverso, ma prosegue rallentata soltanto dall’unico interesse comune di questo drammatico momento: la salute di tutti.