RIBERY, VASCO E L’ORGOGLIO CHE TI FREGA. FRANCK È IL NOSTRO CAMPIONE: GODIAMOCELO. IL LECCE HA VINTO, ORA SERVE SCACCIARE I FANTASMI DEL FRANCHI. I TIFOSI SCRIVONO A CONTE: LA BATTAGLIA CONTINUA

08.07.2020 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
RIBERY, VASCO E L’ORGOGLIO CHE TI FREGA. FRANCK È IL NOSTRO CAMPIONE: GODIAMOCELO. IL LECCE HA VINTO, ORA SERVE SCACCIARE I FANTASMI DEL FRANCHI. I TIFOSI SCRIVONO A CONTE: LA BATTAGLIA CONTINUA

Ribery sleale, opportunista, per qualcuno perfino traditore. E’ bastato un post per alzare un polverone. E dire che Franck aveva tutto il diritto di sfogarsi, di ascoltare il cuore e le paure della sua famiglia. Il furto infatti non è solo togliere qualcosa a qualcuno. Ma diventa minaccia, insinua dubbi e toglie certezze. Soprattutto a chi è genitore. In quelle parole durissime invece, c’è chi ci ha letto solo la voglia di andarsene, magari prendendo la palla al balzo, vista la deludente classifica viola. 

Si chiama orgoglio quello che ti frega, canta Vasco. La fierezza fiorentina infatti in questo caso non c’entra nulla. Ribery non ha offeso Firenze, ha solo scritto quello che provava in un momento di rabbia. Va capito e aiutato: è proprio ora anzi, che va fatto sentire a casa, senza che l’ipersensibilità confini in autolesionismo. La reazione giusta l’ha avuta la Fiorentina: Commisso lo ha chiamato, i compagni gli hanno fatto compagnia a cena, Pradè e Barone ci hanno parlato a lungo. Franck sei dei nostri, tieni duro campione: è questo il messaggio da fargli arrivare. L’unico capace di far sparire i cattivi pensieri di un uomo scosso. Il futuro naturalmente non lo conosce nessuno, nelle scelte di FR7 conterà tantissimo il parere della moglie Wahiba: nel frattempo mi auguro che già da oggi Iachini lo mandi in campo. Anche e soprattutto perché la sua classe è spesso l’unica luce che si accende nel gioco viola. La caviglia sta bene, la fatica si fa sentire, ma anche part time le sue giocate potrebbero far la differenza. Il Lecce per altro ha vinto (che la Lazio fosse bollita si era già visto con la Fiorentina) e la classifica, pur nettamente migliore dopo la vittoria d’oro di Parma, non è ancora del tutto sistemata. 

Per chiudere il discorso salvezza una volta per tutte, la Fiorentina avrà bisogno di battere i fantasmi che infestano il Franchi: in casa quest’anno ha vinto appena 3 volte su 15, l’anno scorso 5 su 19. Il totale fa 8 successi in 34 partite, meno di una volta su quattro. Una miseria, una media da retrocessione che racconta alla perfezione quanti limiti abbia questa squadra e quanta strada ci sia ancora da fare per tornare in alto. Cagliari e Verona in casa però sono una doppia occasione da non fallire, anche perché subito dopo arriverà la trasferta di Lecce: in Salento sarà d’obbligo arrivarci con un vantaggio rassicurante sul terzultimo posto. Altrimenti toccherà rivivere le ansie di quando Cerci, con Guerini in panchina, salvò i viola all’ultimo tuffo. Sei mesi dopo l’ultima volta (la Fiorentina non vince in casa dal 12 gennaio, 1-0 soffertissimo alla Spal), una delle armi per riuscire nell’impresa di vincere al Franchi potrebbe essere la freschezza. Beppe a Parma ha azzeccato le scelte: fuori chi era in riserva e dentro gente come Venuti, motivata e in forma. Vlahovic è uno che avrà molto da farsi perdonare, contro il Cagliari del Cholito sarà uno degli osservati speciali. E anche Chiesa, dopo aver assaggiato la panca, vorrà rifarsi. All’andata la Fiorentina subì una lezione di calcio, ma il Cagliari di oggi ha perso impeto e non è più quella squadra che sognava correndo a mille all’ora. Si può fare insomma, a patto di aggiustare la mira sotto porta e non lasciarsi prendere dall’ansia. 

A proposito di Franchi, i tifosi non mollano. Anzi, rilanciano. Proprio oggi partiranno le lettere per chiedere a gran voce lo stadio nuovo, una delle quali finirà a Palazzo Chigi. Serviranno a qualcosa? La burocrazia è una brutta bestia, ma mantenere alta l’attenzione è già importantissimo.