ROCCO COME DRAGHI, SENZA CRITICHE: CHE SIA RIVOLUZIONE LAICA, SENZA GUERRE DI RELIGIONE SUI GIOCATORI. TANTO GIGANTI NON CE NE SONO

26.02.2021 11:05 di Stefano Prizio Twitter:    Vedi letture
ROCCO COME DRAGHI, SENZA CRITICHE: CHE SIA RIVOLUZIONE LAICA, SENZA GUERRE DI RELIGIONE SUI GIOCATORI. TANTO GIGANTI NON CE NE SONO

Così come è ardua e sterile la missione del lettore e spettatore patrio che voglia reperire tra i millanta media che ragionano a nastro di politica ogni dì, una critica o peggio presa di posizione contraria, all’attuale presidente del consiglio italiano Mario Draghi. Così è difficile ed inane, il compito del tifoso viola, ansioso di udir criticare Commisso.

Perciò Rocco nostro benedetto (anche noi ci uniamo volentieri al coro agiografico) davvero non si può lamentare di cattiva stampa, benchè lo faccia ogni volta che parla… Eppure tutti i giovinetti con barbette di varie fogge che affollano le tv locali, lavorando gratis per la gioia dei loro gongolanti editori catodici, giovinetti autoreferenziali, senza graffio e senza curriculum o improbabili cronisti più attempati che han lappato questo o quel padrone sopravvivendo ad ogni stagione, tutti loro cantano in coro monotono: quant’è bravo Rocco, quant’è bello Rocco... E anche tra i giornali, le radio e i siti internet, c’è la medesima sordina volontaria. Certo, specie a confronto col predecessore, l’attuale patron è davvero una manna, perciò tanta benevolenza è in gran parte meritata.

Però è evidente, come già detto, come urga una rivoluzione estiva visti i risultati sportivi mediocri. Rivoluzione non di soldi, quelli l’italo americano li ha sempre messi, ma di uomini. In tal senso proponiamo il seguente ragionamento che è anche un auspicio: che sia una rivoluzione laica, senza guerre di religione su rinnovi di contratto e auspicate incedibilità... Guccini diceva: ‘ tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti’. Qui giganti non ve ne sono. La Fiorentina ha un ottimo e giovane portiere, Dragowski. Un centrocampista, Castrovilli, di quella razza che a Firenze storicamente piace cullare con gli occhi, come accadde con Antognoni, ma non è Antognoni, no proprio non lo è. E una punta, Vlahovic, che da imberbe promessa, si sta trasformando, grazie alle amorevoli cure di Prandelli, in un campioncino suscettibile di altri miglioramenti. Prospettive, non giocatori da Champions, il resto, tranne rari pesciolini buoni, è paranza.

Giganti non ce ne sono ancora, forse alcuni lo diventeranno, ma non lo sono, perciò si può cambiare chiunque senza che il cuore si fratturi. Dinanzi ad offerte munifiche sarà giusto cedere per reinvestire, con l’obiettivo di allestire finalmente una squadra che non soffra per la salvezza, ma che lotti per agguantare l’Europa che manca da troppo in queste contrade, dipoi sarà l’ora di provare a nobilitarla quell’Europa, cercando di tornare nel continente dei grandi, cioè in Champions League. Ma disperdendo energie e risorse in guerre di religione, in lotte intestine per tenere questo o quel giocatore, il difficile obiettivo s’allontana invece di avvicinarsi. La strada è un ambiente pacificato, una dirigenza rinnovata negli uomini e nei concetti calcistici, risorse provenienti dal mercato e dall’azionista di maggioranza (come detto non son mai mancate da che è qui Commisso), per costruire una nuova Fiorentina, più razionale, più di qualità, più adatta al calcio del tecnico che la dovrà allenare che sia Prandelli o un altro.

A proposito, la vicenda allenatore, sarebbe d’uopo fosse sciolta velocemente, c’è bisogno di certezze, tanto in questa stagione, più della salvezza non c’è da sognare, perciò nessuno si sgomenta, né dentro né fuori dal club, se si sa chi sarà l’allenatore l’anno prossimo. Eviti la società di smentire ogni notizia, tanto per rinfocolare lo scontro con la stampa, che già l’informazione ufficiale della società, col suo house organ, pare il ‘Truman show’.