PULGAR A 10 MILIONI, GRAN COLPO DI PRADÈ: QUANTITÀ E QUALITÀ. I SEGRETI DELLA TRATTATIVA. ORA CACCIA AL CENTROCAMPISTA DI ALTO LIVELLO, L’ESTERNO DESTRO E UN ATTACCANTE. DRAGOWSKI RINNOVA FINO AL 2023. MELISSA SATTA IN VIOLA, IL TIFO ESPLODE

08.08.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
PULGAR A 10 MILIONI, GRAN COLPO DI PRADÈ: QUANTITÀ E QUALITÀ. I SEGRETI DELLA TRATTATIVA. ORA CACCIA AL CENTROCAMPISTA DI ALTO LIVELLO, L’ESTERNO DESTRO E UN ATTACCANTE. DRAGOWSKI RINNOVA FINO AL 2023. MELISSA SATTA IN VIOLA, IL TIFO ESPLODE

Ricordate la foto di Joe Barone, Pradè e Montella seduti attorno a un tavolo da lavoro pieno di carte, un’immagine di quasi due mesi fa. Quel giorno Erick Pulgar finì nella lista dei giocatori da portare alla Fiorentina sulla quale il direttore tecnico sta ancora lavorando. Ora sulla casella Pulgar scriviamo pure Fatto. E’ viola.

C’è l’accordo con il giocatore che guadagnerà 1,7 milioni per cinque anni, siamo ai dettagli con il Bologna che ieri ha cercato disperatamente di convincere il cileno a restare, ma ormai ha capito che deve arrendersi.

Rocco Commisso e Saputo sono amici, il presidente della Fiorentina non ha voluto prendere Pulgar con la clausola da dodici milioni, poteva sembrare uno sgarbo al collega bolognese, si è preferito trattare. E la trattativa è agli sgoccioli. Al Bologna andrà più o meno la stessa cifra, ma con voci diverse. Su una base di dieci saranno aggiunti bonus di diverso tipo sui quali si sta ancora limando. Si dovrà ancora parlare delle commissioni e di altre cose burocratiche. Non credo che la trattativa si sia chiusa nella notte, più probabile che Pradè e Bigon si rivedano stamattina per sistemare tutta la pratica. Toccando ferro, naturalmente. Ma ricordando anche che per Nainggolan c’era l’accordo con l’Inter e il giocatore aveva chiesto di riflettere, mentre Pulgar ha già dato il suo ok alla Fiorentina e la posizione di forza è la sua.

Mi sbilancio e dico che a queste cifre e per il valore del cileno, trattasi di una operazione da applausi. Non so quanti di voi conoscano a fondo Pulgar, ma io che lo sto seguendo da quattro anni, vi dico che l’anno scorso è decollato, ha fatto una grande stagione forse mascherata nelle difficoltà del Bologna, ma il giocatore c’è. Voi vi chiederete perché ho seguito Pulgar. Bene. Me lo segnalò Pantaleo Corvino nel 2015, con la sua solita enfasi, della serie ho scoperto un fenomeno. Ma si trattava di pianticella, allora aveva soltanto 21 anni, e le pianticelle hanno i loro tempi. Ha faticato a trovare una dimensione, poi ha sofferto l’esplosione di Diawara, è finito fra le riserve e vi confesso che guardandolo ho pensato spesso che fosse un’altra delle tante corvinate anche bolognesi. Un giocatore come tanti, con potenziale, ma inespresso. E invece no, andava aspettato. L’anno scorso, a 25 anni, ha trovato la maturità. S’è ripulito dell’eccessiva cattiveria, ha cominciato a mettere in campo personalità, è cresciuto fino ad esaltarsi con Mihajlovic in panchina. Ha un piede solo, il destro, ma sa fare gol su punizione, ha qualità e quantità. Anche nella recente coppa America ha offerto grandi prestazioni trascinando il Cile alla finale. Un buonissimo giocatore che secondo me ha iniziato la sua fase ascendente e può migliorare ancora. Gioca davanti alla difesa, ma è diverso da Badelj, i due possono combinare benissimo nel 4-2-3-1, un modulo sul quale Montella sta lavorando oltre al 4-3-3. Ma anche nel centrocampo a tre Pulgar può fare l’interno di contenimento con Badelj regista. Una coppa come Pulgar e Badelj garantisce ottima copertura alla difesa e visto che non c’è un difensore centrale con i piedi raffinati, saranno loro a far ripartire l’azione.  

