ROCCO È UNA CORDA DI VIOLINO, L’AFFETTO DEI TIFOSI È IL MODO MIGLIORE POSSIBILE PER DIRGLI NON MOLLARE. A NAPOLI CON RIBERY E CALLEJON, MA IL CASO RUIZ PUÒ FAR SLITTARE LA PARTITA

17.01.2021 10:50 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
ROCCO È UNA CORDA DI VIOLINO, L’AFFETTO DEI TIFOSI È IL MODO MIGLIORE POSSIBILE PER DIRGLI NON MOLLARE. A NAPOLI CON RIBERY E CALLEJON, MA IL CASO RUIZ PUÒ FAR SLITTARE LA PARTITA

Una corda di violino. Lo definiscono così, Rocco Commisso, dopo l’ennesimo no arrivato da Roma. La vicenda stadio sta sfinendo tutti, per primo colui che si era detto disponibile a mettere sul piatto oltre 200 milioni e che ora si trova costretto a ricominciare daccapo. “Lo stadio non si farà mai” è stata la prima reazione di pancia della Fiorentina, una logica conseguenza dei mille paletti della politica che resta ancorata a quelle stantie convinzioni che il Franchi sia un monumento storico, praticamente intoccabile, nonostante gli evidenti segni del tempo e il rischio enorme di farsi autogol. Il rischio di trovarsi di fronte a un altro Flaminio e quello di lasciare la Fiorentina senza uno stadio all’altezza a questo punto è enorme, Nardella tenterà ancora la via della diplomazia e incontrerà il presidente viola già a inizio settimana, mentre Fossi, il sindaco di Campi, è pronto a rimettere in piedi l’opzione di costruire lo stadio dalle sue parti. Commisso però è stanco. Quando è arrivato ha chiesto una soluzione fast, ma di fast invece ha ottenuto soltanto porte in faccia. Che il Franchi non potesse essere demolito era facile immaginarlo, che neppure le curve però si potessero avvicinare al campo però (se non costruendo una nuova struttura interna a quella già esistente) è del tutto incomprensibile. Anzi, è la prova provata che in Italia è impossibile proiettarsi nel futuro, anche se metti sul tavolo un pacco di milioni. 

La patata bollente adesso passa in mano del Comune, che dovrà adeguare lo stadio almeno per renderlo agibile quando finalmente si riapriranno le porte ai tifosi. Con quali soldi? Bella domanda. Di sicuro non con quelli di Rocco. La vera paura infatti è che adesso Commisso si stufi e dica basta. Non solo al progetto stadio, ma anche al desiderio di continuare a investire forte per riportare la Fiorentina tra le grandi. L’unica cosa che viene da dirgli allora è presidente non mollare. Il legame che si è creato spontaneo con la città è ancora vivo. Di delusioni, anche dal campo, ne sono arrivate parecchie, eppure “Io sto con Rocco” resta ancora lo slogan più usato. La città è con lui e i tifosi sono pronti a fare la loro parte, perché la passione non si cancella neppure con la burocrazia. 

Intanto sotto col pranzo napoletano, sempre che il tampone positivo di Fabian Ruiz resti davvero l’unico nella squadra di Gattuso. Gli azzurri infatti nella notte sono stati costretti a ripetere i test e naturalmente anche la semplice attesa dei risultati potrebbe giocare un ruolo nella partita. Non è escluso che possa slittare il calcio d’inizio, vedremo. D’altra parte ormai siamo abituati: il Covid comanda le nostre vite. Provando a parlare di calcio, dopo le fatiche e l’amarezza di coppa, Prandelli - sempre in attesa di rinforzi - se la dovrebbe giocare con Ribery e Callejon accanto a Vlahovic. Sarà una Fiorentina diversa, meno operaia e più votata al coraggio. Piano piano Cesare sta prendendo in mano la squadra, la sfida, come diciamo spesso, è creare un’identità di gioco con la quale iniziare a costruire il futuro. Il Napoli è fortissimo, ma quest’anno ha mostrato limiti evidenti di continuità ed equilibrio. In attacco fa paura, a centrocampo però soffre la trazione anteriore a cui è votata la squadra. Far male insomma si può: anche così, si può far tornare il sorriso al presidente.