QUARANTENA VIOLA: FORZA DUSAN. SI TEME PER ALTRI VIOLA. ANCHE IL CALCIO NON È IMMUNE. E QUEI GENI VOLEVANO CONTINUARE… ANCHE LA UEFA PESSIMO ESEMPIO. NON È GIUSTO PARLARE DI CAMPIONATO

14.03.2020 00:13 di Mario Tenerani   Vedi letture
QUARANTENA VIOLA: FORZA DUSAN. SI TEME PER ALTRI VIOLA. ANCHE IL CALCIO NON È IMMUNE. E QUEI GENI VOLEVANO CONTINUARE… ANCHE LA UEFA PESSIMO ESEMPIO. NON È GIUSTO PARLARE DI CAMPIONATO

Il virus non ha gambe, siamo noi a trasportarlo in giro per il mondo. Il virus non ha preferenze, becca trasversalmente, come gli viene. Il virus non ha confini, forse adesso lo capiscono anche in Europa e nel resto del mondo. Il virus nella sua malvagità è equo, non fa distinzioni, di genere, ceto, religione, politica: colpisce punto e basta. Ieri è toccato alla Fiorentina pagare il primo biglietto di questa triste lotteria. Dusan Vlahovic, che il giorno precedente era carico di energia mentre sgambettava al parco delle Cascine, è risultato positivo al Covid-19. Qualche segnale lo aveva mandato il suo corpo, roba leggera, ma lo staff medico della Fiorentina, con tempestiva coscienza, lo ha subito “tamponato” e il verdetto non è tardato ad arrivare: “Positivo”. “Sto bene - ha detto Dusan via social - farò gol anche al virus”. Non abbiamo dubbi, ma ora la paura in casa viola è giustificata. Pare che qualche altro tesserato abbia avuto un po’ di febbre e sia stato sottoposto a tampone. Avere la temperatura corporea un po’ più alta non significa aver contratto il virus, ma il controllo è prassi. Speriamo che il pedaggio della Fiorentina sia già pagato.

Comunque da ieri i viola sono in quarantena, compresa l’Udinese che solo sei giorni fa ha sfidato in una partita con poco senso la Fiorentina. Sì perché se i capi del calcio italiano avessero fermato prima la macchina, come richiesto da gran parte delle persone di buon senso, forse qualche danno sarebbe stato evitato. Invece fino a pochi giorni fa i presidenti più importanti mostravano i muscoli pur di giocare, pur di salvare il sacro incasso e i piccoli interessi di classifica, ciechi di fronte all’evidenza. Il cortile davanti alla lunga visione. Porte aperte o porte chiuse, quest’ultime come le loro menti. Chissà se adesso di fronte a questa pandemia che spara nel mucchio come un terrorista obnubilato dall’odio, qualcuno avrà riflettuto magari arrossendo davanti allo specchio, ammesso che ci sia ancora la voglia di vergognarsi. Pensiamo solo al balletto di domenica scorsa, un momento di mediocrità con pochi eguali.

La Uefa non è stata da meno, anzi, se possibile ha fatto pure peggio. Aveva allertato anche il pianeta Marte pur di trovare un campo neutro per le coppe, pare che lassù infatti il Corona non sia ancora atterrato, ma gli alieni non hanno dato il loro benestare. Poi ieri pomeriggio di fronte all’evidenza anche l’imperturbabile Ceferin ha frenato. Del resto le principali leghe d’Europa stavano chiudendo i loro campionati. Il Corona ha colpito anche all’estero, quindi è stato lampante che non fosse solo un problema italiano. Ci sono cose più importanti del calcio e dello sport, la pandemia è una di quelle. La Lega calcio ieri ha detto, ma forse la prima a non crederci è proprio lei, che si farà di tutto per finire questo campionato. E’ stato ribadito anche al summit delle leghe europee: “Dobbiamo finire i rispettivi campionati”. Detto che al momento pare un dettaglio rispetto ad un tragico bollettino di guerra, sembra quasi impossibile immaginare play off e play out con il succedersi di positività dei calciatori della serie A. Ogni volta che se ne verifica uno, bisogna azzerare il cronometro della quarantena e ripartire da lì. Ci sono emergenze più importanti del campionato, la principale è la salute degli italiani e la messa in sicurezza del Paese. Ma non possiamo criticare chi ha ha lottato per l’incasso e se n’è infischiato di tutto il resto, quando poi noi singoli siamo protagonisti di comportamenti sbagliati che mettono a repentaglio la salute altrui. Stiamo a casa, questa è l’unica scelta vincente.