Come vi dicevo, il primo contatto Pradè-Pulgar risale a più di quaranta giorni fa. Il giocatore all’inizio si è mostrato scettico, aveva voglia di lasciare Bologna, di provare a crescere, ma la Fiorentina non lo convinceva appieno. Pradè ha fatto la sua proposta, l’ha fatto riflettere e, come fa con tutti i giocatori, poi è tornato alla carica. E Pulgar ha aperto la porta. Perché? Per un motivo molto semplice. Ha visto crescere un progetto tecnico interessante, ha visto arrivare Boateng, Lirola e Badelj, la conferma di Chiesa lo ha convinto che lo zio Rocco ha voglia di investire. E ieri ha detto sì. A questo punto vanno depennati gli altri centrocampisti, le alternative, che il Dt viola aveva sul taccuino, vale a dire gente come Berge o Demme. Si cerca un profilo di centrocampista diverso, con Badelj e Pulgar ora serve un giocatore di corsa e qualità, uno dei nomi che Pradè aveva in testa era Praet, ma è finito in Inghilterra. Ne ha altri e nelle prossime ore cercherà di stringere come ha fatto con Pulgar. Almeno il centrocampo, dove nasce il gioco, lo vuol completare il prima possibile. E’ vero che in rosa c’è Benassi e quel ruolo lo può fare, ma se arriva un altro con caratteristiche diverse è meglio. E chi pensa a Borja Valero ripeto che al massimo questa potrà essere una operazione da ultime ore se sarà quasi a zero, per mettere un giocatore d’esperienza in più in rosa. Ma per il titolare si pensa ad altro.

Oggi chiude il mercato inglese, automaticamente molti prezzi si abbasseranno, ci sono meno possibilità di vendere, e Pradè aspetta con i fari puntati sui suoi obiettivi in gran parte sconosciuti ai più. Come Pulgar, del resto. La data del dieci agosto, sempre indicata da Joe Barone come cruciale per il mercato viola, si avvicina. Dalla lista degli attaccanti vanno depennati il brasiliano Pedro (non convince) e Diego Rossi (costa troppo). Resiste Llorente, ma è dura.

Intanto la costruzione della squadra prosegue con intelligenza. Dragowski ha rinnovato il contratto fino al 2023, guadagnerà 700 mila euro a salire, un aumento di quasi il cinquanta per cento. Ora è soddisfatto e lo racconterà oggi in conferenza stampa. Ieri s’è presentato Lirola, finalmente un terzino destro con i piedi buoni e tanta gioventù che ci piace.

Vogliamo provare ad abbozzare una formazione titolare?

Dragowski, Lirola, Pezzella, Milenkovic, X; Pulgar, Badelj, X; Chiesa, Boateng, X. Come si vede sono tre i ruoli-base ancora scoperti. Il centrocampista di qualità, l’esterno destro e un attaccante. Quando uscirà Simeone si cercherà un centrale esperto visto che Boateng può fare l’esterno. E pare che il Cholito si sia convinto che è meglio per lui andare a giocare per rilanciarsi. Il Cagliari lo aspetta, ma anche la Lazio ci pensa. Vedremo. Intanto in rosa restano, come vi avevamo anticipato tempo fa, i quattro giovani che hanno impressionato Montella: Sottil, Vlahovic, Ranieri e Castrovilli.

Nel frattempo cresce la febbre del tifo e non solo per gli abbonamenti. I tifosi hanno riscoperto la gioia, il divertimento, il senso di appartenenza e la voglia di calcio. Boateng, ad esempio, è già un idolo e per Melissa Satta che ha postato una foto in bikini viola, presto potrebbe nascere un viola club Melissa…