PRANDELLI, ECCO TUTTI I PIANI PER RILANCIARE LA FIORENTINA. GIOCHERÀ CON IL 4-3-3. COMMISSO CONVINTO DALLE TELEFONATE CON CESARE. CONTRATTO DI POCHI MESI, MA SE FARÀ BENE RESTERÀ. UN CENTRAVANTI A GENNAIO, RISPUNTA PIATEK

10.11.2020 11:05 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
PRANDELLI, ECCO TUTTI I PIANI PER RILANCIARE LA FIORENTINA. GIOCHERÀ CON IL 4-3-3. COMMISSO CONVINTO DALLE TELEFONATE CON CESARE. CONTRATTO DI POCHI MESI, MA SE FARÀ BENE RESTERÀ. UN CENTRAVANTI A GENNAIO, RISPUNTA PIATEK

Alla fine Rocco come un Mike Bongiorno qualsiasi, ha scelto la busta numero tre, “esonero di Iachini in caso di sconfitta o brutto pareggio a Parma” e dalla busta è spuntato anche il nome di Cesare Prandelli, già pronto, previsto e prevedibile da diversi giorni.

Un nome quasi logico, vorrei dire. Calcisticamente talmente logico che diventa una scelta sorprendente visti i clamorosi errori dello zio d’America in tema di allenatori, prima con Montella e poi con Iachini. Questa volta Rocco ha dato retta e allora mi chiedo: anche se è il padrone, ha finalmente capito che nel calcio deve farsi consigliare, che non ci chiappa ancora come nella sua impresa americana? Lo spero vivamente.

Dunque ecco Prandelli, e Prandelli sia. Ho parlato di scelta logica perché nel momento in cui ti dicono di no Allegri, Sarri e Spalletti, nel momento in cui tutti i nomi presi in esame hanno delle forti controindicazioni e dei rischi enormi (stagione buttata), Prandelli ne ha molti meno e diventa quasi una scelta eccitante.

Una doppia sfida. Per lui che dopo un periodo grigio ha grande voglia di dimostrare che è ancora un allenatore di alto livello e per la Fiorentina che ha bisogno di trovare una guida tecnica sicura, stabile e affidabile per rilanciarsi.

E’ un matrimonio di cuore, ricordi, sentimento, ma anche di convenienza per entrambi. Se poi dovesse scoppiare la passione calcistica potrebbe rivelarsi anche il matrimonio perfetto.

Di sicuro la stagione di Iachini era già finita prima di cominciare, ma per fortuna questa volta Rocco è tornato sui suoi passi dopo appena sette giornate, quando c’è ancora tempo per rimediare e ridare un senso a una squadra e a una stagione. Questa sarà la missione di Cesare. L’anno scorso, invece, il tardivo esonero di Montella portò la Fiorentina in zona retrocessione, quest’anno almeno questo si è evitato con tempestività.

Ma non è stato facile convincere Rocco a esonerare Iachini per il quale restano affetto e riconoscenza. Valori ok, ma nel calcio ci sono momenti nei quali serve cinismo. I dirigenti viola su Prandelli erano andati già la scorsa settimana, come scritto venerdì scorso, c’era un’intesa di massima siglata nel momento in cui Cesare dichiarò la sua disponibilità ad accettare qualsiasi contratto, anche a termine, fino a fine campionato.

Rocco però ci ha voluto pensare ancora, ha sperato fino all’ultimo che la Fiorentina vincesse a Parma (busta numero uno) o anche pareggiasse con una grande prestazione (busta numero due), dopo la gara soporifera di sabato e la squadra sempre più triste, non è rimasta che la busta numero tre. Ma ci ha pensato sabato sera, tutta la domenica e ieri fino alle 18 quando ha chiamato Iachini per ringraziarlo e salutarlo.

Come si è convinto Rocco a prendere Prandelli?

I due si sono conosciuti in Palazzo Vecchio nel giorno dedicato a Ciccio Rialti e si sono piaciuti a pelle. Ma, ovvio, sono stati determinanti i colloqui telefonici di questi due giorni. Prandelli ha fatto una grande impressione umana, ma soprattutto è piaciuta la sua grande carica, l’entusiasmo che ha messo nelle sue parole e nell’enunciare i suoi programmi, la voglia di rilanciare e rilanciarsi, l’amore per la Fiorentina e per Firenze. Un mix di pensieri e parole che è sembrato perfetto unito al fatto che Cesare di Firenze, dei fiorentini e della Fiorentina conosce tutto, parte avvantaggiato per questo, ma anche per l’accordo aperto che lascia mani libere a tutti. L’idea è quella di lasciarsi a fine stagione, ma Cesare e la Fiorentina sanno benissimo che trentuno partite da giocare sono tante, se questa squadra dovesse decollare (e le possibilità ci sono) l’accordo potrebbe essere allungato e diventare saldo. Cesare si gioca il futuro, il suo domani è nelle sue mani e anche per questo ha dentro di sé una carica enorme che può trasmettere e far bene anche al gruppo, ai giocatori, all’ambiente.

