RISOLVETE LA QUESTIONE ITALIANO: TUTTO RUOTA INTORNO A QUELLA. AMRABAT È IL SOSTITUTO DI TORREIRA. L’ATTACCO ORA VALE 20 GOL COMPLESSIVI. LE RETI SEGNATE DA 8 GIOCATORI OFFENSIVI. BELLANOVA VUOLE FIRENZE, MA COSTA… DODO SAREBBE UN GRAN COLPO

04.06.2022 11:00 di Mario Tenerani   vedi letture
RISOLVETE LA QUESTIONE ITALIANO: TUTTO RUOTA INTORNO A QUELLA. AMRABAT È IL SOSTITUTO DI TORREIRA. L’ATTACCO ORA VALE 20 GOL COMPLESSIVI. LE RETI SEGNATE DA 8 GIOCATORI OFFENSIVI. BELLANOVA VUOLE FIRENZE, MA COSTA… DODO SAREBBE UN GRAN COLPO

Si fa un po’ di fatica a capire perché dopo un’annata fenomenale (rubiamo l’aggettivo al presidente Rocco), durante la quale la Fiorentina è tornata alla ribalta cancellando anni bui e giocando un calcio interessantissimo, forse il più bello, sublimato dal ritorno in Europa dopo 5 anni, si debba stare a mezz’aria per la vicenda Italiano. Verrebbe da chiedersi: cosa c’è di non detto? Cosa non sappiamo? Cosa ci negano? Perché un società che prima ne aveva sbagliate tante e che finalmente ha fabbricato una grande stagione, indovinando il colpo dell’allenatore, non lo rivendica come successo personale? Perché temporeggia? Fino ad arrivare all’ultima dichiarazione di Commisso, “spero rimanga…”

Non torna nulla in questa storia perché si percepisce una freddezza tra le parti che non è comprensibile ancorché giustificabile. Chiudiamola subito, anzi, chiudetela in fretta, voi. Risolvete la vicenda Italiano immediatamente. Annunciate il prolungamento del rapporto di lavoro e l’inizio di un mercato condiviso. 

La società merita la fiducia per aver investito, fino a pagare una clausola per liberarlo, su un allenatore emergente e Italiano si merita la propria per aver trascinato la squadra in Europa dopo che il club gli aveva fissato anche il premio per il decimo posto. A dimostrazione di come ci fosse necessità, tanta, di ripartire dopo due anni da piangere. 

Tutto ruota intorno al rinnovo di Italiano, le altre operazioni fanno parte di un effetto domino. Prima l’allenatore, il resto verrà da sé. 

Capitolo Torreira: ci arrenderemo solo quando ci diranno che è finita. Vogliamo conservare un briciolo di speranza, alla luce anche della rivolta pacifica dei tifosi, con gli hashtag dedicati al riscatto del regista. Ma le sensazioni non sono positive. Ci pare che la soluzione sia più interna che esterna: fuori Torreira e dentro Amrabat. Con due buone ragioni per al società: primo, valorizzare un acquisto da 20 milioni che fino ad oggi ha reso solo in parte. Secondo, risparmiare l’esborso su Torreira e sul suo vice. Tornerà Pulgar. Nella politica del contenimento dei costi, per altro esaustivamente esplicitata nell’ultimo intervento del presidente, da qualche parte bisogna tagliare. Si potrebbe discutere ore sulle differenze tecniche e tattiche tra il marocchino e l’uruguagio, ma le chiacchiere ci sfinirebbero, un po’ come il possesso palla esasperato e sterile. Si può giocare anche con Amarabat davanti alla difesa, la legge non lo vieta, ma bisogna immaginare un centrocampo con interni di un certo tipo. Senza dimenticare che l’ex Verona è allergico al gol, mentre Torreira, grazie a Italiano è diventato uno splendido incursore-bomber. Con la stima profonda per Amrabat, protagonista tra l’altro di un ottimo finale di stagione, il passaggio da lui a Torreira rappresenterebbe un passo indietro e non in avanti. Quantomeno sulla carta. 

Ma c’è un problema molto più importante e delicato del regista: l’attacco. Un anno fa la Fiorentina partiva, intanto, dai 21 gol fatti in campionato da Vlahovic. Da agosto a gennaio ce ne sarebbero stati poi altri 17. Ora, seguendo le sane regole del calcio - all’inizio della nuova annata si contano le vecchie reti per capire su quale budget offensivo può contare un allenatore -, la Fiorentina può puntare su 20 gol complessivi realizzati da 8 calciatori di attacco. Sia chiaro, siamo solo al 4 giugno, il mercato vero deve ancora cominciare e non possiamo immaginare quali punte si assicureranno i manager viola. Ma dovendo restare ancorati alla stretta attualità, i numeri sono lì: zero reti Kokorin, 2 Cabral e 3 Piatek. Stop. A questa miseria di gol, vanno aggiunti i 15 firmati da Gonzalez (il più prolifico a 7), Saponara e Sottil (3), Callejon e Ikonè (1). 

Al di là di tutte le fondate (speriamo) speranze su Cabral e Ikonè che dovranno fare molto di più di quanto ci hanno fatto vedere fino ad ora, la matematica non mente. Bisogna ripartire dalla concretezza dei dati. Per questo la riflessione che stanno facendo i dirigenti viola su Cabral e Piatek, oltre che su qualche esterno, è opportuna. Insomma, doverosa. 

Con i gol non si scherza. La Fiorentina non può più sbagliare. Si deve partire da lì, da un potenziale serio, poi sul rimanente ci si aggiusta. Un terzino, un centrale, un centrocampista, qualcosa si può sempre inventare. Coi gol invece non si inventa nulla: andate a consultare i tabellini delle partite, segnano sempre i soliti. O no?

Bellanova potrebbe essere un valido sostituto di Odriozola, quantomeno in prospettiva. A Cagliari dicono che strizzi l’occhio alla Fiorentina. E questo è bello, certamente. Però ha un cartellino che costa svariati milioni. Non lo regalano in Sardegna e fanno bene. La Fiorentina avrà voglia di investire su questo esterno che al netto della terribile retrocessione del Cagliari, ha fatto davvero cose egregie? 

Altrimenti Dodô, altro profilo. Migliore in tutto rispetto a Bellanova, anche per l’esperienza internazionale. Purtroppo la situazione dell’Ucraina è nota, da lì sta partendo anche una migrazione calcistica. Lo Shakhtar Donetsk vende e ciò che prima costava 20 milioni, adesso può valere molto meno. Maledetta guerra, sempre, ma il quadro è questo. Con un terzino-attaccante così l’assenza di Odriozola si noterebbe meno, forse per nulla.