ROSSI E L'IMPRESA DI RIEMPIRE IL FRANCHI

10.02.2012 00:00 di Laura Bandinelli   Vedi letture
Laura Bandinelli
Laura Bandinelli

Non può essere colpa soltanto del freddo se il Comunale di Firenze ha fatto registrare il record negativo stagionale di spettatori. Soltanto 8541 anime, infatti, hanno assistito stoicamente al match contro l’Udinese, sfidando vento, gelo ma anche scarse prospettive di spettacolo. A Delio Rossi la Fiorentina adesso chiede pure questa impresa: riportare la gente allo stadio. Con la Lazio ci riuscì e non fu una casualità. Quando arrivò a Roma, infatti, non promise zone champions ma passione. Quella che i sostenitori ritrovarono nella finale di Coppa Italia con un Olimpico finalmente pieno. Riuscire a riavvicinare i fiorentini alla creatura viola in queste condizioni appare molto più difficile. Sono troppe le problematiche che hanno spinto anche la Fiesole a prendere le distanze da squadra e società. Non c’è più Corvino a fare da collante (ha problemi ben più importanti da risolvere, vedi contratto), non c’è più Diego Della Valle  e non ci sono più neppure dei leader nello spogliatoio che possano parlare a cuore aperto con la gente. Si sono, infatti, compromessi andando in giro per discoteche e in un momento così delicato era l’ultima cosa che dovevano fare. Delio Rossi, quindi, è l’unico che può provare almeno a migliorare la situazione, non tanto nell’immediato ma per il futuro. Se l’idea è quella di costruire una squadra giovane, l’apporto del pubblico diventa ancor più necessario. E’ inutile soffermarsi sulle condizioni della struttura e sulla necessità di coprire l’impianto per evitare che vengano chiusi degli spalti come è successo in Ferrovia.  Questo argomento ormai ha stancato tutti perché non sembra avere vie d’uscita. Si può però invogliare il pubblico a seguire la squadra, giocando meglio, onorando la maglia fino al triplice fischio e con comportamenti professionali. Sempre nel rispetto di chi ha sottoscritto un abbonamento o ha ancora la voglia di comprarsi un biglietto. 

Laura Bandinelli

giornalista de La Stampa