RITIRO DECISO DALLA SQUADRA: IL GRUPPO HA CAPITO LA DIFFICOLTÀ. A BOLOGNA LA PRIMA FINALE. IL FUTURO PUO’ ATTENDERE…LA SALVEZZA. COPPA ITALIA: HA VINTO TUTTO IL VIVAIO

01.05.2021 11:22 di Mario Tenerani   Vedi letture
RITIRO DECISO DALLA SQUADRA: IL GRUPPO HA CAPITO LA DIFFICOLTÀ. A BOLOGNA LA PRIMA FINALE. IL FUTURO PUO’ ATTENDERE…LA SALVEZZA. COPPA ITALIA: HA VINTO TUTTO IL VIVAIO
FirenzeViola.it

I problemi non evaporano con i ritiri, ma i ritiri servono a prenderne consapevolezza. Se poi, a richiedere la clausura con un giorno di anticipo, sono gli stessi calciatori, è ragionevole immaginare che in loro sia scattata la molla della presa d’atto. 
La vigilia del frangente delicato, più di altri, che spinge a restare assieme perché il blocco unito ha qualche chance in più di farcela. I viola si sono impantanati in questa palude perché hanno sbagliato tanto - la cifra tecnica collettiva non lasciava prevedere questo finale di stagione thriller -, e loro dovranno tirarsi fuori dai guai. Perché nessuno li aiuterà. Nessun conto sugli altri, la Fiorentina dovrà farcela in solitudine, ma per sua fortuna è ancora lei a dare le carte. Tre punti di vantaggio sono un soffio, ma questo refolo di vento può diventare decisivo per gonfiare i polmoni della speranza. Bel gesto ritrovarsi un giorno in anticipo.

Un piccolo sforzo, estremamente significativo che ha incassato, secondo logica, l’apprezzamento di tecnico e società. Commisso ha fatto il presidente, esercitando il ruolo del padre di famiglia: “Non ho mai rimproverato i miei calciatori”, ha detto a Rtv38. In un periodo così servono anche queste carezze. Soprattutto se il branco ha scelto la strada del ritiro. Ora la parola passerà al campo, l’unico linguaggio definitivo. Bologna vale una delle prime cinque finali salvezza con le quali la Fiorentina dovrà misurarsi. Gara che porta in dote problematiche di vario genere, non ultima l’umiliazione patita dai rossoblu contro l’Atalanta, cinque sberle in faccia che potrebbero aver lasciato il segno. Mihajlovic ha caricato il Bologna perché ha necessità di un riscatto immediato: capiremo solo domani se i suoi giocatori sono rimasti chocccati o meno dal rullo atalantino. Sfida complicata per la Fiorentina, non ci sono vie da fuga. Va affrontata con l’intelligenza dello stratega e l’animo del gladiatore. Punti con le buone o con le cattive perché la concorrenza fa sul serio, in fondo alla classifica c’è una grande ammucchiata. 

Ieri al centro sportivo sono passati cinque procuratori, tra questi anche Davide Lippi. Se parlassimo di politica, potremmo raccontare di un giro di consultazioni in vista della creazione del governo, cioè la prossima stagione con annesso calciomercato. I dirigenti viola hanno parlato con gli agenti e cercato di sondare il terreno per eventuali trattative. Solo una ricognizione perché la contingenza viola racconta di una salvezza da conquistare, magari prima dell’ultima di campionato. Mercato congelato, dunque. Così come la questione allenatore. Ci sono idee concrete, pensiamo a De Zerbi, Gattuso, e altro, ma adesso è impossibile chiudere qualsiasi accordo. Senza la tranquillità, senza la certezza di un patimento finito, non si va da nessuna parte. Il futuro può attendere…la salvezza. 

E’ stata la settimana della Coppa Italia Primavera. Terzo successo consecutivo per i ragazzi viola. Tre anni fa c’erano un altro presidente, un’altra gestione, un’altra squadra, allenata da Bigica. Due trofei per Rocco Commisso. E’ cambiato tutto, ma è rimasto il successo. Quello degli uomini del vivaio viola. Una piramide la cui vetta è rappresentata dalla Primavera, ma la filiera è vincente. Quasi tutti nell’ombra, ma con un lavoro immane. Certificato dai trionfi e soprattutto dalla quantità di professionisti a zonzo per l’Italia, tra serie A e B. La Nazionale a Coverciano è l’esempio più calzante: quanti ex giorni viola ci sono… Purtroppo sono stati venduti o peggio ancora persi. Ma la colpa è di chi li ha lasciati partire, per la necessità di far cassa o più semplicemente per l’incapacità di pesare il materiale umano. Mentre il merito va ai dirigenti del settore giovanile che hanno cresciuto generazioni di buoni giocatori. Pensiamo alle due colonne Maurizio Niccolini e Stefano Cappelletti, un tempo guidati da Enzo Vergine e oggi da Valentino Angeloni. A cascata tutti gli altri che lavorano in ogni comparto, senza riflettori, ma con dedizione e perizia. Un plauso particolare ad un allenatore in carriera, Alberto Aquilani. In campo era uno spettacolo vederlo giocare a testa alta, con il calcio della bellezza conficcato nella testa. Quel calcio è rimasto ora che Alberto fa l’allenatore. Ha scelto ancora la via della qualità per i suoi discepoli. La Primavera viola gioca sempre in modo propositivo, assumendosi dei rischi, ma senza mai rinunciare alla propria idea tattica. Bravi tutti. Applausi.