ROCCO TORNA E PARLA, UN OTTIMO MODO PER FAR INIZIARE IL NUOVO ANNO. STADIO, CENTRO SPORTIVO E MERCATO IN AGENDA, MA LA PRIORITA’ RESTA LA SQUADRA: DOPO LA SBORNIA DI TORINO ADESSO C’E’ L’ESAME DI MATURITA’

30.12.2020 11:05 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
ROCCO TORNA E PARLA, UN OTTIMO MODO PER FAR INIZIARE IL NUOVO ANNO. STADIO, CENTRO SPORTIVO E MERCATO IN AGENDA, MA LA PRIORITA’ RESTA LA SQUADRA: DOPO LA SBORNIA DI TORINO ADESSO C’E’ L’ESAME DI MATURITA’

Rocco parla. E nel frattempo sta preparando le valigie per tornare a Firenze. Il 2021 insomma si aprirà all’insegna di Commisso e questa non può che essere una buona notizia: in agenda ci sono mille cose da fare, dalla prima pietra del centro sportivo alla questione stadio, dai rinnovi al mercato.

Ma, come sempre, ad essere determinante, potrà essere soprattutto l’energia del presidente, fantastica all’inizio della sua avventura viola, stanca e scemata a livelli preoccupanti ultimamente, ma adesso di nuovo risalita per lo splendido regalo di Natale ricevuto con la Juve. Dopo lo 0-3 lo raccontano come pazzo di gioia, ma anche deciso a rendere pan per focaccia a chi aveva già cantato il de profundis per la sua Fiorentina. Nella chiacchierata di stasera a Radio Bruno, c’è da crederlo, si toglierà altri sassolini dalle scarpe. Le critiche non gli sono mai piaciute, i tira e molla sullo stadio, men che meno

La cosa che conta davvero però è capire l’idea che ha per rilanciare la Fiorentina. Quali siano i piani di rafforzamento di squadra e club, quali quelli per far quadrare i conti mandati all’aria dal Covid. Il bilancio del 2020 infatti non può rendere felici, né da un punto di vista economico, né soprattutto da quello sportivo. In un anno la Fiorentina ha cambiato tre allenatori, si è salvata non senza patemi e ha fatto i conti con un altro inizio di stagione a dir poco deludente. Tutti indizi che la buona volontà i tanti soldi spesi, non sono bastati a gettare le basi per tornare grandi. 

Tornare a Firenze per Commisso significa anche conoscere di persona Prandelli, un allenatore scelto soprattutto per il feeling con la Fiorentina e per quello splendido passato griffato Champions League. Il feeling tra i due potrebbe far nascere qualcosa di molto importante, Cesare infatti è un garante. Conosce la piazza, conosce il mestiere e adesso sta iniziando a conoscere anche la sua nuova squadra. Sarà lui che dovrà dare gli input su dove e come rinforzare la squadra e sarà naturalmente sarà Rocco a dover dare il via libera al piano di investimenti. La punta, come si sa, è la necessità, soprattutto ora che Cutrone è a un passo dall’addio. Sulle caratteristiche però si sta ancora ragionando: un centravanti alla Caicedo è un’ipotesi, Piatek un’altra, ma non è escluso che alla fine la scelta ricada su un giocatore ancora più duttile, capace di giocare anche da seconda punta, a supporto di Vlahovic. El Shaarawy potrebbe essere un profilo di questi, ma il mercato è giovane e alternative ne salteranno fuori parecchie. Anche perché questo gennaio promette di essere il classico valzer di punte.

Il piano di volo del presidente viola non è stato ancora fissato nei particolari, l’idea comunque è essere in Italia domenica per la partita con il Bologna. Un gran bel segnale per la squadra e per i tifosi, in vista di un mese da vivere tutto d’un fiato, tra le 7 partite da giocare in 27 giorni (c’è pure la coppa Italia) e la campagna acquisti che partirà ufficialmente lunedì prossimo. La priorità però resta la squadra, il trionfo di Torino non deve illudere, prima di togliersi dalla bassa classifica servirà ancora soffrire. E soprattutto serviranno punti. Basta sbornie insomma, la Fiorentina ha necessità assoluta di continuare a seguire Prandelli e giocare con la ferocia con cui ha messo sotto CR7 e compagnia. Su questo Commisso dovrà essere perentorio: giusto festeggiare, giusto abbracciare i giocatori, ma ormai è tempo di voltare pagina. E’ così che si cresce, è così che davvero si può pensare di cambiare mentalità e abbandonare la fastidiosissima zona retrocessione. Visto lo scarsissimo tempo a disposizione, Prandelli ripartirà dall’assetto di Torino: 3-5-2 e squadra aggressiva al massimo. Il Bologna ha discreto talento, ma è squadra fragile, che concede tantissimo. La possibilità di bissare il successo con la Juve insomma c’è, a patto che la testa sia quello dello Stadium. E che l’euforia non confonda le idee. La doppia sfida contro Sinisa e la Lazio di Inzaghi sarà un vero e proprio esame di maturità, un banco di prova nel quale Cesare metterà alla prova i suoi e dopo il quale tirerà le somme sul mercato. Duncan, Pulgar, Kouame e gli altri meno utilizzati avranno la loro opportunità: starà a loro convincere l’allenatore. Altrimenti potrà essere anche addio. Pradé ha pronte alternative: Torreira e Demme, per esempio, sono nomi che potrebbero far molto comodo. Conoscendo Commisso, un ruolo decisivo come al solito ce l’avrà la questione stadio. Nardella ha ribadito che l’anno che verrà sarà decisivo per il Franchi: dentro o fuori. L’ago della bilancia sarà il giudizio di Franceschini, l’ultima parola poi spetterà a Rocco. L’augurio è che prevalga il buon senso. Perché nessuno mette in dubbio il genio di Nervi, ma dire no alla ristrutturazione e a un signore pronto a spendere centinaia di milioni su uno stadio vecchio quasi cent’anni, sarebbe come fare autogol al ’90 in una finale ai Mondiali.