ROCCO FA TREMARE IL PALAZZO DEL PALLONE. DUE ORE DI VERTICE A COVERCIANO: TUTTI I RETROSCENA. LA FIORENTINA MERITA RISPETTO. MEA CULPA DI GASPERINI: ORA BASTA INSULTI. TORNA CASTROVILLI, DUNCAN CI PROVA

04.02.2020 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
ROCCO FA TREMARE IL PALAZZO DEL PALLONE. DUE ORE DI VERTICE A COVERCIANO: TUTTI I RETROSCENA. LA FIORENTINA MERITA RISPETTO. MEA CULPA DI GASPERINI: ORA BASTA INSULTI. TORNA CASTROVILLI, DUNCAN CI PROVA

Le parole di Rocco Commisso dopo Juventus-Fiorentina hanno colpito e fatto tremare il Palazzo del Pallone al punto che ieri, a botta calda, c’è stato un vertice immediato convocato a Coverciano, nel cuore delle istituzioni del calcio, nel giorno della consegna della panchina d’oro.

Il presidente federale Gravina e quello della Fiorentina che non si conoscevano, sono stati a colloquio per quasi due ore per chiarire e chiarirsi, sgombrare immediatamente il campo da quegli equivoci e da quei sospetti che hanno portato Rocco a esplodere dopo l’ennesimo errore arbitrale ai danni della Fiorentina. Da oggi si riparte su basi nuove e più serene: obiettivo centrato.

Gravina ha garantito a Rocco e a Joe Barone presente all’incontro, il rispetto assoluto per le regole e per la società viola che in fondo è quello che il presidente viola chiedeva. Nessuno ha nel mirino la Fiorentina, non ci sono complotti o pregiudizi, nessuno la considera una società di seconda fascia, il presidente federale è e sarà ancora di più il garante del buon funzionamento di tutte le componenti della Federcalcio, settore arbitrale compreso. E’ chiaro che il giorno dopo, sbollita la rabbia per il secondo rigore concesso da Pasqua alla Juventus, i toni di Rocco siano stati ben diversi. Ed è altrettanto chiaro che il presidente viola ha capito come le parole usate domenica siano state eccessive, frutto dell’adrenalina del momento. A mente fredda e in un contesto di cordialità, comunque i concetti ribaditi sono stati gli stessi. Gli arbitri, ovvio, non hanno gradito e il presidente Nicchi non lo ha nascosto. Non ha partecipato in prima persona al vertice con Commisso, ma era a due passi e il suo forte disappunto è stato trasmesso sia a Rocco che a Joe Barone.

Il fatto che lo sfogo di Rocco però abbia suscitato una immediata reazione e messo in moto la Federcalcio ai massimi livelli vuol dire che ha colpito nel segno. Se un personaggio proveniente da un’altra realtà sportiva ha avuto una reazione così forte dopo appena sei mesi di calcio italiano, è giusto allarmarsi e chiedersi il perché. E la Federcalcio lo ha fatto chiedendo però a Rocco, altrettanto ovviamente, il rispetto per tutte le componenti, a cominciare proprio dagli arbitri che fanno un lavoro complicatissimo. Ma questo Rocco lo sa bene e lo apprezza, era importante mettere un punto fermo. Serve maggiore attenzione per la Fiorentina e la designazione di Pasqua, ultimo esempio, si è rivelata sbagliata. A parte che soltanto quindici giorni prima aveva arbitrato la Viola, cosa strana, è un arbitro giovane, non internazionale, ed è stato un azzardo affidargli una sfida dagli alti contenuti emozionali e storici come quella fra la Juventus e la Fiorentina. Ormai è andata, l’obiettivo è non fare più succedere certe cose e ripartire con serenità.

E adesso? Commisso, a modo suo, ha fatto il rumore che voleva, era necessario mostrare i muscoli e far capire certe cose, però adesso che il messaggio è arrivato è necessario cambiare rotta.

Rocco deve capire che certe manifestazioni eclatanti ottengono una soddisfazione e un effetto immediato, ma alla lunga l’obiettivo deve essere un altro. La Fiorentina deve cominciare a contare stabilmente nel Palazzo del Pallone con la sollecitazione, la presenza costante, le giuste alleanze e le proposte. Rocco di sicuro lo ha già capito, ma visto che lui e Joe Barone hanno tante altre cose delle quali occuparsi, deve dotarsi di manager all’altezza, deve strutturare una società forte a tutti i livelli, anche negli uomini da destinare al lavoro con e dentro il Palazzo. Questo è da sempre il tallone d’Achille della Fiorentina, una situazione che andrà risolta: la società viola deve contare per quello che è e per quello che vale.

Tutto però deve rientrare in binari normali, la Fiorentina dovrà tornare a essere anche una squadra simpatia, portatrice di valori positivi e di energia in campo e fuori, quella stessa energia che sprigiona Rocco. Un test ci sarà sabato prossimo quando al Franchi ci sarà l’Atalanta. Torna a Firenze il diversamente simpatico Gasperini che però, diamogliene atto, ha fatto mea culpa. Ieri ha riconosciuto di avere sbagliato. Meglio, hanno sbagliato in due, i tifosi viola che lo hanno insultato personalmente e lui che ha replicato. Mettiamoci una pietra sopra. Certi cori non sono degni della civiltà e della bellezza di Firenze, torniamo agli sfottò, alla straordinaria ironia fiorentina. Torniamo al colore dello stadio e teniamo fuori la maleducazione e le offese. Questa deve essere la strada. Firenze deve pretendere quello che Rocco ha chiesto al Palazzo, ma deve anche dare se vuole tornare ad occupare i posti in prima fila nel calcio.

La strada imboccata è quella giusta. La partita sfortunata e penalizzante con la Juve ha messo in mostra una squadra che sa difendersi, ma è anche capace di interessanti ripartenze organizzate. Se pensiamo che mancavano due difensori titolari su tre e il terzo (Pezzella) è fuori forma, se l’assenza di Castrovilli è stata penalizzante, comunque s’è vista una squadra. Tanti elogi a Igor, ma ve l’avevo scritto. Difensore giovane, ma molto interessante. Piedi buoni e grande personalità, dopo due allenamenti in viola, non ha sfigurato contro Ronaldo. Sabato tornerà Castrovilli, si proverà a recuperare Duncan: la Fiorentina deve ripartire.