ROCCO DICE SÌ ALLO STADIO ALLA MERCAFIR. PRONTO IN QUATTRO ANNI. "ORA VOGLIO UNA FIORENTINA FORTE COME LA JUVE". VENDERE L’AREA LA MOSSA DECISIVA DI NARDELLA. E BARONE PARLA CON CHIESA. PRESTO L’INCONTRO PER IL RINNOVO. ARRIVA L’ORA DI PEDRO

15.10.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
ROCCO DICE SÌ ALLO STADIO ALLA MERCAFIR. PRONTO IN QUATTRO ANNI. "ORA VOGLIO UNA FIORENTINA FORTE COME LA JUVE". VENDERE L’AREA LA MOSSA DECISIVA DI NARDELLA. E BARONE PARLA CON CHIESA. PRESTO L’INCONTRO PER IL RINNOVO. ARRIVA L’ORA DI PEDRO

L’uomo dagli Usa ha detto sì. Rocco Commisso ha clamorosamente riaperto alla costruzione dello stadio alla Mercafir che soltanto pochi giorni fa sembrava diventata un’utopia: “Ora cominciamo a vedere delle concrete possibilità”. È questa la sintesi del pensiero del proprietario della Fiorentina che a caldo, durante le celebrazioni del Columbus Day a New York, ha immediatamente commentato la svolta voluta e annunciata dal sindaco Nardella ieri pomeriggio.

Il fast fast fast di Nardella s’è finalmente sposato con il fast fast fast dello zio Rocco.

Cosa è successo per far cambiare idea, per far tornare il sereno in rapporti che sembravano difficili?

Ricordiamo che soltanto una settimana fa stanco delle difficoltà fiorentine, Rocco aveva aperto allo stadio a Campi dicendo che "noi non costruiamo gli impianti sportivi a Manhattan, ma nel Bronx o nel Queens o nel New Jersey". E chi vuol capire capisca…

Nardella ha capito in fretta il messaggio, ha reagito con vigore, s’è scontrato con tutto e tutti e al volo, a testa bassa s’è buttato sulla questione trovando una soluzione che sembra gradita a Rocco. Del resto Nardella non poteva permettersi di perdere lo stadio, sarebbe stata la sua debacle politica. Lui che ha firmato la legge sugli stadi. Dopo anni passati a dire, lo stadio sarà il fiore all’occhiello della mia gestione, farselo portare a Campi sarebbe stata una sconfitta senza appello. E invece il colpo di coda pare abbia funzionato.

La chiave di volta è stato mettere in vendita l’area Mercafir. Rocco s’era stizzito l’estate scorsa quando aveva saputo che l’eventuale stadio doveva insistere su un’area pubblica, con vincoli per lui inaccettabili. Soprattutto questo tipo di soluzione avrebbe impedito di mettere a bilancio il valore immobiliare dello stadio e quindi sarebbe stato inutile ai fine della crescita economica della Fiorentina. Ora Rocco può fare quello che aveva in testa, comprare l’area, costruire lo stadio, tutto interamente di proprietà della Fiorentina.

Nardella ha inoltre cercato di limare anche sulla prima previsione sui tempi di realizzazione dell’opera risolvendo un altro problema di fondo: chi paga il trasferimento della Mercafir?

Al pago io, no paghi tu, dell’era dellavalliana, s’è risolto coprendo i costi dello spostamento con gli introiti derivanti dalla vendita dell’area e ulteriori eventuali soldi pubblici da stanziare. In questo modo, stabilito chi paga, la Mercafir potrà iniziare subito il trasferimento che necessiterà di circa 24 mesi.

Per Nardella saranno poi necessari altri 24 mesi per fare lo stadio. Totale: quattro anni. A naso la previsione è ottimistica, siamo in Italia e i tempi europei sbandierati dal sindaco spesso saltano, ma Rocco ha già ottenuto molto e non crediamo che sei mesi più sei mesi meno ora possano rimettere in gioco tutto. Ovviamente i tecnici di Commisso valuteranno tutte le fasi di avanzamento, tecniche e burocratiche, prospettate da Nardella, ci saranno confronti serrati, ma quando Rocco nella sua dichiarazione parla di “importanti passi in avanti”, è logico pensare che l’obiettivo sarà centrato.

Con lo stadio alla Mercafir e il centro sportivo a Bagno a Ripoli, nel giro di pochi anni la Fiorentina si metterà al livello delle grandi società europee.

E’ ovvio che la soluzione Mercafir per lo stadio sia la più gradita, vicina all’aeroporto, ben servita, con la tranvia a un passo. C’è sicuramente da brindare anche se non abbiamo capito l’atteggiamento ostruzionistico a Campi. Rocco Commisso che ha voglia di investire per la Fiorentina e per Firenze va assecondato, la sua straordinaria spinta va cavalcata e l’obiettivo dovrebbe essere comune. Qualora Commisso avesse ritenuto non idonea per interessi suoi o per valutazioni sue l’area Mercafir, sarebbe stato un delitto perdere l’occasione di farlo comunque fare in un territorio contiguo, burocraticamente sgombro da ostacoli. Per fortuna come diceva la mì nonna, tutto è bene quel che finisce bene. Se i tempi promessi da Nardella saranno mantenuti, lo stadio si farà. Non è poco. Commisso durante il Columbus Day ha trasmesso il suo entusiasmo anche a Lapo Elkann, presente alla manifestazione: “Ora farò una Fiorentina forte come la Juventus”. E’ stata la sfida lanciata da Rocco.

Ma una buona notizia ieri è arrivata anche da Joe Barone che oltre a commentare l’affare stadio entusiasticamente ha rivelato: Io con Chiesa parlo tutti i giorni. Come a voler sottolineare che i rapporti sono ripresi e sono molto buoni. La Fiorentina vuol far capire a Chiesa che sta costruendo una grande squadra e il futuro può essere pieno di soddisfazioni anche restando a Firenze. L’intenzione di Joe Barone è quella di incontrare il babbo Chiesa per proporre il rinnovo del contratto entro quest’anno, al massimo nel mese di gennaio. Come per tutti gli altri anche a Chiesa sarà proposto l’allungamento fino al 2023-2024 con un ingaggio da quattro milioni netti. Come per Ribery. Dopo le incomprensioni di questa estate, si cerca il ritorno a un rapporto positivo anche se per ora da casa-Chiesa non sono arrivati segnali positivi. Ma il tempo non manca.

Passando al calcio giocato lo stesso Chiesa sta recuperando. Dovrebbe essere pronto per lunedì a Brescia.

 Di rientro dalla Nazionale Under 21, sarà valutato anche il brasiliano Pedro, ormai pronto per entrare in pianta stabile nel gruppo di Montella aspettando la prima convocazione. Pedro ha segnato e ben figurato con la sua Nazionale, non è ancora al massimo, ma fra poche settimane potrebbe dimostrare il suo valore anche a Firenze. Per molti sarà la scoperta, il vero colpo dell’estate di Pradé, quel centroavanti che Montella sta aspettando per dare un’alternativa al duo Chiesa-Ribery.