ROCCO SERVE SUBITO A FIRENZE PER DARE LA SCOSSA. AIUTO, LA FIORENTINA ORA RISCHIA DAVVERO LA SERIE B. CALENDARIO DURISSIMO, TUTTI UNITI PER VINCERE A BENEVENTO. TORNANO RIBERY E KOUAME’, OTTIMISMO PER CASTRO E AMRABAT

09.03.2021 11:04 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
ROCCO SERVE SUBITO A FIRENZE PER DARE LA SCOSSA. AIUTO, LA FIORENTINA ORA RISCHIA DAVVERO LA SERIE B. CALENDARIO DURISSIMO, TUTTI UNITI PER VINCERE A BENEVENTO. TORNANO RIBERY E KOUAME’, OTTIMISMO PER CASTRO E AMRABAT

Fossi Rocco Commisso prenderei il primo aereo utile e mi precipiterei a
Firenze. La situazione è drammatica, la Fiorentina non riesce più a vincere
e il calendario fa paura.

Meglio dire le cose come stanno, duramente. E’ l’ora di mettere tutti
davanti alle loro responsabilità perché di positivo e di ottimistico da
sbandierare come è stato fatto anche domenica sera, in giro non c’è davvero
più niente.

La realtà fa male, ma a volte aiuta: non aver battuto il Parma può
diventare devastante. Il punto sia benedetto, ma ne mancano due perché la
squadra di D’Aversa era l’ultima alla portata della Fiorentina al Franchi.
Dopo arriveranno Milan, Atalanta, Juve, Lazio e Napoli tutte in corsa per
scudetto o Champions League: questa Fiorentina con chi potrà fare punti?

Contro il Parma ha fatto impressione vedere una squadra che non solo non
riesce a far gioco e si sapeva da sempre, ma non è capace neppure di
difendere il vantaggio da palla inattiva contro una formazione modesta,
disperata, virtualmente retrocessa, che non vince da novembre e nelle
ultime gare s’era fatta rimontare due gol da Udinese e Spezia.

Per questo dico che servirebbe Rocco, la sua energia, la sua grinta,
l’esempio di un uomo che ha scalato montagne per arrivare al successo e qui
c’è davvero una montagna da scalare. Rocco nel momento decisivo può
diventare quella scossa che nessuno ha saputo dare a questo gruppo spento,
impaurito e ormai incapace di reagire. Rocco è il presidente e dentro a uno
spogliatoio la presenza del presidente fa sempre tanto.

Non c’è riuscito Prandelli, con la sua esperienza e il suo carisma, a
cambiare il corso della stagione. Chi altro potrebbe riuscirci in extremis
se non Rocco?

Ormai non si tratta più di far calcio bene o male, si tratta di raschiare
il barile di tutte le energie fisiche e nervose, di fare gruppo e Rocco
potrebbe essere l’ultima carta da autogiocare. Lui e solo lui perché è
chiaro da tempo che questa società non sa fare calcio, non funziona, chi ha
le deleghe per guidarla non ha esperienza, i suoi fidati collaboratori
ancora meno.

L’errore è stato mettere in mano la Fiorentina a chi non conosce il calcio
italiano e se è facile dirlo ora (stanno arrivando a questa conclusione
anche i Leccanti e quelli del club dell’hamburger), c’eravamo permessi di
dirlo mesi e mesi fa, quando abbiamo cominciato a sentire i primi
scricchiolii. Critiche costruttive, ma sapete come è andata a finire.

E adesso? Spero che Rocco nel frattempo abbia avuto modo di riflettere,
abbia capito che quello che partiva da Firenze per arrivare nel New Jersey
era solo una verità che faceva comodo. Quindi una falsità.

La realtà, purtroppo, è drammaticamente diversa. E’ questa. E siccome c’è
ancora spazio e tempo (poco, ma c’è) per reagire, mettere in campo tutte le
forze e valutare le possibilità è un obbligo. Poi Rocco, se vorrà ripartire
con ambizioni diverse, dovrà cambiare tutta la catena di comando, ma avremo
modo e tempo per parlarne, questo è solo il momento di cercare un’ultima
compattezza. Anche in questa direzione, della compattezza, sono stati
commessi molti errori di comunicazione. Non si attacca pubblicamente una
squadra già in difficoltà per problemi suoi e la società Fiorentina
purtroppo l’ha fatto. Le cose negative, i confronti, devono restare negli
spogliatoi. Andava impedita anche la manifestazione dei tifosi di sabato
scorso visto che la Fiorentina con i club organizzati intrattiene rapporti
molto buoni, a naso non doveva essere difficile intervenire come è stato
fatto altre volte. Questi giocatori non rendono per mille ragioni, sono
impauriti e bloccati, ma si impegnano. Sono entrati in una negatività più
grande di loro e adesso deve essere la società a prendersi tutte le
responsabilità e riconoscere gli errori, a fare da ombrello, per provare a
tirarsi fuori dalle sabbie mobili. Per uscirne tutti assieme, come ha
twittato ieri Ribery.

Per fortuna adesso l’hanno capito, pare che Joe Barone domenica sera abbia
detto proprio questo, tutti uniti sulla stessa barca, sperando che ci sia
ancora il tempo per salvare il salvabile.

Sabato a Benevento la Fiorentina dovrà vincere a tutti i costi. Se fate una
tabella delle ultime dodici giornate, senza i tre punti di sabato salvarsi
diventerebbe roba da mani nei capelli. Ho detto delle cinque gare
proibitive in casa, ma fuori restano Benevento, Genoa, Sassuolo, Verona,
Bologna, Cagliari e Crotone, quattro sono squadre in lotta per non
retrocedere come la Fiorentina. Poi c’è il Verona con Juric avvelenato per
la bocciatura estiva e il Sassuolo unico che potrebbe non avere più
obiettivi. All’ultima il Crotone che potrebbe essere retrocesso, è vero, ma
il calendario resta proibitivo.

Comunque il problema principale è sempre la Fiorentina, se la squadra non
cresce, tutte le altre elencate giocano meglio e fanno paura, non resta che
pensare gara dopo gara, a fare risultati anche sporchi. Un punto qua e uno
là, alla fine forse ne potrebbero bastare ancora dodici. Vedremo.

Il Benevento all’andata ha vinto al Franchi nella “prima” di Prandelli, ma
nelle ultime settimane sta faticando un po’ di più. Soprattutto in casa ha
fatto risultato pieno soltanto due volte. Per la Fiorentina è l’ultima
opportunità vera per ripartire, con la classifica corta e una rivale
diretta, tre punti sarebbero ossigeno purissimo. E in ballo c’è anche il
futuro di Prandelli che ha l’appoggio assoluto della società, ma non credo
sarebbe ancora difendibile se a Benevento non facesse risultato pieno. A
quel punto, Iachini o non Iachini, qualche tentativo disperato andrebbe
fatto, è nelle cose del calcio. Ma speriamo di no, speriamo che si possa
finalmente invertire la rotta.

Sabato torna Ribery e lui deve diventare il trascinatore, è il punto di
riferimento in campo e fuori, con lui questa squadra può ritrovare un
minimo di coraggio e personalità. Ma quasi sicuramente saranno convocabili
anche Kouamè e Amrabat (ha una botta), con la speranza di recuperare pure
Castrovilli se non dall’inizio almeno per la panchina. Ieri ha ricominciato
ad allenarsi, buon segno, ma ne sapremo di più nei prossimi giorni. A
Benevento i giocatori di qualità saranno fondamentali perché è ipotizzabile
che Inzaghi faccia una gara difesa e contropiede. E con gli spazi chiusi la
qualità è fondamentale.