RISTRUTTURAZIONE FRANCHI, GLI OSTACOLI SE SI RESTA A GIOCARE A CAMPO DI MARTE

05.10.2022 11:10 di Donato Mongatti   vedi letture
RISTRUTTURAZIONE FRANCHI, GLI OSTACOLI SE SI RESTA A GIOCARE A CAMPO DI MARTE

Ad inizio 2024, se non sorgeranno imprevisti, dovrebbero avviarsi i lavori di ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi di Firenze ed entro la fine del corrente il Comune di Firenze, che ha reperito i fondi per coprire i costi dell'intervento, necessita di una risposta da parte del Club di Rocco Commisso: resterà la Fiorentina a giocare nell'impianto di Campo di Marte durante le opere di ammodernamento, oppure andrà altrove?

La questione va chiarita, poiché, in caso di permanenza, lo studio di progettazione ARUP che si è aggiudicato il concorso bandito da Palazzo Vecchio per ridare un nuovo volto alla struttura inaugurata oltre 90 anni fa, deve pianificare la cantierizzazione garantendo la sicurezza degli spettatori.

Tralasciando gli aspetti strettamente legati al tifo viola e il danno che subirebbe la squadra dal mancato sostegno del pubblico (affrontati negli scorsi articoli), quel che è fuor di discussione è che lavorando col team gigliato che resta a giocare nel suo stadio i tempi per ultimare l'intervento si allungherebbero.

Una volta avviate le opere di edilizia, la capienza che si potrebbe garantire al Franchi durante il clou delle edificazioni, spiegano fonti qualificate, scenderebbe a circa 12.000 spettatori, ma questo numero potrebbe essere ulteriormente limitato dalla Questura. Oltre l'incolumità dei tifosi (che dovranno sedere lontano dalle aree di cantiere), c'è una questione di ordine pubblico da tenere in considerazione e perciò, le Autorità che regolano la sicurezza, in occasione di partite “ad alto rischio”, potrebbero decidere di limitare ulteriormente gli accessi (già drasticamente ridotti).

Ecco che, ad esempio, sia forme di abbonamento, sia la messa in vendita dei biglietti per i singoli match, necessiterebbero di una strategia “variabile”, a seconda delle aree interdette dai lavori e della squadra ospite.

Il Presidente del Milan Scaroni, giusto la settimana scorsa, in occasione di un incontro a Milano in merito al progetto del nuovo stadio San Siro, motivando l'impossibilità di ristrutturarlo in luogo di edificare un nuovo impianto, ha spiegato che “tutte le ristrutturazioni avvenute negli ultimi anni sono avvenute dove c'era un solo club e dove c'era uno stadio vicino, dove per periodi cruciali le squadre traslocavano”.

Quando nel 2019 , appena giunta sulle sponde dell'Arno, la nuova Proprietà viola illustrò l'idea di adeguamento dello stadio Franchi firmata Casamonti (non formalmente presentata in Palazzo Vecchio), gli interventi, tra le opzioni, prevedevano di essere eseguiti con la Fiorentina che avrebbe dovuto giocare altrove. Una soluzione, quella di abbandonare il Franchi, con la quale il Club gigliato si è confrontato fin da subito. Restare al Franchi o trasferirsi? Da quando è stato decretato il progetto vincitore, a chiunque voglia prendersi la briga di consultare documenti pubblici, sono noti i lavori che verranno svolti.

A seguito di certe dichiarazioni, talvolta, si ha invece la sensazione che l'ammodernamento che in futuro garantirà benefici economici non trascurabili non riguardi la Fiorentina. Anche sabato scorso Commisso ha suonato lo stesso disco: “Ho incontrato ARUP e il Sindaco, ma mi devono dare proprio questo tipo di risposte: dove si giocherà, quando si comincerà e quando si finirà. Noi non possiamo avere tre anni fuori dal Franchi, non fa bene alla squadra anche se il lavoro si deve fare”.

Il continuo prendere tempo non fa altro che dare forza alle voci, smentite recentemente dallo stesso Presidente, di una possibile cessione del club prima dell'inizio dei cantieri firmati ARUP. Ogni via, come detto, è percorribile, ma la strada da scegliere necessita di una risposta rapida e definitiva.