RIBERY, GIALLO SULLA QUARANTENA. UNO SOLO FRA PAQUETÁ E DE PAUL, MA DIPENDE DA CHIESA. UN GIOCATORE POSITIVO? SI FERMA TUTTA LA SQUADRA: COSÌ LA RIPARTENZA È UNA FINTA. FRANCHI, I LAVORI PER METTERLO IN SICUREZZA

12.05.2020 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
RIBERY, GIALLO SULLA QUARANTENA. UNO SOLO FRA PAQUETÁ E DE PAUL, MA DIPENDE DA CHIESA. UN GIOCATORE POSITIVO? SI FERMA TUTTA LA SQUADRA: COSÌ LA RIPARTENZA È UNA FINTA. FRANCHI, I LAVORI PER METTERLO IN SICUREZZA

Il governo ha dato l’ok alla ripresa degli allenamenti collettivi da lunedì prossimo e in teoria è una bella notizia. In teoria, appunto. Ma perché?

Perché il protocollo della Federcalcio è stato rivisto e corretto dal Comitato scientifico governativo in modo restrittivo al punto che riprendere il campionato rischia di essere qualcosa tra speranza e sogno. Certezze zero, alto rischio.

Dunque, dice il governo, gli allenamenti ripartono, ma se si trova un nuovo positivo tutta la squadra si ferma e finisce in quarantena. Siccome le probabilità di contagio restano alte e comunque ci sono, che si fa a quel punto, chiudiamo il campionato o diciamo a quella squadra “spiacenti” e si riparte in diciannove o in diciotto società?

E’ facile capire che così diventa una sorta di roulette russa. Invece in Germania, ad esempio, fermano l’interessato e stop.
Seconda imposizione governativa: i medici sociali saranno responsabili della salute e di tutti i risvolti, compresi quelli legali, legati ad eventuali contagi. Se foste un medico accettereste una roba del genere? Terza disposizione logica e giusta, ma forse di difficile attuazione per le società più piccole: tamponi, controlli sierologici e quant’altro dovranno essere a carico delle squadre, ovvio, ma soprattutto non dovranno ostacolare o prevaricare la salute pubblica. In sostanza servono laboratori privati convenzionati con le società di calcio, costi molto alti e tempi rapidissimi. E’ possibile? Chissà.

Cosa risponderanno la Federcalcio e la Lega?

Volevano la bicicletta e ora non resta che pedalare, ma la strada è in salita come era logico aspettarsi. Molto del futuro è legato alla risposta della prima mini-apertura sociale di questi giorni. Se il numero dei nuovi contagiati continuerà a scendere e non ci saranno impennate, forse il calcio potrà provare a rischiare. A naso, dieci giorni per capire.

Ma poi, che calcio sarà? Di questo sono assai poco preoccupati i dirigenti che pensano al solito denaro, mentre monta la contestazione di alcune tifoserie che non vogliono la ripartenza in queste condizioni. Perplessi anche i giocatori che presto prenderanno una posizione ufficiale. Ma ci sono molte altre categorie che ruotano attorno alla ripartenza, dagli operatori televisivi ai fotografi, che aspettano di sapere il loro destino.

La Fiorentina, inoltre, per bocca di Joe Barone ha fatto sapere di non gradire le cinque sostituzioni approvate dall’Ifab in previsione di un periodo con tante gare ravvicinate. Faccio una battuta: Joe non si fida della panchina viola…Scherzi a parte, cambiare le regole in corsa non è mai bello. E cinque sostituzioni (sei in caso di supplementari) rischiano di snaturare il gioco al livello delle amichevoli o quasi.

