ROCCO E LO STADIO, SE IL CONTENUTO CONTA PIU' DELLA FORMA. A MILANO LA PARTITA DOPPIA TRA CAMPO E MERCATO

25.09.2020 00:00 di Tommaso Loreto Twitter:    Vedi letture
ROCCO E LO STADIO, SE IL CONTENUTO CONTA PIU' DELLA FORMA. A MILANO LA PARTITA DOPPIA TRA CAMPO E MERCATO

E' già vigilia per la Fiorentina che domani farà visita all'Inter a San Siro, eppure gli ultimi giorni hanno riportato in cima alle priorità del club la questione stadio. Archiviati gli incontri con i Sindaci di Firenze e Campi (che ieri hanno ulteriormente fatto il punto dando vita a una nuova collaborazione che non potrà che tornar utile) Rocco ha chiarito ieri cosa significherebbe avere un impianto nuovo, condendo il tutto di repliche accalorate a chi avesse discusso le sue intenzioni di distruzione del vecchio Franchi.

Si dirà che di tutti termini se ne poteva scegliere altri, ma al tempo stesso è innegabile come sia soprattutto il contenuto, più che la forma, a meritare ascolto e attenzione. Perchè se in passato era fin troppo facile puntare il dito contro l'immobilismo degli interlocutori privati (ancora non è ben chiaro chi e quanti investitori avrebbero potuto coinvolgere i Della Valle in un progetto mai realmente presentato) oggi il primo anno di Commisso parla da solo, e non esclusivamente per il centro sportivo di Bagno a Ripoli.

Insomma a osservare la reazione stizzita del presidente nel momento in cui ha sentito definire le sue parole “inappropriate”, tra un black out e l'altro, vien da capirlo. Se il parallelo con gli Stati Uniti resta di difficile applicazione questo non significa che la politica non debba agevolare investimenti stranieri, tanto più di questi tempi, e a ben pensarci tra il bando per l'area Mercafir andato deserto e un'area a Campi inizialmente vista con sospetto, oltre alle puntuali precisazioni della Soprintendenza, è come se nei confronti delle promesse dell'americano fossero arrivate più condizioni da rispettare che non facilitazioni.

Certo, l'emendamento sbloccastadi rappresenta un'opportunità unica, e già per questo Commisso avrebbe di che festeggiare, ma stupirsi dei suoi rilanci significa anche non comprendere la logica del business stelle e strisce, probabilmente indirizzata a una prima richiesta alta (anche in termini di spazi) alla quale possa seguire un accordo a metà strada. In poche parole è lecito attendersi che Commisso stia trattando, un po' meno arroccarsi a difesa di uno stadio che di certo merita interventi profondi e radicali.

Se ne riparlerà certamente di stadio, con annessi e connessi, intanto però campo e mercato si riprenderanno l'attenzione generale. A Milano, mentre Pradè prosegue nello sfoltimento del gruppo con la cessione di Boateng al Monza, Iachini affronta un primo esame nel quale mostrare cambiamenti rispetto alla sfida della scorsa stagione.

Se la sua Fiorentina è ancora a rischio di perdere qualche pezzo (più Chiesa per il quale Pirlo continua a spingere che non Milenkovic che i viola vogliono tenere nonostante Milan e Inter alla finestra) ma la seconda sfida della stagione ha il sapore della riprova dopo il buon esordio. Modulo o interpreti conterà più di tutto l'atteggiamento, e non sarebbe male confermare le indicazioni del secondo tempo con il Torino che sono valse i primi tre punti del campionato.

Tommaso Loreto - Direttore www.firenzeviola.it