QUEL CHE CI VUOLE ALLA FIORENTINA È IL (CENSORED)

12.02.2021 11:25 di Stefano Prizio Twitter:    Vedi letture
QUEL CHE CI VUOLE ALLA FIORENTINA È IL (CENSORED)

L’annata calcistica è quel che è, negli stadi silenti la Fiorentina non ingrana ancora, malgrado alcuni indiscutibili miglioramenti, il percorso è ancora lungo, ma la classifica vien sempre guardata con un certo disagio.

E se è vero che il Viola Park ha preso il via storico, il progetto stadio è invece sempre più una chimera, un sogno per ora sterile.

Intanto Rocco Commisso butta nel cestino ogni diplomazia e litiga con tutti, le istituzioni, la politica, la stampa.

Il recente mercato non ha portato novità risolutive, ma solo qualche altra speranza, il tempo dirà  se e quanto remota.

Infine la programmazione del futuro tecnico, in termini di uomini, mezzi ed obiettivi, è affidata alle sole voci che il venticello dell’indiscrezione trasporta di qua e di là.

Insomma quel che serve, quel che può risolvere, è una cosa sola:

Ve la ricordate la parola talmente abusata che si fu costretti a bandirla?

Il vocabolo che finì per essere proibito, nelle discussioni di calcio, almeno quelle fiorentine.

Prima di svelarla, anche se a molti sarà sovvenuta di certo.

Ci rivolgiamo a Rocco, non di certo per dar consigli non richiesti, ma per due parole dettate da affetto ed ammirazione per un uomo generoso e capacissimo, un ex emigrante che ha saputo farsi grande imprenditore, a lui vorremmo dire parole di pace e serenità, affinchè smussi le asperità che si sono create nei suoi rapporti con la stampa e con alcune istituzioni:

Comprati un giornale, una tv, una radio che poi di questi tempi di magra te li tirerebbero dietro, ma non per orientarli o peggio censurarli, tipo quando qualche anno fa la Fiorentina entrò nel capitale della Nazione.

Ma per utilizzare la stampa come un think tank, un serbatoio di idee, progetti, critiche, spunti, da usare per migliorare il percorso del club.

Ma Commisso, pur venendo dagli Stati Uniti, dà talvolta l’impressione di avere uno stile sovietico nei rapporti con la stampa, ed aver istituito in casa viola una novella Pravda che controlla preventivamente le domande, nelle conferenze stampa già fiaccate e sgonfiate di senso, a causa del Covid che impedisce di farle dal vivo e comunica solo attraverso il medium ufficiale, governato da professionisti bravi, ma di certo non graffianti.

E la famosa parolina, domanderà giustamente qualcuno?

E’ presto detto, alla Fiorentina di Commisso ci vuole il ‘Progetto’.

Societario e soprattutto tecnico sportivo, poi di certo, anche immobiliare, perché è ovvio e giusto che le risorse non possano provenire solo dagli assegni, già molto generosi, della proprietà,  ma debbano essere generate anche dal fatturato della società, ad oggi troppo contenuto perché la Fiorentina possa competere con le protagoniste del calcio italiano.

Perciò: progetto, progetto, progetto, detto senza più timori né fole scaramantiche.

Progetto, progetto, progetto, per disegnare oggi la Fiorentina che sarà domani, un progetto che deve essere pianificato da Rocco ed i suoi manager e possibilmente presentato e discusso con la città, ma senza guerre di religione né rapporti sovietici con chi dissente o semplicemente fa il suo mestiere e domanda.

Progetto, progetto, progetto.