Comunque un dato positivo c’è, le squadre sono tornate ad allenarsi individualmente, compresi i giocatori della Fiorentina. A turno, in pezzi di campo stabiliti, comunque si lavora. E poi, della serie perché non ti fai i c… tuoi, mi piacerebbe comunque sapere come mai i Viola si allenano senza indumenti sociali. Le foto che sono circolate ricordano le corse su spiagge caraibiche, pantaloni a fiori e compagnia…Hanno finito le maglie? Provvediamo, Rocco, provvediamo. L’abito non farà il monaco, ma l’immagine sì…

Detta questa minuzia, invece Ribery è in quarantena e questo condiziona la sua ripresa. Piccolo giallo perché la Fiorentina, non so in base a cosa, pensava di poter superare il problema e far allenare da subito il francese ai campini. Francese che, fra l’altro, deve sempre fare il lavoro particolare di recupero. Anche Ibra ad esempio, tornato ieri, è in quarantena, vediamo come finirà questa storia.

Come sappiamo, è tornato al Centro Astori anche Daniele Pradè. Ha incontrato i collaboratori e disegnato le prima mappe del mercato. Le strategie e i ruoli da coprire sono noti da tempo, il Coronavirus ha stravolto i tempi e i modi, ma si lavora con tutta la squadra dello scouting. I nomi che girano sono tanti, alcuni nuovi, altri riciclati. Alcuni plausibili, altri divertenti. Sappiamo da tempo della grande voglia di Rocco di fare una squadra forte, per attaccare la zona Champions se ci saranno i presupposti. La Fiorentina che verrà sarà la sua prima vera Fiorentina e non vuole deludere nessuno. Molto, come sappiamo, dipenderà dal futuro di Chiesa e almeno entro giugno le idee dovranno essere chiare. Andare o restare cambia molto sotto l’aspetto tecnico, ma anche economico.

Fra i nomi nel mirino tengo sempre alto Paquetà, anche se la confusione societaria nel Milan e l’attenzione di molti club con appeal maggiore sono ostacoli. De Paul piace sempre e l’Inter ha mollato la presa. Mi sembra un cincinino azzardato ipotizzare che la Fiorentina li voglia entrambi…bomba libera tutti. Ce la vedete una rosa con Castrovilli, De Paul e Paquetà? Se trovate un allenatore capace di farli giocare tutti e tre assieme pago da bere. Poi qualcuno dimentica sempre che Amrabat è già stato comprato. E pure Kouamè. Mi diverto anche a leggere di Calabria (qualche volta ricordate che c’è Lirola…) e a rileggere di Florenzi. Ma il mercato è un grande giro di valzer e i giocatori forti arriveranno.

Questione stadio. Nardella s’è finalmente ricordato che la legge che non funziona è la legge Nardella. Toh… Qualcuno si affretti a cambiarla, la sua apprezzata autocritica diventa quasi un appello per tenere caldo Rocco. Nel frattempo, e approfittando di molti mesi purtroppo senza pubblico, s’è messo mano al Franchi. Che succede?

Niente in ottica futura. S’è finalmente deciso di fare restauri per ragioni di sicurezza dopo gli allarmi che c’erano stati e per intervenire su una vera e propria vergogna, fra cemento armato sbriciolato dagli anni, ruggine diffusa, parti deteriorate. Spero si faccia qualcosa anche per le toilette indegne di una città come Firenze.

Devo anche ritornare su un vecchio concetto che fatica a entrare nella testa di troppa gente (politici compresi) e del quale Joe Barone ha riparlato anche pochi giorni fa. Lo diceva perfino Cognigni…quando c’era lui, caro lei…

Dunque, restaurare il Franchi va benissimo. Per carità. Se si vuole uno stadio più vivibile ben venga per mille ragioni, anche di immagine e di Europa sperando che la Fiorentina ci torni prima possibile. Ma un Franchi rivisitato e più civile, non aiuterebbe la Fiorentina a crescere. Per alzare il fatturato i Viola hanno bisogno dello stadio di proprietà dal quale trarre risorse, ma anche di strutture collegate da mettere a reddito come alberghi, centri commerciali, museo a tema e quant’altro già spiegato mille volte. Difficile conciliare il cuore e la storia del Franchi con le esigenze economiche del calcio moderno, soprattutto a Firenze dove mai nessuno potrà dire a Rocco, va bene fai un grande albergo e un centro commerciale a Campo di Marte…