C’è bisogno di positività in campo e fuori e Prandelli è l’uomo che può far tornare l’entusiasmo nella squadra e a Firenze.

Se poi non dovesse funzionare (tocchiamo ferro) per Rocco scatterebbe l’idea di puntare su un Sarri o uno Spalletti. Ma questo discorso oggi lo voglio archiviare.

C’è bisogno di unità in società e fuori. Quello che ha fatto saltare Iachini ancora prima di cominciare il campionato è stata l’idea che fosse soltanto l’allenatore del presidente, non gradito ai dirigenti che avevano puntato Juric e calcisticamente sopportato dalla squadra. Errore colossale, spero Rocco abbia capito anche questo. Ai giocatori non vanno mai dati alibi e vanno invece dati degli obiettivi.

Se davvero Prandelli è l’allenatore di tutti, i frutti si vedranno presto. La squadra è buona, ideale per un allenatore come Cesare che fino al 2009 ha regalato a Firenze squarci di grande calcio. L’ho detto e lo ripeto, nessuno ha la certezza (neppure Prandelli) che quegli anni possano ripetersi, ma i presupposti ci sono e le condizioni vanno create.

Ma Cesare che idee ha in testa?

Come cambierà la Fiorentina?

Intanto conosce bene questa squadra e le caratteristiche dei giocatori. Ha visto tutte le gare di questo inizio stagione e le ha analizzate a fondo, come se in cuor suo fosse germogliata l’idea che questa squadra prima o poi avrebbe potuto essere sua. Un sogno. Una speranza. Quegli strani giochi del destino, quelle strane sensazioni che a volte si percepiscono. Ora sono realtà.

Cesare giocherà con il 4-3-3 in fase di possesso palla, c’è da scommetterci. Modulo che può diventare facilmente il 4-2-3-1. Ribery e Callejon giocheranno sugli esterni, al loro posto. In mezzo al campo Pulgar regista, Amrabat interno con Castrovilli e Bonaventura (può fare anche l’esterno) come alternativa. Sulle fasce Lirola e Biraghi, in mezzo Milenkovic con Pezzella (quando tornerà) o Caceres, aspettando l’inserimento giusto di Quarta appena arrivato nel nostro campionato. Centroavanti non prevedo Kouamè, per Prandelli (giustamente) è una seconda punta, ma può fare anche l’esterno d’attacco, al Genoa l’ha utilizzato molto. E comunque Prandelli sa anche cambiare modulo durante le gare e lavorerà su questo. E allora? Vedremo, lasciamolo capire, oggi pomeriggio guiderà il primo allenamento, ha quasi tutta la rosa a disposizione per due settimane e conoscendo da vicino i giocatori troverà soluzioni. Se ho capito il giusto, comunque, l’idea di prendere un centroavanti a gennaio se le cose dovessero andare complessivamente bene da meritare un investimento, è sempre viva. Chissà perché Piatek ha immediatamente twittato gli auguri a Prandelli? I due si sono sfiorati al Genoa (a gennaio il polacco fu ceduto al Milan) e c’era feeling. All’Hertha non si sta rilanciando, magari a gennaio i tedeschi accetteranno il prestito con diritto proposto dalla viola l’estate scorsa per ricomporre la coppia con Kouamè che Prandelli ha esaltato. Chissà…

Nel giorno dell’addio, comunque onore all’uomo Iachini. Fino a ieri sera sperava nella riconferma, è convinto di avere fatto bene. Come sempre detto, Iachini è un ottimo professionista che esprime la sua cultura calcistica, a volte adattissima, altre volte no, a Firenze non era più adatto. Ma non si è confermato da solo alla Fiorentina, il problema non era lui, ma chi l’ha scelto e tutti quelli che in estate per baciare l’anello allo zio d’America, avevano detto, commentato, scritto e twittato, che Rocco aveva fatto la miglior scelta possibile…Un classico. Ma anche questa per fortuna è acqua passata, ora serve solo positività di qua e di là dall’Oceano. Ora o mai più.